SCENA III
Signora Vittoria, messer Bartolomeo, Lucia
SIGNORA
VITTORIA - Dove va, messer Bartolomeo?
BARTOLOMEO - Vo al diavolo.
LUCIA Più presto trovarai costui che l'angelo
Gabriello.
BARTOLOMEO Madonna portanovelle, accordaliuto: per che
gli angeli non sono cossì affabili come diavoli, lo mondo vien provesto di te e
di tue pari per scusar quelli.
SIGNORA VITTORIA - Forse che ci va troppo per farti
montar il senapo: il molto frequentar e prossimarti al fuoco t'ha diseccato,
tanto che facilmente la rabbia ti predomina, dài dentro a l'ingiurie senz'esser
provocato.
BARTOLOMEO - Non dico a voi signora Vittoria, che vi
porto ogni rispetto et onore.
SIGNORA VITTORIA - Come non dite ad me? vi par che
questa ingiuria che dite a lei non resulti criminalmente in mia persona?
Andiamone, Lucia.
BARTOLOMEO - Non cossì in furia, signora: io burlo con
Lucia che più mi tenta, si più mi vede fastidito.
LUCIA Sì, sì, messer sì, in tutto Napoli non è peggio
lingua che la tua, che ti sii mozza, lingua da risse e da discordia.
BARTOLOMEO - Al contrario di cotesta tua, di concordia,
pace et unione.
|