Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Regolamento F. s. M. P. - 1911 - Manoscritto
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REGOLAMENTO DELLE FIGLIE DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA (1911)

Capitolo XXVIII LA SUPERIORA GENERALE

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Capitolo XXVIII

LA SUPERIORA GENERALE

 

 [207]Nella superiora generale voi dovete avere dinanzi agli occhi la persona di una madre e di una madre spirituale, che è tanto maggiore di qualsiasi madre carnale, come di gran lunga il cielo è superiore alla terra. Avete dinanzi una madre spirituale, che Dio stesso vi ha dato... che ve l'ha data a mezzo di voi stesse, che nel cuore avete sentito la buona ispirazione di eleggerla per vostra madre.- 662 -

Sarà dunque madre capace nella mente, per conoscere almeno in massima ed alla generale i vostri bisogni corporali e morali e spirituali.

Abbiate fiducia che sia madre di gran cuore per quante sono le figlie spirituali che le dipendono.

Il cuore di tal madre sarà dunque un cuore tutto ridondante di carità e il miele della carità stillerà dalla dolcezza del suo labbro, dalla amorevolezza del suo sorriso.

Perfino i bronchi stilleranno miele, o sia quando pur anche ella si trovi nelle spine di molte sollecitudini, ma per non conturbarvi celerà le angustie dell'animo suo per sorridervi sempre con dolcezza.

E quando in voi trovasse pur qualche bronco ossia siepe spinosa, spanderà il miele della carità su di voi, perché dalle spine che vi pungono[208] scorra tuttavia nello interno vostro rugiada di miele a confortarvi nell'animo.

Eccovi la buona madre, che è come l'ape regina nell'alveare numeroso: la regina ape sa regolar le sorelle api e farle lavorare, perché mantengano pieno di miele gustoso l'alveare per ogni bisogno delle varie stagioni dell'anno.- 664 -

La vostra superiora è madre prudente, la quale niente vi comanda che sia superiore alle vostre forze, non superiore alla Regola, e non pretende da tutte egualmente la perfezione, tanto meno pretende da tutte, anzi da veruna, atti eroici, se non sono voluti evidentemente dalla grazia del Signore.

Tanto meno intende voler da voi cose contrarie alla Regola, che sarebbe assurdo e cattiva cosa.

Nemmeno vuole da voi cose inferiori alla Regola, ossia imposizioni che non hanno capo, non hanno piede e sono inutili lavori.

Questo nemmeno vuole, se pure nell'animo suo sia il nobile pensiero di esercitarvi anche con questo a virtù e quindi di farvi guadagno massimo.

Eccola pertanto la prudenza e la discrezione di tal madre.

Perocché essa, come madre intelligente e amorevole, curerà le malattie corporali ovvero i difetti morali delle sue dipendenti e in tal caso, come è evidente, deve porgere rimedi atti per guarire.

[209]Non vi pare pertanto che voi abbiate a guardare alla superiora con mente serena, con cuore espansivo, con affetto di gratitudine e di alto rispetto?- 666 -

La superiora generale sovrattutto e le superiore locali e le superiore in genere, nelle mansioni varie della casa, si adoperano come fossero esse sole e tutte sole in provvedere alle necessità della congregazione.

Però nulla risparmiano per studiare coi loro pensieri quanto conviene; nulla omettono di sollecitudine per giungere in tempo a tutto...

non sciupan invano le forze corporali; il tutto con soavità e con prudenza, come vuole lo spirito di una buona religiosa, che non deve essere come Marta troppo sollecita, ma saper contemperare con edificazione cara gli uffici di Marta e di Maria insieme.

Il festina lente della filosofia cristiana la tiene continuamente occupata, ma senza stancar di soverchio la mente o il cuore o il corpo, perché ben sa che il soverchio rompe il coperchio.

Talvolta accadrà che il Signore evidentemente richieda dei sacrifici eroici.

Lo spirito tenebroso ha i suoi martiri e come non deve voler il Signore le sue spose con giglio candido di verginità,[210] con la vermiglia palma di martirio? È omai tradizionale, nelle opere della Casa divina Provvidenza, che ogni fondazione richieda una o più pietre fondamentali.

E quando si scorge che la divina Provvidenza assegna di cotali pietre fondamentali, allora la fondazione prenderà presto e bene consistenza.

Vi spaventano queste proposizioni? E se Dio vi chiama, potreste dubitare del divino aiuto? «Nelle opere di bene - insinua S. Francesco di Sales - voi dovete operare come se voi foste sola, e tanto confidare in Dio parimente come se voi non faceste nulla e tutto operasse il Signore».

Né ciò richiede difficoltà per bene comprenderlo.

Il Signore è così buono e sapiente e potente che tutto conosce e a tutto arriva ed è bontà per essenza.

Ora da parte di Dio qual dubbio che non venga in soccorso vostro secondo il bisogno?- 668 - E quanto a voi, Figlie di santa Maria della Provvidenza,[211] per quanto meschinelle siate e per quanti difetti vi circondino, da parte vostra non volete male di sorta, ma tutto il bene possibile per voi e per il prossimo che vi circonda.

Vi siete dedicate al Signore e il Signore si è degnato di ricevervi in sue serve e figlie di adozione.

Da parte vostra, se non omettete cure e sollecitudini per bene servire il Signore e i beniamini del Signore, i poveri e gli ammalati, che sono cari al divin Salvatore come la pupilla dell'occhio proprio, come è possibile che tutte e sempre non confidiate massimamente nel Signore? Molto più che le consorelle pregano le une per le altre e tutte assieme pregano per la superiora generale, per le superiore locali. Potrebbero non essere esaudite tante supplicazioni? Dove sono due o più persone insieme congiunte a pregare, Gesù Cristo è nel mezzo loro96 che raccoglie quelle suppliche e le presenta di sua mano al Padre eterno. Oh, la fede quanto è grande! E quante opere incomincia e perfeziona la fede! [212]Qual bene adunque è che da tutti si supplichi: «Aumentate in noi la fede; moltiplicatelo sempre questo dono santo della fede».

Una parola riverente è pure da serbarsi per il prelato o per quel vescovo che, in nome del vicario di Gesù Cristo, assiste all'opera di tanta importanza: la elezione della superiora generale e del Consiglio superiore. È degnazione massima per il pontefice sommo assegnarvi un vescovo che vi assista in questa solenne adunanza; è degnazione grande che il vescovo, in persona propria o di un sacerdote delegato, degni assistere le vostre congregazioni. Vi incoraggerà con parole di zelo e voi ricevetele con ossequio; vi parlerà per indirizzarvi nella importante azione di eleggervi, per sei anni almeno, una- 670 - superiora secondo il cuore di Dio. Seguite i consigli che vi porge, che sono consigli dell'uomo di Dio, il quale parla per esperienza dell'alto suo ministero. [213]Il rappresentante del vicario del Signore se ne rallegrerà con voi, dopo che avrete compiuta l'opera della elezione del vostro Consiglio superiore. Ve ne porgerà di nuovo parole di rallegramento e di fiducia. Voi conservate nell'animo discorsi siffatti, inviate con rispetto al vicario di Gesù Cristo il lavoro delle vostre elezioni e attendete che il sommo pontefice confermi la elezione seguita. Allora voi entrate al posto vostro con semplicità di fede, con ardore di carità e riprendete e continuate l'opera vostra di direzione.

 S. Teresa, quando si faceva per la prima volta ad apparire come superiora generale alle consorelle numerose del monastero assegnatole, ella portava seco l'immagine della Madonna, la riponeva in luogo degno, le si inginocchiava dinanzi e, presentando quella immagine alle consorelle, diceva: «Eccola la superiora del convento... Io non farò mai cosa che sappia non esser di gradimento a questa direttrice benedetta»97. [214]E così fate voi: dopo che nel Cuor santo di Gesù Cristo, la vostra confidenza sia nel Cuor immacolato della Vergine, la Madonna della Provvidenza, che è la dolce Maria ausiliatrice vostra e del popolo cristiano tutto.

Il voto vostro e il desiderio delle Figlie di santa Maria della Provvidenza è che la congregazione loro cresca nella pace e nella prosperità, imiti dessa la Sacra Famiglia e sia sempre salvaguardata dalla stessa Sacra Famiglia di Gesù, di Maria, di Giuseppe.





p. 668
96 Cfr. Mt 18, 20.



p. 670
97 L'A. accenna ad un episodio della vita di S. Teresa d'Avila, accaduto nel 1571. Dovendo la santa prendere possesso del seggio priorale nel convento dell'Incarnazione di Avila, dopo esservi stata imposta quale priora, contro il parere delle monache, dal provinciale carmelitano, padre Angel de Salazar, vinse l'opposizione delle consorelle, compiendo il gesto significativo di mettere sul seggio priorale un'immagine della Madonna.



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