Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Regolamento F. s. M. P. - 1911 - Manoscritto
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REGOLAMENTO DELLE FIGLIE DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA (1911)

Capitolo XXV DEL CONTEGNO DI UNA FIGLIA DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA

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Capitolo XXV DEL CONTEGNO DI UNA FIGLIA DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA

 

[187]Come ogni paese ed ogni famiglia del paese ha un non so che di marcato e di particolare che la distingue dalle altre, così nel paese o meglio nel gran regno della Chiesa ogni famiglia religiosa della Chiesa ha naturalmente un indirizzo proprio e particolare, che noi diremo qui contegno.

Il contegno che pertanto distingue le Figlie di santa Maria della Provvidenza quale sarà? Anzitutto deve essere un contegno naturale, spontaneo, libero, non impacciato, che chiaramente indichi l'ingenuità intima della religiosa.

Il contegno ha origine dall'interno dell'animo, come la parola la quale ha origine e vita dal pensiero della mente, dallo affetto del cuore.

La mente della figlia di santa Maria della Provvidenza deve esser piena del lume della verità divina e deve sforzarsi di conoscere tutto ciò che è buono e voluto da Dio e in questo comportarsi.

Nel cuore deve desiderare il bene, che è il voler santo di Dio, la virtù e la santità.- 636 -

 «Voi - dice S. Paolo - dovete essere intimamente tempio di Dio, santuario dello Spirito Santo, tabernacolo di Dio Altissimo»88.

O quale e quanta dignità! E sta bene che voi meditiate in cuor vostro tanta dignità e che sappiate in voi abbellire[188] tanta e sì bella figura costantemente.

Voi abbellirete la bell'immagine di Dio che siete voi e l'anima vostra con umiliarvi profondamente.

E chi non ha argomento di umiliarsi si metta al cospetto del Signore tre volte santo! Da questo inabissarvi, in voi ne verrà un senso di alta confidenza in Dio e quindi uno spirito carissimo di semplicità, onde voi vi sentirete di lasciarvi condurre da Dio e dalla obbedienza, come bambine dalla propria madre.

Questo è spettacolo caro a Dio ed agli angeli; a voi se vi riducete come agnelle fra le compagne e dinanzi al prossimo che vi circonda...

Allora acquisterete anche allo esterno di voi quel contegno suffuso di virtù e di carità, di pudore e di casto tremore, che vi fa essere vereconde, ma senza affettazione, vereconde per effetto di esercizio di carità, per effetto di grazia.

Questa vostra fronte apparirà sempre aperta e quei vostri occhi saranno immagini del pensiero casto e della virtù cara e quelle vostre labbra sempre accomodate al sorriso e quel vostro volto sempre volto angelico, semplice, ingenuo, caro.

Il vostro portamento sarà condito pure di semplicità cara e il vostro abito, non trascurato, non ricercato, bene adattato alla persona, farà sì che rispecchi allo esterno l'ordine interno,[189] che regna nell'animo vostro.

Abbiatevi poi tanto e sempre cara la virtù di semplicità.

Se il mondo delle persone che vi circonda, guardando a voi, sentiranno di poter dire: «Quanta semplicità in quella religiosa!», allora la semplicità è come la- 638 -carità, la quale per se stessa è manto che copre molti difetti vostri sia interni che esterni.

Ed ora altra cosa è da far osservare.

Come vi porterete voi con le religiose ovvero con quelle persone le quali a voi sono superiore? Diportatevi con semplicità come si è detto.

Siate come figlie di famiglia, che niente siete capaci a nascondere, che tutto desiderate di palesare, dacché in una famiglia tutte le cose sono comuni e da tutti si sanno egualmente.

Questo costituisce il buono e ben vivere della famiglia: essere alla conoscenza e nell'interesse delle cose che accadono.

 Devono pertanto le religiose niente nascondere alle loro superiore e le superiore, come madri di famiglia, è bene che, per quanto si può, pongano le consorelle a conoscenza ed interessamento delle opere e dello spirito della casa, in modo che, a così dire, di poco o di nulla sia mutata l'intrinsichezza della famiglia buona e pia del secolo con la nuova famiglia religiosa che hanno adottato.

Nel caso[190] pratico, si mostrano le lettere che vengono dalla famiglia o come che sia da fuori; si discorrono gli interessi del proprio ufficio come si sanno discorrere in famiglia.

Grande e bella cosa sarebbe che, ogni sera od almeno di tanto in tanto, la superiora di casa o chi per essa chiamasse a raccolta le proprie dipendenti e si facesse render ragione da loro dell'operato nella giornata e che le consorelle con tutta e piena libertà potessero a loro agio discutere delle circostanze di luogo e di persona per ogni negozio che si è trattato nel corso della giornata.

Questo modo di fare è proprio delle madri che conversano colle figlie proprie, per istruirle ed educarle conforme lo spirito proprio.

In questo senso è detto che talis mater, talis filia e voi crescerete tutte di un sol stampo, con un sol modo di vedere e di pensare.- 640 -

È per questo che, per quanto si può, si istituisce un noviziato solo nella congregazione.

Nel noviziato si danno le prime formazioni e si perfezionano le persone.

Sono anche altri superiori, specialmente ecclesiastici, ai quali le suore possono avere dovere e diritto di scrivere ovvero di portarsi personalmente.

In questo argomento, se ha qualche religiosa alla quale occorre[191] di dover conferire, deve anzitutto pensare se ed in quanto questo sia necessario e quale buon effetto ne possa ragionevolmente attendere; perché se nelle religiose entri la smania della novità, dell'ambizione di andare all'alto e di andarvi come che sia per ragioni di poco momento, allora sarebbero a dissuadere, per non andar incontro a pericoli ed a difficoltà men creduti e pensati.

Se è per consultazione di spirito, anzitutto è bene che consultiate quelle direzioni che vi sono allo intorno e più alla mano.

Se è per ovviare a qualche inconveniente od a qualsiasi difetto, parimente dovete anzitutto esaurire quelle correzioni che sono possibili in casa; se tutto tornasse inutile, allora dic Ecclesiae89; potete allora ricorrere anche in alto, ma badate che in alto si va per cose alte e non altrimenti.

Pure come vi comporterete con i parenti e con le persone amiche che vengono a visitarvi ovvero con qualsiasi estraneo, sia uomo, sia donna? Allora la Regola sarebbe che voi dovreste andarvi accompagnate da quella suora, che la superiora vi assegna.

Ma se potete risparmiare a lei questo incomodo, tanto meglio.

E come si può risparmiare tale incomodo?[192] Fate a questo modo: voi potete prevedere se le persone che - 642 -vi domandano sono intenzionate di farvi domande un po' insidiose o moleste e allora fatevi voi stesse accompagnare.

 Con questo semplicemente avrete fatto un doppio bene: avrete per voi scansato la noia di perder un tempo utile, di sentire discorsi prolungati a voi poco confacenti, insomma vi troverete meglio al vostro posto; avrete anche, con sì poco, posto un buon esempio di sommissione e di ingenuità, che davanti al Signore vi sarà contato.

Sta poi sempre bene che in questi giorni foschi che scorrono voi non siate facili ad uscire di casa, a percorrere la città o ad un viaggio anche corto senza essere accompagnate.

Abbiatevi almeno con voi una orfanella.

Una religiosa che cammina sola non sarebbe sempre bene interpretata.

Molte cose sarebbero da aggiungere a questo capitolo, in conforto alla vostra educazione, in correzione ai vostri difetti, ma ve lo ripeto per una centesima volta: camminate con molta ingenuità e allora sarete scusate intorno a difetti vostri e supplirete in buona parte alla squisitezza di educazione che pur vi potrebbe soddisfare.





p. 636
88 1 Cor 3, 16s.



p. 640
89 Mt 18, 17.



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