Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Regolamento S. d. C. - 1910
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REGOLAMENTO DEI SERVI DELLA CARITÀ (1910)

PARTE TERZA

Capo IV. DEL SEGRETARIO GENERALE

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§ I. Doveri del segretario generale

§ II. Unione col superiore generale

1333

§ III. Azione pratica del segretario generale

1334
[- 1333 -]

Capo IV.

DEL SEGRETARIO GENERALE

 

<< <   > >>§ I.

Doveri del segretario generale

 

[187]Il segretario generale deve avere presente alla mente tutte e singole le persone dell'istituto.

Deve pure avere in cuore almeno i principali loro bisogni, per provvedervi tanto quanto gli sia possibile.

A tale scopo deve avere come padre il superiore generale e di lui comprendere la mente ed il cuore.

Deve avere quasi madre la Regola dell'istituto e saperla interpretare ed applicare con cuore materno.

Deve conoscere dei confratelli i difetti e le virtù, le attitudini varie, i diversi - 1334 -caratteri.

Importa assaissimo che, dovendo rispondere sopra persone e sopra opere, ne conosca delle une e delle altre il carattere e la entità.

La forza e la[188] prosperità di una congregazione viene dal sapere allogare con precisione ogni figura di santo nella nicchia che le è propria.

<< <   > >>§ II.

Unione col superiore generale

 

 [189]Per raggiungere tanto scopo è necessario che segretario e superiore generale siano come amici e fratelli in Cristo, che si valgano delle proprie virtù fisiche, morali e religiose per comunicarsi il bene proprio, come avviene tra amici, i quali niente tengono celato fra di loro e tengono quasi in comune l'uso delle sostanze e l'uso medesimo delle stesse facoltà di fede e di amore.

Da questa intima unione, come da padre a figlio, ne avviene che uno spirito di grazia e di santificazione pervade misteriosamente la mente e il cuore dei propri confratelli, i quali a loro volta come pulcini accorrono alla chioccia, che loro insegna il raspare per vivere prosperamente.

In questo mirabile lavoro di zelo e di carità facile è raggiungere i gradi di quel felice vivere, che ci assicura l'eterna Verità quando dice: «Oh quanto buona e gioconda cosa è il vivere di molti fratelli in un solo pensare ed in un solo volere 63.

<< <   > >>§ III.

Azione pratica del segretario generale

 

[190]In questo lavoro industrioso di fede e di carità bisogna procedere con ordine e dagli interessi materiali procedere ai morali e religiosi.

Il segretario generale deve regolare gli interessi materiali.

Deve saper avere avanti gli occhi il quadro ben distinto delle diverse trattazioni, che sono per lo istituto il vaso della vita morale e religiosa, come il corpo umano è il vaso dell'anima.

Siamo uomini e dobbiamo vivere - 1335 -in mezzo agli uomini e bisogna che i confratelli, ripiegando sopra di sé lo sguardo, trovino non solo negli argomenti di fede divina, ma anche in quelli di prudenza umana l'affrancamento nella grande lotta della vita.

In seguito a queste provvisioni di ordine inferiore, ma pure necessarie, viene il regolamento dell'ordine morale, che consiste nella disciplina, nell'ordine regolare della vita di congregazione.

A questo si riferiscono gli studi, le trattazioni, i documenti molteplici pure di ordine morale, ai quali pure conviene di evadere.

Segue in terzo luogo l'ordine religioso, nel quale è il colmo della perfezione dell'uomo.

Per raggiungere tale perfezione convengono a mettere insieme il frutto delle proprie esperienze l'autorità suprema della Chiesa, dei concili santi, delle <sue> leggi salutari, <quella> dei precetti e dei consigli che ha saputo mettere[191] insieme l'esperienza degli uomini sommi, che hanno illustrato i venti secoli della Chiesa.

Il campo a mietere è oltremodo esteso.

Il segretario generale potrà almeno spigolare dove è più utile e più necessario.

Tante volte a lui basterà osservare semplicemente i mietitori per formarsene un criterio valevole per un giudizio pratico.

Fin qui lo spirito che deve informare la mente ed il cuore del segretario generale.

 Con tale spirito esamini gli articoli della Regola, penetri tutti e singoli gli uffici che dalla Regola gli sono segnati e sappia avvalersene per la maggior gloria di Dio e per la salute dell'anima propria e dei confratelli del pio istituto.





p. 1334
63 Cfr. Sal 132, 1.



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