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Il giorno
della nuova creazione
24.
Il confronto della domenica cristiana con la prospettiva sabbatica, propria
dell'Antico Testamento, suscitò anche approfondimenti teologici di grande
interesse. In particolare, fu posta in luce la singolare connessione esistente
tra la risurrezione e la creazione. Fu infatti spontaneo per la riflessione
cristiana collegare la risurrezione avvenuta «il primo giorno della settimana»
con il primo giorno di quella settimana cosmica (cfr Gn 1, 1-2.4)
secondo cui il libro della Genesi scandisce l'evento della creazione: il giorno
della creazione della luce (cfr 1, 3-5). Tale nesso invitava a comprendere la
risurrezione come l'inizio di una nuova creazione, della quale il Cristo
glorioso costituisce la primizia, essendo egli, «generato prima di ogni
creatura» (Col 1, 15), anche «il primogenito di coloro che risuscitano
dai morti» (Col 1, 18).
25.
La domenica è, in effetti, il giorno in cui, più che in ogni altro, il
cristiano è chiamato a ricordare la salvezza che gli è stata offerta nel
battesimo e che lo ha reso uomo nuovo in Cristo. «Con lui infatti siete stati
sepolti insieme nel battesimo, in lui siete anche stati insieme risuscitati per
la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti» (Col 2,
12; cfr Rm 6, 4-6). La liturgia sottolinea questa dimensione battesimale
della domenica, sia esortando a celebrare i battesimi, oltre che nella Veglia
pasquale, anche in questo giorno settimanale «in cui la Chiesa commemora la
risurrezione del Signore»,24 sia suggerendo, quale opportuno rito
penitenziale all'inizio della Messa, l'aspersione con l'acqua benedetta, che richiama
appunto l'evento battesimale in cui nasce ogni esistenza cristiana.25
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