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b) Le conferenze episcopali
20. Le conferenze episcopali hanno avuto
il grave incarico di preparare le traduzioni dei libri liturgici (cfr. «Sacrosanctum Concilium», 36 et 63). Le
necessità del momento hanno a volte portato ad utilizzare traduzioni
provvisorie, che sono state approvate ad interim. Ma ora è giunto il tempo di
riflettere su certe difficoltà emerse successivamente, di porre rimedio a certe
carenze o inesattezze, di completare le traduzioni parziali, di creare o di
approvare i canti da utilizzare nella liturgia, di vigilare sul rispetto dei
testi approvati, di pubblicare finalmente i libri liturgici in uno stato da
considerarsi stabilmente acquisito e in una veste che sia degna dei misteri
celebrati.
Per il lavoro di traduzione, ma anche per un confronto più
ampio nell'ambito dell'intero Paese, le conferenze episcopali dovevano
costituire una commissione nazionale ed assicurarsi la collaborazione di
persone esperte nei diversi settori della scienza e dell'apostolato liturgico
(cfr. «Sacrosanctum Concilium», 44). Conviene ora interrogarsi sul bilancio,
positivo o negativo, di tale commissione, sugli orientamenti e sull'aiuto che
essa ha ricevuto dalla conferenza episcopale nella sua composizione e attività.
Il ruolo di questa commissione è molto più delicato, quando la conferenza vuole
occuparsi di certe misure di adattamento o di inculturazioni più profonde (cfr.
«Sacrosanctum Concilium», 40): è una ragione in più di vigilare, perché in essa
ci siano persone veramente esperte.
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