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S. Alfonso Maria de Liguori
Via della salute

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CHI SA, SE DIO MI CHIAMA PIÙ?

 

"Non tardes converti ad Dominum, et ne differas de die in diem, subito enim veniet ira illius, et in tempore vindictae disperdet te" (Eccli. 5. 9).1 Ne avvisa il Signore a convertirci presto, se vogliamo salvarci, perché se andiamo differendo la nostra conversione da giorno in giorno, giungerà il tempo della vendetta, nel quale Iddio non più chiamerà, né più aspetterà: e cogliendoci la morte in peccato, non vi sarà più rimedio alla nostra dannazione. Egli ci avvisa così, perché ci ama e non vuol vederci perduti.

Già lo vedo, mio Dio, che mi volete salvo: vedo che volete usarmi misericordia, non voglio sdegnarvi più.

 

Oimè che questi avvisi di Dio, dati già in vita a tanti infelici, che non ne han fatto conto ed ora son nell'inferno, sono spade più crudeli, che loro trafiggono il cuore; poiché le misericordie loro usate da Dio, quanto sono state più grandi, più grandi rendono le loro colpe.

Dunque, Gesù mio, se mi aveste mandato all'inferno, come io meritava, troppo grandi sarebbero le mie pene, perché troppo grandi2 sono state le grazie, che voi mi avete fatte. No, che non voglio esservi più ingrato. Ditemi quel che volete da me, che in tutto voglio ubbidirvi. Mi pento di avervi tante volte amareggiato; d'oggi avanti non voglio dare più gusto a me, ma solo a voi, mio Dio ed ogni mio bene.

 

Gran cosa! gli uomini sono così cautelati negli affari del tempo, e poi sono così trascurati negli affari dell'eternità! Se taluno


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dee conseguire qualche somma da un altro, egli quanto più presto si fa fare da colui la cautela,3 dicendo: "Chi sa che può succedere". E poi come tanti vivono i mesi e gli anni in peccato? Perché non dicono trattandosi dell'anima: "Chi sa che può succedere?" Se uno perde il danaro, quantunque fosse grande, non perde tutto; ma se perde l'anima, perde tutto, e la perde per sempre senza speranza di poterla più mai ricuperare.

Amato mio Redentore, voi avete data la vita per farmi degno della vostra grazia; ed io questa grazia tante volte l'ho perduta per niente. Perdonatemi, bontà infinita, perché me ne dispiace con tutto il cuore. Signore, voi troppo mi avete obbligato ad amarvi, ed io vi voglio amare quanto posso. V'amo, mio sommo bene, v'amo4 più di me stesso. Non permettete, mio Dio, ch'io5 lasci più di amarvi.

O Maria, regina mia, custoditemi voi.

 




1 [12.] Eccli., 5, 8-9.

2 [25.] sarebbero le mie pene, perché troppo grandi) om. NS.

3 [2.] Cambiale.

4 [12.] v'amo... v'amo) vi amo... vi amo B B1 B2.

5 [13.] ch'io) che io B B1 B2.




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