Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Quarto centenario dalla traslazione...
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QUARTO CENTENARIO DALLA TRASLAZIONE DEL CORPO DI SAN ROCCO NOVENA DI LEZIONI E DI PREGHIERE

Terzo giorno Lezione San Rocco intorno a due fosse

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Terzo giorno

Lezione

San Rocco intorno a due fosse

  [42]Pietà del misero! Egli è Rocco intorno a due fosse scavate testé. Guarda all'una e poi all'altra ed ei vorrebbe discendere nel mezzo, egli che è figlio amante di quel padre e di quella madre. Ma non può morire, epperò nel suo cuore sente uno strappo continuo. Che fa allora il pietoso? Ei geme e dice: "Il sangue mio e la vita mia è per voi, genitori diletti, è per Iddio il quale ci ha creati per il suo paradiso. Oh, siate salvi, mio padre e mia madre diletti!". E qui Rocco scioglie il cuore in lagrime, e con il cuore offre vittima tutto sé allo Altissimo in pro di suffragio pei parenti diletti. [43]Rocco stando genuflesso propone un voto eroico e poi levasi per adempierlo. Il voto è di spogliarsi del tesoro delle sue ingenti sostanze, perché sono un peso a camminare nella via del cielo. Il voto è di farne dono ai poveri d'ogni suo avere, perché chi regala ai poverelli regala a Gesù Cristo. Il voto è di rassegnare i titoli di onoranza patria, perché quaggiù tutto è vanità25 fuorché il servire a Dio. Il voto di Rocco è di rassegnare il comando, perché meglio è obbedire che comandare.

Ed egli propone di staccarsi omai dal mondo, perché vivere

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nel mondo e non attaccarsi al mondo è cosa più prodigiosa che rara26.

  Rocco pone sua attenzione alla persona ed alle massime del Poverello d'Assisi. Gli aggrada il sentir semplice di quell'uomo del Signore; il suo cibo, la sua abitazione gli rappresentano al vivo la capanna di Betlemme. La sua chiesa della Madonna degli Angeli gli ricorda la casa di [44]Nazaret, il monte Alvernia <gli ricorda> il monte Calvario, e insomma Francesco piagato gli rappresenta sì al vivo Gesù crocefisso, che già Rocco d'un tratto sclama: "Io voglio essere seguace di Francesco. Il ciel m'aiuti che io sia almeno terziario di nome e di fatto". A que' tempi i cristiani di buon volere si affrettavano a quest'ordine di salute e Rocco propose <di> sollecitarvisi con fervore. Né sol terziario francescano, ma il cuor di Rocco dicevagli che ei dovea aspirare a doni migliori27, la somiglianza con Cristo. Il Dio salvatore s'immolò per noi miseri, e Rocco offerì la sua vita ai pericoli, alle infermità, alla morte per ogni volta che offerendosi avesse potuto per caso rendere gloria a Dio, servizio a' suoi fratelli diletti. E stando in questi santi pensieri, Rocco benediceva con la destra alla fossa del padre, al tumulo della mamma diletta e vi spruzzava l'acqua lustrale e vi spargeva intorno fiori mestissimi di riviera, e intanto sospirava [45]e con calma diceva: "Angeli ed uomini, venite in mio soccorso; creature insensibili voi stesse che mi circondate, aiutatemi a deplorare intorno a due tombe di duolo profondo". Pregò e levossi. Guardò all'alto e sentissi consolato. Parvegli che l'angelo del buon consiglio lo incoraggiasse con dire: "Hai proposto ottimamente, o Rocco; non temere, il Signore è teco".

  Ritornato alla casa paterna, compié di subito il primo voto e attese per soddisfare al secondo. Gran cosa è lasciare le cose del mondo, ma più gran cosa è lasciare se stesso. Rocco pregò di cuore e disse: "Io non so che gran vuoto ancor m'abbia in

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cuor mio. La fame del cibo dell'anima è tale eccitamento che quanto più si assume, più <si> vorrebbe prendere, e intanto <l'anima> gode spiritualmente ma sazia non è giammai. Nondimeno porgetemi soccorso, o Signore, io mi sento cadere. Sentomi in animo che il guadagno massimo [46]quaggiù è patire ed immolarsi. Porgetemi soccorso, o Signore, piantate una croce nel mio cuore e incamminatemi al Calvario per il sacrificio. Son misero e peccatore, o Signore... Possa io scontare i miei debiti e corrispondervi in amore". Pregò e intanto intese della celebre indulgenza del giubileo plenario che il Vicario di Gesù Cristo, a cominciare dalle feste natalizie, concedeva per tutto l'anno 1350 ai fedeli di tutto il mondo i quali, pellegrinando a Roma, visitavano divotamente tutte le chiese ivi assegnate e ricevevano con divozione i Sacramenti augustissimi.

  Rocco ricevette quest'annunzio come un buon invito celeste. Vestissi da pellegrino. Impugnò un bastone e per tutta sua provisione per un viaggio a que' lunghissimo si munì di una sporta e partissi. Ma non raggiunse di subito la sua meta. Rocco si era offerto come guardia di onore e come un soldato del battaglion [47]della morte, pronto a dare la vita per ogni chiamata al combattimento. A mezzo della via sentì un invito ed egli si arrestò sclamando: "Che volete, o Signore? Oh, fatemi meritevole che possa dare per voi e per i fratelli miei la vita e il sangue mio".

Orazione

  O Rocco, come non s'aprì per tenerezza ai vostri discorsi la terra in mezzo a quelle due fosse! Voi vi sareste disceso entro e riposando lo spirito vostro avrebbe goduto testé in cielo nella compagnia dei pii vostri genitori. Ma voi sentiste lo schianto di morte e Dio non volle <che> moriste tuttavia, perché mostrandovi vivo ai nostri ed a noi deste esempio ad un patire eroico, eccitamento ad una virtù di carità perfetta.

  Rocco, Rocco, come mi intenerite alle lagrime! Io stesso che vi parlo ho due fosse dilette ed io dimoro volentieri intorno e sospiro: "Padre [48]mio! Madre mia!". Ma ahi,

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lasso me!, che se a parole propongo un voto, con il fatto vengo meno troppo spesso. Che fia dunque di me? O Rocco, già vel dissi che voi mi ricordate la mia chiesa, il mio sacerdote, i miei diletti genitori, i cari della famiglia e del paese. Ebbene benedite a me. Ditelo al Signore che benedica a tutti noi.

  Tre Pater, Ave, Gloria.





p. 446
25 Qo 1, 2.



p. 447
26 “A pag. 43 dove è detto che vivere nel mondo e non attaccarvisi è cosa più prodigiosa che rara, è da intendersi nel senso che non si usino le debite precauzioni”; Nota alla fine del testo.



27 Cfr. 1 Cor 12, 31.



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