Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Regolamento F. s. M. P. - 1911 - Manoscritto
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REGOLAMENTO DELLE FIGLIE DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA (1911)

Capitolo IX. DELL ABITO

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Capitolo IX.

DELL ABITO

 

[63]Questo abito che indossate dovete considerarlo come un povero cencio, che vi copre le piaghe di un corpo fetido, castigato in conseguenza del peccato originale o non forse di altri peccati attuali commessi ancor dopo il Battesimo.

Dovete però considerarlo come un ammanto prezioso, che ricopre e adorna un tempio, un santuario, un tabernacolo, perché il corpo insieme all'anima, santificato dai santi Sacramenti e dalla virtù di castità e di carità, è degno di tale onore.

Però l'abito che vi ricopre vi deve pure coprire il volto di rossore, perché sopra il corpo di peccato dovete indossare l'abito come abito di sposa di Cristo e giurare a Gesù Cristo fedeltà per sempre.

Il vostro abito è qualche cosa di voi stesse; il voto stesso di povertà non vi priva del diritto al vostro abito che indossate.

Ma molto dovete aver caro l'abito,[64] perché è un abito non comune alle figlie del secolo.

Per imporvi quell'abito fu- 480 - necessario per voi lungo esercizio di virtù e di merito.

E non solo, ma la virtù e il merito vostro dovettero essere giudicati e approvati dalla Chiesa, perché voi poteste portare tale divisa.

Il vostro abito dunque è un abito privilegiato.

Per assumerlo quest'abito, fu uopo che il sacerdote vi impartisse una benedizione voluta dalla Chiesa; con aspersione di acqua lustrale lo santificò, perché l'abito stesso nulla avesse cogli abiti dell'uso profano delle vanità mondane.

Il vostro abito è un qualche cosa di voi e, come voi volete essere rispettate per quel che siete di cristiano e per quel che operate di bene, così l'abito portatelo con fede e, ammirandovi coperte così, pensate donde veniste, ossia dal mondo, ed a chi appartenete adesso, alla congregazione che vi ha adottate come figlie spirituali.

Che vi dice dunque l'abito vostro? Sentitene il discorso che desso in linguaggio proprio vi parla[65a] continuamente.

 Sotto a quella cuffia voi avete tagliati i vostri capelli, che in capo a donna sono molte volte oggetto di vanità e fomento di peccato.

Dice lo Spirito Santo che uno può essere preso al laccio da un capello del capo di donna26.

Or pensate alla soddisfazione di avere così allontanato per voi e per altri un pericolo qualsiasi di male.

Avete rinunciato alle corone caduche del mondo e vi siete ricoperte della corona spinosa di Gesù Cristo.

Quale grazia all'anima che sa apprezzare e ben comprendere tanto privilegio! Avete ricoperto il vostro capo con un cappuccio, che tutta vi ricopre del simbolo e della virtù di carità, carità a Dio, carità al prossimo.

Piaccia al Signore che i vostri pensieri della mente, i vostri sensi dell'occhio, dell'udito, del gusto sieno così bene e sempre difesi, che siate sempre degne dell'indumento con cui la Chiesa ha ricoperto il vostro povero capo.

E giù sul petto vi pende l'immagine della croce. Possibile che quella croce luccicante non vi parli continuamente al cuore e non vi faccia[65b] essere suore di pazienza? Non si saprebbe ideare una suora, se non coll'appellativo e colla virtù soda e seria della santa pazienza; però si dice per proverbio - 482 -che la pazienza è virtù delle monache.

Consolatevi, che la virtù di pazienza si dice ed è virtù regina.

Ora una regina è sempre circondata da nobili ancelle e voi sarete pure circondate da molte altre virtù ancelle e serventi alla virtù regina.

Quale conforto nelle molteplici vostre tentazioni la pietosa immagine della croce! Nel cavo di quella croce voi avete inserito le reliquie di qualche vergine, di qualche martire beata; così vi pare di vedere la persona di quella vergine o di quella martire santa.

E non vi sembra udire la voce pietosa: «Fate ancora voi come abbiamo fatto noi.

Fate... fate, che noi vi aiuteremo dal cielo»? Inutile avvertire che quella croce voi dovete stringere nella destra, quando non avete possibilità o comodità di compiere nella chiesa, innanzi alle stazioni, l'esercizio[66] della Via crucis; voi, toccando semplicemente con la destra quella croce benedetta, guadagnate tutte le indulgenze che sono annesse al regolare esercizio della Via crucis.Siete povere creaturelle e siete poste in alto; siete fragili nel cadere in difetti, in tentazioni, in leggerezze...

chissà che non anche in qualche leggero peccato.

E allora? Allora voi avete paura in accostarvi al santo altare, avete paura in ricevere Gesù sacramentato nel vostro povero petto.

Ebbene guardate pietose a quella croce e baciatela rispettosamente e pregate: «Gesù mio, misericordia!>.

Questo solo basterà a tranquillarvi l'animo.

Non dubitate: la croce benedetta è un sacramentale; guardare a quella e professare colle labbra e col cuore: «Gesù! Gesù!>, questo basta alla vostra prima riconciliazione con Dio.

Anzi la stessa vi arricchisce di vari giorni di indulgenza e il Signore buono accetta la preghiera di sua sposa, la Chiesa santa.[67] Non ha detto Gesù Cristo al beato Pietro: «Qualunque cosa perdonerai, sarà perdonata»?27 Questo si riferisce pure alla verità dommatica delle sante indulgenze.

Or come dovete portare questo vostro abito? Assumetelo con fede al mattino e baciatelo riverentemente e pregate coll'Angele Dei, che il custode vostro vi aiuti a portarlo degnamente.

E nel corso della giornata portatelo con dignità.- 484 -

Non mostrate verun spirito di ambizione, che sarebbe cosa indegna di voi e di quell'abito santo.

Nemmeno portatelo sudicio, impolverato o male adatto alla persona; l'abito deve rappresentare allo esterno quello che voi dovete avere allo interno: ordine e pulitezza; semplicità, ordine e pulitezza, anche per riguardo al prossimo che dovete frequentare e che da vicino spia i vostri passi.

[68]Non si proibisce che facciate a gara per assumere abiti meno nuovi, lingerie meno perfette.

Sarà questo merito di carità eccessiva, sarà merito di mortificazione rara, ma non meno cercate la gara di apparire con pulitezza e con proprietà degna della condizione di religiose sacre a Dio.

Non vi permettete concessioni allo incontrario per incomodo di caldo o di freddo, ché dareste nell'occhio allo sguardo delle più esatte consorelle e poco o tanto perdereste del vostro decoro al cospetto del prossimo, che da voi attende ogni buona copia di bello esempio.

E pervenute alla sera? Allora nello spogliarvi mettetevi innanzi Gesù spogliato delle sue vesti per essere flagellato.

E nel coricarvi ripetete le giaculatorie: «Gesù, Giuseppe, Maria, vi dono il cuore e l'anima mia», e pensate a donarlo davvero il cuore. «Gesù, Giuseppe, Maria, assistetemi nell'ultima agonia», e pensate che il sonno che siete per prendere è immagine della morte.[69] «Gesù, Giuseppe, Maria, spiri in pace con voi l'anima mia», e pensate e pregate che l'ultimo vostro sospiro sia l'atto di amplesso con Dio.

E pensando che siete alla presenza di Dio, giungete le mani in croce davanti il petto e prendete riposo.

Santificate il riposo con la retta intenzione di riparare le forze nel giorno e poterle riprendere anche più gagliarde nel nuovo giorno che il Signore buono sarà per concedervi allo indomani.

Allora fatevi daccapo e rivestite l'abito con le insegne del combattimento, al quale Iddio buono vi prepara a giorno a giorno sino all'ultimo della vita vostra.





p. 480
26 Cfr. Ct 4, 9.



p. 482
27 Cfr. Mt 16, 19.



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