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S. Alfonso Maria de Liguori
Glorie di Maria

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Orazione di S. Tommaso d'Aquino.3

O beatissima e dolcissima Vergine Maria, piena di misericordia, io raccomando alla vostra pietà l'anima e 'l corpo


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mio, i miei pensieri, le opere, la vita e la morte mia. O mia Signora, aiutatemi e confortatemi contro l'insidie del demonio; impetratemi il vero e perfetto amore, col quale io ami con tutto il cuore il vostro dilettissimo Figlio e Signor mio Gesù Cristo; e dopo lui ami voi sopra tutte le cose. O mia regina e madre, colla vostra potentissima intercessione fate che in me duri sempre questo amore sino alla morte, dopo cui io sia da voi condotto alla patria de' beati (Ex offic. Praed. et diar. 7 mart.).

In te spem meam toto ex animo collocavi (S. Io. Damascenus).4

Non est fas, o Domina, te posse deserere eum, qui spem suam ponit in te (S. Bernardus).5

Tantummodo velis salutem nostram, et vere nequaquam salvi esse non poterimus (S. Anselmus).6

Ave, filia Dei Patris; ave, mater Dei Filii: ave, sponsa Spiritus Sancti; ave, templum totius Trinitatis (Simon Garcia).7

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa.




3 «In quel pericoloso conflitto con quella malvagia femmina nel castel di San Giovanni, (Tommaso) rimase, come sopra si disse, vincitore, col ricorrere al suo aiuto (di Maria), lasciando anche scritto (Opusc. 8): «In omni periculo, potes salutem obtinere ab ipsa Virgine gloriosa.» Per la qual cosa, a commendazione della medesima, compose una divota orazione, che comincia: «O beatissima et dulcissima Virgo Maria, etc.» e di questa si serviva per chiedere la purità dell'anima e del corpo con recitarla frequentemente; sicché avendo egli felicemente guardato... l'integrità verginale... creder con fondamento si può che sotto la scorta di questa purissima Madre la custodisse.» Paolo FRIGERIO, Romano, della Cong. dell'Oratorio, Vita, Roma, 1668, lib. 2, cap. 2, n. 7, pag. 76. - Cf. CARNEVALI, Vita, Foligno, 1882, cap. 13, pag. 208. - «O beatissima et dulcissima Virgo Maria, omni pietate plenissima, in sinum pietatis tuae comendo hodie, et omnibus diebus vitae meae, corpus meum et animam meam, omnesque actus meos, cogitationes, volunates, desideria, locutiones, operationes, omnemque vitam, finemque meum. Sis mihi adiutrix et consolatrix contra insidias et laqueos hostis antiqui, meque in tua et Filii tui dilectione morientem in via salvationis dirigas.» Presso MARCHESE Francesco, della Cong. dell'Oratorio, Diario sacro d'esercizi di divozione per onorare ogni giorno la Beatissima Vergine, 7 marzo. Venezia, 1717, I, pag. 282.

4 Così è riportata dall'Auriemma, (Affetti scambievoli, cap. 7, Bologna, 1681, vol. 2, pag. 345). - «In te enim omnem spem repositam habeo.» In Menaeis Graecorum, 9 mart. - Vedi vol. VI della nostra ediz., cap. 5, § 2, nota 45, pag. 185.

5 Queste parole non s'incontrano presso S. Bernardo, neppure in quelle opere non sue, che a lui vennero attribuite. Però, è da notarsi che S. Bernardo è uno, tra i principali, di quegli autori sacri, i quali, per esser citati molto di frequente, lo furono spesse volte a senso, od anche con qualche parafrasi, la quale facilmente da chi leggeva, venne immedesimata al testo, mancando un segno chiaro della fine della citazione. - Il concetto è quello del celebre passo di S. Bernardo, In Assumptione B. M. V., sermo 4, n. 8: «Sileat misericordiam tuam, Virgo beata, si quis est, qui invocatam te in necessitatibus suis, sibi meminerit defuisse... Longitudo (misericordiae) eius usque in diem novissimum invocantibus eam subvenit universis. Latitudo eius replet orbem terrarum.»

6 «Tantummodo itaque velis salutem nostram, et vere nequaquam salvi esse non poterimus.» EADMERUS, Cantuariensis monachus, Liber de excellentia Virginis Mariae, cap. 12. Inter Opera S. Anselmi, ML 159-579.

7 «Philagie, je vous sers aujourd'hui la dévotion du dévot Simon Garcia, religieux minime. C'est une prière courte, un salut et un compliment de grand prix pour l'indulgence qu'il porte. Ce bon religieux l'avait presque toujours en la bouche. Ave, Filia Dei Patris; Ave, Mater Dei Filii; Ave, Sponsa Spiritus Sancti; Ave, templum totius Trinitatis. Il y a indulgence plénière autant de fois qu'on priera et saluera de la sorte la Mère de Dieu, comme on le lit en la sacristie de Notre-Dame de Lorette, où ladite prière est écrite en lettres d'or.» Paul DE BARRY, S. I., Le paradis ouvert à Philagie par cent dévotions à la Mère de Dieu, cap. 2, dévotion 4. Paris, 1868, pag. 80. - Questa indulgenza non è segnata nella Raccolta.




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