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S. Alfonso Maria de Liguori
Canzoncine spirituali

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- 318 -


Pel sentimento di disciplina1.

Offesi Te, mio Dio, caro Signore,

Mio Dio, mar di Bontà, fonte di Amore.

 

Ingrato offesi a torto, offesi a torto2,

Chi per donarmi vita in Croce e morto!3

 

Mi pento, o sommo Ben, Bontà infinita!4

Mai più t'offenderò, mai più in mia vita.

 

Tutti i momenti miei, Signor, sian spesi

In pianger quel momento, in cui ti offesi5.

 




1 [0.] N.B.) - Di questa breve Canzoncina esiste un altro testo abbastanza differente: lo dona un anonimo Gesuita nell'Ed. IV dell'«Arpa di Sacre laudi e Divozioni ad uso delle Sacre Missioni» pubblicata a Napoli nel 1749. Rechiamo il testo:

«Offesi il mio Signore;

Mio Dio, mar di pietà,

Fonte di amore.

 

Ingrato! offesi a torto,

Chi sol per darmi vita

In Croce è morto.

 

Perché t'offesi? o Dio!

Prima e sola cagion

Dell'esser mio!

 

Perché non m'è concesso

Di sciorre in lagrimar

Tutto me stesso?

 

Peccai, Signor, no 'l niego,

Or ti chiedo perdono,

E sol ti priego,

 

Che con benigno amore

Concedi all'alma mia

Un gran dolore.

 

Sì, spezzi il crudo core

Ministro d'empietà,

Fabbro d'errore.

 

Sì, sì mi pento e doglio,

E sommerso l'error

Nel pianto io voglio.

 

Pentomi, sommo Bene,

Bontà infinita:

Mai più t'offenderò

Mai più, mia Vita».

 

Quale dei 2 testi allegati è più autentico?... Occorrerebbero l'edizioni precedenti dell'«Arpa» per risolvere nettamente la questione. Abbiamo finora ricercato inutilmente...



2 [3.] «Offesi a torto sì, offesi a torto» (Sarn. «Via fac. del Parad.» 1738).



3 [4.] «Chi sol per darmi vita in Croce è morto» (Sarn. «Via fac. del Par.» 1738; «Eserc. di Miss.» 1742).



4 [6.] «Non più t'offenderò, mai più in mia vita» (Sarn. «Eserc. di Miss.» 1742).



5 [8.] N.B.) - A questi 8 versi tradizionali il Reuss nella II Ed. della versione in latino delle Canzoncine Alfonsiane aggiunse (p. 260 - Ed. II - 1897):

«Degli anni scorsi ancora in un momento,

Che spesi senz'amarti, o Dio, mi pento».

L'aggiunta è apocrifa: risale al 1856, come appare dal «Metodo pratico degli Esercizi di Missione per uso della Congr. del SS. Redentore». Questi versi, che mancano nell'ed. del Sarnelli e di S. Alfonso, sono stati ricevuti anche dal Cristini e dal Di Coste.






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