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Ricordarsi
2. Cinquant'anni dopo, abbiamo il dovere
di ricordarci davanti a Dio di quei fatti drammatici, per onorare i morti e per
compiangere tutti quelli che questo dilagare di crudeltà, ha feriti nel cuore e
nel corpo, completamente perdonando le offese.
Nella mia sollecitudine per tutta la Chiesa e nella mia
attenzione al bene dell'intera umanità, non potevo lasciar trascorrere questo
anniversario senza invitare i fratelli nell'Episcopato, i sacerdoti, i fedeli
come pure tutti gli uomini di buona volontà a riflettere sul processo che ha
condotto tale conflitto sino agli abissi della disumanità e della desolazione.
Sento, infatti il dovere di ricavare una lezione da quel
passato perché non si possa mai più rinnovare il fascio di cause capaci di
innescare nuovamente un'analoga conflagrazione.
E' ormai noto per esperienza che la divisione arbitraria di
nazioni, lo spostamento forzato di popolazioni, il riarmo senza limiti, l'uso
incontrollato di armi sofisticate, la violazione dei diritti fondamentali delle
persone e dei popoli, la non osservanza delle regole di comportamento
internazionale come l'imposizione di ideologie totalitarie non possono che
condurre alla rovina dell'umanità.
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