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V. -
Conclusione
Ho
ricordato la conversione e ho delineato un rapido panorama del pensiero di un
uomo incomparabile di cui un po' tutti nella Chiesa e in Occidente ci sentiamo
discepoli e figli. Esprimo di nuovo il vivo desiderio che la sua dottrina sia
studiata e largamente conosciuta e il suo zelo pastorale imitato, affinché il
magistero di tanto dottore e pastore continui nella Chiesa e nel mondo a favore
della cultura e della fede.
Il
XVI centenario della conversione di sant'Agostino offre una occasione assai
propizia per incrementare gli studi e diffondere la devozione verso di lui.
Esorto a tale impegno e fine in particolare gli ordini religiosi - maschili e
femminili - che portano il suo nome, vivono sotto il suo patrocinio o che in
qualsiasi modo ne seguono la regola e lo chiamano padre. Vogliano essi
profittare di questa occasione per rivivere o far rivivere più intensamente i
suoi ideali.
Alle
varie iniziative e celebrazioni, che sono state organizzate ovunque per questo
motivo, sarò presente con animo grato e beneaugurante; sopra ciascuna di esse
invoco di cuore la celeste protezione e l'efficace ausilio della vergine Maria,
che il vescovo d'Ippona ha esaltato come madre della Chiesa, auspice la mia
apostolica benedizione, che con questa lettera mi è caro impartire.
Dato
a Roma presso San Pietro, il 28 agosto, nella festa di sant'Agostino, vescovo e
dottore della Chiesa, nell'anno 1986, ottavo del mio Pontificato.
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