Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Regolamento F. s. M. P. - 1911 - Manoscritto
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REGOLAMENTO DELLE FIGLIE DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA (1911)

Capitolo XIV GRADI DI VIRTÙ E GRADI DI DIFETTI NELLA PRATICA DELLA SANTA CASTITÀ

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Capitolo XIV

GRADI DI VIRTÙ E GRADI DI DIFETTI NELLA PRATICA DELLA SANTA CASTITÀ

 

[101]Il celebre Cassiano42 conduce l'anima casta su per una scala di sette gradi.

Il primo gradino è di quella figlia che sta immota ed immobile in atto di protestare di morire, ma non peccare, e per quanti pensieri o movimenti abbia, ella se ne sta impavida, quasi destriero valoroso allo abbaiare intorno di cani.

La persona virtuosa è sicura di sé, perché appoggiata alla virtù di Dio.

Al secondo gradino stanno quelle anime generose che tosto e d'un tratto scacciano da sé le immagini lusinghiere che loro si presentano.

Non le vogliono vedere, non le vogliono sentire! Tosto le riconoscono per le - 526 -volpi finte che sono e gridano: addietro, figlie di Satana».

Nel terzo grado sono le persone che, colte anche all'improvviso da immagine seducente, sono destre a schermirsene, come il guerriero che è ugualmente destro a ribattere i colpi, sia che gli vengono di fronte come per tradimento alle spalle; desso guerriero è sempre pronto, né mai perde la presenza di spirito tanto necessaria nei pericoli della vita.

[102]Al quarto gradino stanno le persone che si avvedono di essere in mezzo ad un mondo infido, perciò sono sempre colla spada alla mano, pronte a difendersi; quelle che vivono in luoghi paludosi sanno che dentro c'è il nido delle zanzare e però non se ne addanno e son pronte a scansare le molestie di quelle ad ogni ora.

Al quinto grado sono le anime che, pur dovendo trattar cose delicate, vi stanno e vi operano con tranquillità di mente e di cuore, perché il tutto sanno fare per amor di Dio e per le opere di misericordia.

Al sesto gradino stanno quelle che sanno vivere così morigerate da poter scansare per quanto è possibile le stesse illusioni del sonno.

In capo a tutti nel settimo gradino stanno le persone le quali, a forza di virtù e di esercizi santi, sono riuscite a tenere perfettamente soggetto il senso allo spirito.

Sono sette gradini di una scala nobilissima.

Figuratevi ora uno stuolo di verginelle che a gara salgono per la nobile scala.

Che si avrà a dire ad esse? Bisogna ragionare così. Quelle che per caso sono vergini innocenti,[103] ma inesperte dei misteri dolorosi della vita, queste devono essere caute caute per non decadere.

Le altre, che sono vergini parimente innocenti, ma che hanno conosciuto le umane miserie e sanno curarle senza rimanerne infette, queste si affrettino pure alquanto.

Ha di quelle che hanno per somma sventura bevuto al calice del piacere colpevole, ma ora sono dolenti, come quella inesperta contadina che dorme al campo colla bocca aperta, onde una serpe è entrata dentro e giù nello stomaco.

Allora sente le agonie di morte, ma finalmente riesce a liberarsene; oh, come detesta la sua sciocchezza in fidarsi di dormire dove sa che le serpi sono nascoste ed attendono in agguato! S. Francesco Saverio dall'India scriveva a S. Ignazio: «Mandatemi pure missionari esperti - 528 -del mondo, mandatemene pur anche di quelli che hanno gustato il mondo, ma che ora lo detestano in alto grado; potrò confidare che questi resistano maggiormente alla battaglia del senso con questi poveri pagani; questi mi inviate, che han spirito più sicuro».

[104]Ma qui vengono bene e necessarie talune osservazioni.

Non vi esponete alle opere di carità, in cui bisogna mettere a prova la virtù, senza essere comandate.

Nel comandarvi, naturalmente le superiore prudenti domanderanno se vi pare di poter assumere questo ufficio delicato e disimpegnarlo senza nocumento alla bella virtù.

E lasceranno a voi l'arbitrio di rispondere per il sì o per il no.

E allora badate a rispondere in tutto secondo sapienza e non dite né troppo, né poco.

Non dite troppo, perché potrebbe essere presunzione; non dite poco, perché potrebbe essere vigliaccheria e debolezza.

Intanto è bene che sappiate che la Regola non vi obbliga ad uffici nei quali possiate pericolare nello spirito, anzi la Regola vi obbliga a ritirarvi ben presto da quegli uffici nei quali vedete che la virtù vostra certamente ne perda.

Voi siete nella congregazione per fare bene anzitutto all'anima vostra e per venir di poi in soccorso alle anime del prossimo.

Questo è secondo verità, secondo giustizia, secondo carità.

[105]Progredirete assai nella virtù santa, se attenderete a distaccarvi da voi stesse, dalle consorelle, dalla casa, da tutto ciò che è di mondo e nel mondo, e se così staccate cercherete di salire alto cogli angeli, più alto coi beati, vergini e martiri, altissime sino ai piedi della Vergine immacolata, altissime sino ai piedi della Trinità augustissima, del Padre che vi ha create, del Figlio che vi ha redente, dello Spirito Santo che vi santifica.- 530 -

è il posto vostro, ma per salirealto, per la carità dell'anima vostra, non perdete il tempo in parole inutili, in chiacchiere senza sostanza.

 Che pietà a vederle due monachelle che consumano un tempo prezioso in futili discorsi! Peggio poi quando, in discorsi lunghi e leggeri, voi riguardate con diletto al volto della compagna e con diletto le avanzate parole di lode.

Che brutta cosa fate voi allora! Poco è che non imitiate la serpe, la quale allunga gli occhi per gettar la calamita all'usignolo che sta sul ramo, per ingoiarselo.

Si fanno tanti sforzi per acquistare un grado di umiltà santa e voi con tanta leggerezza il fate perdere! Da questo malo atto, facile è poi passare ad un terzo male peggiore.

[106]Il senso, oh come inganna, se voi tributate alla consorella lodi che non merita, e poi fate un passo innanzi a scusare i difetti di lei e dite che non sono male o sono male di poco conto certi difetti che in realtà disturbano la coscienza, che danno sì poco buon esempio, che disturbano la pace della comunità.

Poverette queste religiose, che hanno intenzioni così imperfette nel loro parlarsi, che in operare hanno uno scopo così poco nobile! Allora è che subentra altro male peggiore: la gelosia.

La donna per se stessa è già tanto debole e però cotanto gelosa: su su, fate guerra a questo brutto difetto prima che divenga vizio detestabile.

Quando una religiosa è preda di questo difetto, allora qual meraviglia che il mondo se ne prenda ammirazione43 e dica che anche le figlie dedite al divino servizio sono, allo esterno dell'abito, religiose, ma che allo interno sono come le figlie del secolo ormai.

Che se per l'assenza della compagna voi ne mostrate inquietudine e se per assumervi un ufficio esitate, per avere al fianco la consorella che vi asseconda nel carattere, nelle abitudini e non forse nei difetti e nei capricci, allora ecco il pericolo che[107] voi perdiate parte del merito e parte considerevole al cospetto di- 532 - Dio. Il Signore tanto è disposto a premiarvi, quanto voi avete lavorato per piacergli.

Ma se avete avuto in animo le intenzioni suddette, che sono fonti di leggerezze e di miseriole molte, ecco che viene vero il detto del Signore: «Le vostre opere buone sono come un panno mestruato»44.

Era puro quel panno o quella tela di forte tessitura, di nuova tessitura, ma quando è brutta per certe brutture, se ne ha schifo e si corre a purificarlo nelle acque e nel bucato, prima che altri vegga.

E S. Bernardo, gran dottore della Chiesa, che enumera i difetti sovraccennati: sono possibili in voi? Sono probabili? Vi pare di esserne colpevoli? Non temete la sorte delle vergini spose, che a mezzanotte furono sorprese senza olio e senza lume nelle loro lucerne? Le vergini prudenti vegliano colla luce della fede, colla fiamma della carità, perché bramano incontrare festose lo sposo.

Beati i mondi di cuore, ha promesso Gesù Cristo, perché dessi vedranno Iddio45.

Qual gioia veder Dio, amore intimo; qual gaudio sentirne i palpiti della conversazione divina!

 [108]Leste pertanto all'orazione, leste alla mortificazione! La preghiera congiunta con la mortificazione ha forza di scansare tutte le podestà dell'inferno e della carne inferma.

E poi non avete la bella Immacolata, la Vergine delle vergini, vergine e madre della purezza per essenza, Gesù Cristo, giglio sempre immacolato perché ab aeterno essere purissimo? Chi nella tentazione avrà invocato Maria, non tema di averla perduta sul senso.

E non solo, ma quotidianamente voi sedete al banchetto dell'Agnello divino.

Chi le tante volte e tanto degnamente è consacrato dalla comunione del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo, addiviene forte della forza di Dio, quasi onnipotente per grazia a vincere le battaglie della concupiscenza e del mondo e del demonio insieme.- 534 -

Che se a questo aggiungasi lavoro assiduo di mente, lavoro di cuore nelle molteplici opere di carità e lavoro altresì di corpo, talché ogni sera possiate dire: «In questo giorno non mi rimorde di aver trascorso inutile un'ora di tempo; riposo il mio corpo perché è stanco, stanco, quasi flagellato e battuto;[109] mi riposo per risvegliarmi più lesta domattina alle solite battaglie del giorno», allora non dubitate: gli spiriti maligni nemmeno trovano la possibilità di farvi cadere, perché voi non avete tempo da perdere in udire le loro insinuazioni.

In questo modo si perpetua sulla terra lo stuolo delle vergini sacre, che in terra tengono l'ufficio degli angeli benedetti.

Viva dunque il Signore, che è cotanto mirabile nei suoi santi!46 Vivano i santi del Signore, che son destinati a rilucere come stelle brillanti nella perpetua eternità! 47.





p. 524
42 Giovanni Cassiano (360 circa - 435), abate, autore di famose opere ascetiche. Qui l'A. si riferisce alle Conferenze, dove però Cassiano parla soltanto di sei gradi della virtù di castità (Collatio XII, 7; PL 49, 880-883).



p. 530
43 Qui il termine ammirazione ha significato negativo.



p. 532
44 Cfr. Is 64, 6.



45 Mt 5, 8.



p. 534
46 Cfr. Sal 67, 36.



47 Cfr. Dn 12, 3.



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