Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Regolamento F. s. M. P. - 1911 - Manoscritto
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REGOLAMENTO DELLE FIGLIE DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA (1911)

Capitolo VII DI DUE CLASSI DI SUORE NELLA CONGREGAZIONE DELLE FIGLIE DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA

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Capitolo VII

DI DUE CLASSI DI SUORE

NELLA CONGREGAZIONE DELLE

FIGLIE DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA

 

[46]Voi siete distinte in due classi di religiose, in quella cioè di suore direttrici e in quella di suore operatrici.

Alla prima classe appartengono quelle figlie, le quali furono assunte a questa classe fino da principio all'atto della professione religiosa.

Si scelgono alla classe di direttrici quelle figlie, le quali, per doti di natura e di grazia, pare che emergano sopra le altre e siano specialmente atte agli uffici direttivi nella congregazione.

Appartengono alla seconda classe quelle altre figlie le quali, per età, per attitudine e per il complesso di proprietà fisiche e morali, sono specialmente adatte agli uffici di Marta.

Questa distinzione è naturale ed è di dovere e di diritto come in ogni famiglia ben regolata, così in ogni congregazione ben diretta.

Voi dovete avere la congregazione in estimazione ed in affetto più che il padre e la madre che vi hanno generate, perché la congregazione, approvata dalla Chiesa santa, è voluta da Gesù Cristo, nel senso che proclama beati i poveri, beati i casti, beati quelli che hanno fame e sete della giustizia19; in questo senso e nella[47] pratica costante dei secoli nella Chiesa, voi trovate che l'affetto delle religiose per il loro nido è affetto di cuore e di sacrificio, che spesse volte tocca l'eroismo.

Confidate dunque nella savia mente e nel buon cuore della vostra congregazione, che vi è madre cotanto cara.

A questa obbedite perché ne ha diritto, a questa sottomettetevi- 462 - perché ne avete dovere.

 Non avete già firmato un contratto bilaterale all'atto della professione? In tanto foste accettate nella congregazione, in quanto dimostraste di essere contente di associarvi a quella delle due famiglie che vi sarebbe assegnata.

Ora i lagni o le rimostranze in contrario sono fuori luogo e sono evidentemente effetto di tentazione maligna e segno di quella malfrenata cupidigia e leggerezza, che come è retaggio dell'uomo, così è speciale debolezza del sesso femminile.

Ma non vi lascerete vincere e saprete correggervi in difetto che tanto toglierebbe della dignità vostra e che di tanto scemerebbe il bene che voi siete chiamate a fare.

Amendue le classi appartengono al drappello eletto delle figlie beniamine della divina Provvidenza, al drappello delle spose di Gesù Cristo,[48] destinate per adorare l'Agnello eucaristico in terra, come gli angeli benedetti operano davanti allo Agnello immacolato nel paradiso.

Nel cielo sono mansioni varie negli angeli e nei beati e sulla terra sono pure gradi e mansioni varie negli uffici delle vergini sacre al Signore: al postutto siete ugualmente vergini e sacre al Signore.

Voi siete le imitatrici gloriose di Maria benedetta, offerta al tempio.

Come la fortunata Vergine, foste offerte dalla pietà dei genitori; il sacerdote e il pontefice vi ha ricevute in nome di Gesù Cristo ai lavori sacri nel gran tempio della Chiesa del divin Redentore.

Consolatevi tutte, Figlie benedette di santa Maria della Provvidenza, dacché voi compite gli uffici medesimi che praticava la benedetta Vergine.

Nel tempio santo Maria pregava, lavorava nei molteplici uffici del tempio santo; lavorava in opere di carità a favore dei più poveri e più afflitti, fra quanti devoti da tutto l'oriente praticavano il tempio santo.

E voi tutte non consumate la vita in preghiere di adorazione, in lavori di culto e di carità, in[49] applicazione agli uffici minuti e tanto caritativi, di carità ai poveri, di zelo agli ammalati?- 464 -

Unica e grande differenza fra le occupazioni vostre e di Maria è nella perfezione del fine e delle opere, perché la Immacolata operava con perfezione massima e voi con quella attenzione che vi è possibile, ma che è sempre limitata al grado inferiore della fragilità vostra povera e meschina.

Ma fatevi coraggio e quanto siete poche nella capacità, tanto siate grandi nella generosità del cuore e il Signore vi assegnerà retribuzione ampia sulla terra e nel cielo.

Ma non posso chiudere questo capo senza aggiungere una parola in favore di talune vostre sorelle, e non poche vostre sorelle, le quali sono innanzi negli anni e non forse negli acciacchi fisici o negli impedimenti morali e non hanno potuto[50] avere adito per tempo, o non per tempo trovarono la misericordia del Signore per entrare nello asilo delle vergini, nella rocca del castello del Signore.

Che fare di queste meschinelle? Se il Signore vi modo, come vi ha porto fin qui, aiutatele; abbiatele quasi sorelle minori.

 Non possono essere ricevute in abito e in professione dei voti religiosi davanti alla Chiesa ed alla congregazione, ma saranno non forse religiose fervide davanti al Signore e apparterranno in affetto di fede e di carità al corpo morale della congregazione.

Ebbene, amatele nel Signore e soccorretele; lo replico: tenetele quasi minori sorelle; vi saranno sorelle di carità, ancelle fedeli; voi siate loro guida ed elleno saranno a voi bastone nel cammino delle vostre istituzioni.

Il Signore vi benedica e vi prosperi tutte.

Il Signore vi conforti nell'aiuto vicendevole allo acquisto della virtù e del regno della eterna felicità.





p. 460
19 Cfr. Mt 5, 3.8.6.



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