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S. Alfonso Maria de Liguori
Vittorie dei Martiri

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§. 20. Di s. Arcadio.

1. S. Arcadio fu africano e si crede che consumasse il suo martirio in Cesarea della Mauritania. Ardeva ai suoi tempi la persecuzione, nella quale i cristiani erano crudelmente forzati a sacrificar agl'idoli. Arcadio per evitare il pericolo fuggì dalla sua patria, e si nascose in un luogo, ove non attendeva che a digiunare ed a fare orazione. Intanto, perché egli non compariva nelle funzioni pubbliche, furono spediti soldati a sorprenderlo nella sua propria casa; ma, non trovandolo, presero prigione un suo parente per obbligarlo a scoprire dove fosse Arcadio.

2. Arcadio non potendo soffrir che un altro patisse per lui, si presentò da sé al governatore, e gli disse che ben poteva liberare quel suo parente, mentre era venuto esso stesso a render conto di quanto era interrogato. Il governatore gli rispose che egli sarebbe restato libero da ogni castigo, se avesse sacrificato agli dei. Il santo coraggiosamente replicò: V'ingannate, se credete che le minacce della morte spaventino i servi di Dio. Essi dicono quel che dicea s. Paolo: Io vivo solo per Gesù Cristo, e la morte per me è un guadagno. Pertanto inventate supplicj quanto potete, che non vi riuscirà di separarci dal nostro Dio.


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3. Allora il tiranno pieno di furore, sembrandogli leggieri per lui gli altri tormenti, ordinò che al martire fossero tagliati i membri del corpo uno per uno; cominciando dalle prime giunture de' piedi. E subito fu eseguita la barbara carnificina, nella quale il santo martire altro non fece che benedire Iddio; e poiché fu ridotto ad essere un tronco senza gambe e senza braccia, mirando le sue membra sparse per terra, disse: O membra felici, che avete meritato di servire alla gloria del vostro Dio, io non mai vi ho tanto amate, quanto v'amo ora che vi miro separate dal mio corpo. Ora sì che mi conosco di esser tutto di Gesù Cristo, come sempre ho desiderato. Di poi rivolto a coloro che gli stavano d'intorno, e che erano idolatri, lor disse: Sappiate che tutte queste pene ben si superano da chi tiene davanti gli occhi la vita eterna che Dio dona a' suoi servi. Riconoscete il mio Dio che mi conforta in questi dolori; ed abbandonate i vostri falsi dei che non possono darvi aiuto ne' vostri bisogni. Chi muore per il vero Dio acquista la vita. Ecco ch'io per questo breve supplicio me ne vado a vivere con esso eternamente, senza timore di perderlo più. E ciò dicendo, rendé placidamente l'anima al suo Redentore ai 14. di gennaio. Questo martirio riempì di confusione gl'idolatri, ed inspirò un gran desiderio a' cristiani di dar la vita per Gesù Cristo. Essi poi raccolsero quelle sparse membra del martire, ed onorevolmente le seppellirono.




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