Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Regola F.s.M.P. - 1902
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REGOLA DELLE FIGLIE DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA (1902)

Parte prima. CARATTERE DELL'ISTITUTO

Capo XIV. ESERCIZI DI PIETÀ DA FARSI IN COMUNE

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Capo XIV.

ESERCIZI DI PIETÀ DA FARSI IN COMUNE

 

1. [35]Ogni mattina le Figlie di santa Maria si levano alle cinque, indi fanno mezz'ora di meditazione, mettendo una religiosa cura a questo pio esercizio di grande importanza nella vita religiosa.

Nelle ore di maggior quiete, possibilmente dalle nove alle undici e dalle quattordici alle sedici, procurino di osservare raccoglimento e silenzio, per quanto è possibile.

2. Dopo mezzogiorno le figlie fanno in comune un po' di lettura spirituale e la visita al Santissimo Sacramento.

Si raccomandano per questa lettura le opere di S. Alfonso, di S. Francesco di Sales, del Rodriguez7 e d'altri autori, i quali per le vie ordinarie dell'obbedienza, della mortificazione e della rassegnazione guidano le anime alla perfezione religiosa.

 Si escludono di solito i trattati di mistica e si preferiscono invece le vite delle religiose e[36] delle sante che più risplendono nella Chiesa.

Si raccomanda altresì di leggere racconti edificanti, che servano loro di esempio e di aiuto per ammaestrare con efficacia le giovinette e i ricoverati nel santo catechismo.

3. Ogni anno fanno un corso di santi Esercizi che dura almeno otto giorni.

4. Le orazioni vocali quotidiane delle religiose sono regolate come segue:

preghiere appropriate del mattino e della sera;

la terza parte del rosario;

l'esercizio della Via crucis;

l'adorazione diurna per turno di un'ora per ogni religiosa.

In ogni mese, preferibilmente nella prima domenica, si fa- 346 - l'Esercizio della buona morte8, premettendo nella sera antecedente mezz'ora di meditazione intorno a qualche novissimo, e possibilmente un sacerdote fa loro un discorsetto. In ogni giovedì dell'anno fanno per un'ora dinanzi al Santissimo Sacramento adorazioni e preghiere in ossequio a Gesù agonizzante nell'orto.

5. [37]Nel corso dell'anno avranno care le divozioni: in febbraio della Madonna di Lourdes; in marzo del glorioso patrono S. Giuseppe; di Maria santissima in maggio; del sacro Cuore in giugno; dei fedeli defunti in novembre.

6. Ricorderanno pure con preghiere speciali le novene delle principali solennità della Chiesa, in onore di nostro Signore e della Vergine immacolata, onorata sotto diversi titoli.

7. Le consorelle assistono ogni giorno alla santa Messa.

Per quanto è concesso, in ogni sera ricevono la benedizione col Santissimo Sacramento.

8. Ogni sera fanno un breve esame di coscienza e alle ore ventuno al tocco della campana vanno al riposo.

9. Sono aggregate al Terz'ordine di S. Francesco e alla Confraternita del santo Rosario, ma non si permettono di abbracciare altre divozioni senza permesso speciale dei superiori.

Si eliminano assolutamente le divozioni non approvate dalla Chiesa.

10. [38]Senza il permesso della Santa Sede non è permesso conservare nella cappella il Santissimo Sacramento, né senza permesso del vescovo si può esporre solennemente Gesù sacramentato.

11. Le consorelle impedite d'intervenire alla meditazione e alle altre pratiche di pietà fatte in comune avranno dalla superiora il tempo necessario per supplirvi in privato.

12. Le figlie della congregazione devono studiarsi di vivere di continuo alla presenza di Dio.

Potranno trovare un aiuto in questa pratica colla recita delle coroncine della Misericordia e della Provvidenza9, quali sono in uso nella stessa congregazione.





p. 345
7 Cfr. nota 8 a p. 88.



p. 346
8 Cfr. nota 1 a p. 65.



9 Cfr. nota 29 a p. 239.



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