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Tempo di preghiera
11. L'elemento fondamentale che dovrà
caratterizzare la celebrazione di questo giubileo sarà dunque la preghiera.
Essa è anzitutto rendimento di grazie per quanto si è raggiunto, nel corso dei
secoli, nell'impegno per l'unità della Chiesa e, in particolare, per l'impulso
che a tale impegno è venuto dal Concilio Vaticano II.
Essa è azione di grazie al Signore che guida il cammino
della storia, per il clima di ritrovata libertà religiosa in cui si celebra
questo giubileo. Essa è pure supplica allo Spirito Paraclito, perché faccia
crescere tutto ciò che favorisce l'unità e dia coraggio e fortezza a quanti si
impegnano, secondo gli orientamenti del Decreto conciliare Unitatis
redintegratio, in quest'opera benedetta da Dio. È supplica per ottenere l'amore
fraterno, il perdono delle offese e delle ingiustizie subite nella storia. È
supplica perché la potenza del Dio vivente tragga il bene persino da quel male
così crudele e multiforme causato dalla malizia degli uomini. La preghiera è
anche speranza per il futuro del cammino ecumenico: la potenza di Dio è più
grande di tutte le debolezze umane antiche e nuove. Se questo giubileo della
Chiesa greco-cattolica ucraina, alle soglie del Terzo Millennio, segnerà
qualche passo in avanti verso la piena unità dei cristiani, ciò sarà prima di
tutto opera dello Spirito Santo.
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