Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Regolamento F. s. M. P. - 1911 - Manoscritto
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REGOLAMENTO DELLE FIGLIE DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA (1911)

Capitolo XXXI ELEZIONE DELL'ECONOMA, DELLA SEGRETARIA, DELLE DUE CONSIGLIERE DEL CONSIGLIO SUPERIORE

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Capitolo XXXI

ELEZIONE DELL'ECONOMA, DELLA SEGRETARIA,

DELLE DUE CONSIGLIERE DEL CONSIGLIO SUPERIORE

 

[229]La suora economa deve essere religiosa di indirizzo pratico e di fede.

Bisogna sempre scegliere agli uffici quelle persone che vi hanno più speciali attitudini.

Attitudine è la inclinazione e la facilità di trattare le opere proprie di ogni - 694 -ufficio.

Deve pertanto l'economa intendersi delle varie derrate cui deve provvedere, del tempo, del modo, delle persone con le quali convenga trattare.

 Alla economa spettano pure le imprese di costruzione e di riparazione delle case e anche in questo bisogna avere attitudine a ben distinguere e trattare.

Deve molto avvertire sulla qualità delle merci e sulla onestà delle persone.

Quando in queste trovi il manco, allora se ne guardi per lo avvenire e non confidi nella resipiscenza delle persone; non però sia assai sospetta e troppo schifiltosa, perché questo disonora l'abito religioso e fa ingiuria alle persone con cui si tratta.

Conosciuta onesta una persona, non stia troppo a lesinare nel prezzo.

Non solo è carità dare il soldo a chi basisce nella miseria, ma lo è pure trattare con i fornitori, specie se meno agiati, con qualche confidenza e generosità d'animo.

[230]Sovrattutto l'economa deve essere religiosa di fede.

Faccia quello che può e confidi nel Signore.

Sono spese necessarie a farsi e sono quelle dello stretto vitto e vestito e alloggio e in questo non lasci mancare il necessario mai né a veruno della casa.

Vi sono delle spese che non sono in sé necessarie, ma sono semplicemente utili e in questo guardi ai mezzi che tiene disponibili e vada cauta e non proceda senza il consiglio della superiora generale; vi sono poi delle spese che, oltre a non essere necessariestrettamente utili, servono come di ornamento, quali fiori di giardino, e in questo l'economa sia più cauta ancora e non proceda senza consiglio, per timore di offendere il santo voto di povertà e così rallentare sopra le persone e le case della congregazione la pioggia delle divine grazie.- 696 -

La vostra economa funge le azioni di dispensiera, come Giuseppe, figlio di Giacobbe, nella casa di Faraone re. L'economa tiene e dispensa la borsa, ossia il patrimonietto del convento: guai se ella, come Giuda, vi attacca il cuore e acconsente al rincrescimento in dispensare ai poverelli; l'ufficio di economa è pericoloso alla devozione e bisogna scegliere[231] persona che nella virtù sia già ben radicata.

Bisogna che imiti la generosità del Cuor di Gesù Cristo quando, guardando alle turbe affamate sul monte, diceva: «Misereor super turbam104. Quanta compassione sento per queste moltitudini affamate», e allora fu che si indusse ad operare il prodigio della moltiplicazione dei pani e dei pesci.

La economa generale deve essere tale, perché non solo deve provvedere alla casa madre, ma alle case succursali, specialmente le case in formazione, che come bambine hanno bisogno dell'aiuto materno.

Deve poi di tutte riceverne i resoconti periodici ed annuali ed a tutte in genere ed a ciascuna in ispecie deve porgere indirizzo e consiglio.

Utile provvedimento sarebbe quello di un provveditore generale, che almeno per le derrate di prima necessità potesse provvedere di prima mano, come si dice, ed in blocco di molta merce, per averla migliore di qualità e più conveniente nel prezzo.

 Ma se per una parte può convenire per la economia, d'altra parte può sconvenire per lo spirito della povertà, perché le religiose più consumano quando meno hanno ansia per la provvisione.- 698 -

Deve poi la suora economa incontrarsi nel carattere e nelle vedute colla superiora generale e colle altre, perché in procacciarsi e lavorare sieno all'unisono.

[232]Eccovi il ritratto di una buona suora economa.

Le consorelle Figlie di santa Maria della Provvidenza che devono eleggere abbiano sott'occhio queste osservazioni e procurino perché la persona designata abbia a rassomigliare al ritratto presentatovi; e così veniamo a dire della segretaria generale.

Di questa non forse conveniva trattarne prima, perché costei deve essere come la mente e come il cuore della superiora generale.

L'economa è come dire economa nelle cose materiali; la segretaria è quasi economa nelle cose morali ed anche nelle spirituali, perché la segretaria segue i passi materiali della superiora generale nelle previdenze e provvidenze delle suore e delle ricoverate tutte nella casa madre.

Segue nei viaggi di visita e di ispezione nelle case succursali.

Deve però la segretaria saper penetrare i bisogni fisici, morali ed anche spirituali della superiora, per venirle in aiuto e sollevarla nelle molteplici cure.

A tale scopo deve sapere e potere entrare nelle confidenze della superiora stessa.

Per guadagnarsi tale confidenza bisogna che sia segreta: porta il nome con sé.

Con qual diritto e con quale coscienza potrebbe divulgare cose della superiora e fatti che troppo conviene tenere ascosi, per non suscitare i pettegolezzi e le curiosità che son di tanto pericolo in una comunità religiosa? [233]Sia segreta la segretaria, ma non tanto che la sua persona e il suo ufficio apparisca alle consorelle quasi un tribunale pauroso di misteri e di trepidazione.

Questo non sia mai! E perché non sia e nemmeno apparisca, la segretaria si mostri sciolta e spiritosa e disinvolta, se altra mai.

Parli pure, ma con prudenza; ma quando è domandata in argomento e materia che convien tener segreta, sia prudente e risponda semplicemente: «In questo non so che dire.

ovvero in questo non potrei accontentarvi...

ovvero in questo non- 700 - so niente, ben intendesi, per dire alle presenti che mi interrogano».

Ufficio della segretaria è scrivere e alimentare le molte corrispondenze nella congregazione e in ordine ad affari della congregazione.

Deve saper ordinare l'archivio e conservarlo ben disposto e questo non è un lavoro da poco.

 Non sarà poi senza necessità ed utilità grande che, sviluppandosi la congregazione, la suora segretaria si abbia dal Consiglio superiore una religiosa aiutante quasi archivista e come meglio nelle molteplici operazioni.

Tanto più tornerà questo necessario ed acconcio, quando la segretaria dovesse per un tempo considerevole assentarsi dalla casa madre per uffici di ministero proprio.

La segretaria deve saper assumersi gli affari della congregazione, conoscerne tosto quasi per intuito le convenienze, lo spirito, la soluzione degli affari[234] in modo semplice, chiaro, assoluto.

Vada presto e sempre al fondo delle cose e non lasci le trattazioni insospeso od inconcluse.

Una buona segretaria umile ed operosa può fare da buona superiora e della superiora, specialmente in caso di malattia e di età grave, può essere sollievo e conforto grandissimo Vi pare dunque che sia troppo suggerire preghiere e attenzioni per saper mettere al fianco della superiora generale una segretaria che le sia proprio bastone valido di appoggio e quasi angelo di conforto? A questo proposito aiuteranno pure le due suore consigliere.

La prima delle consigliere sovrattutto deve saper sorreggere la mente, il cuore, la destra della superiora generale.

Buona consigliera è quella che da natura ha sortito il bel dono di veder addentro nel cuor delle persone, di scorgere chiaro nella matassa degli affari e suggerire il modo di dipanarli.

Sono delle religiose che non hanno fatto studi particolari, ma che hanno un tatto pratico e una disinvoltura che vale per sé come un tesoro di sapienza e di esperienza ed anche meglio.

A questa quasi naturale inclinazione di saper ben fare e ben conoscere, vi si aggiunga la umiltà profonda delle consorelle che in dare consiglio non vogliono esse apparire, ma ne fanno ridondare il meritoe la riuscita a Dio ed alla saggezza della- 702 - [235]superiora generale ed allora il dono di Spirito che è detto del consiglio scenderà nel loro cuore. Devono molto pregare per essere molto virtuose. Il Signore col suo lume entra nella mente e si fa sentire al cuore delle anime caste e semplici. «Recati per consiglio all'uomo di Dio»105, suggerisce il Signore nei libri santi. Persona di Dio è la persona che conversa con Dio, che sa entrare nelle confidenze con Dio, che ottiene di leggere nel libro del Crocefisso l'indirizzo per ben parlare, onde poter meglio operare.

Il consiglio può riguardare cose necessarie, ovvero cose utili o semplicemente cose supererogatorie. Per sapersi in questo disbrigare osservino le consigliere il motto di S. Agostino che dice: «Nelle cose necessarie bisogna essere di un parere solo ed eseguirlo.

Nelle cose dubbie o semplicemente utili si dia libertà di scelta. In tutte le cose poi e sempre domini la carità». Le consigliere alla loro volta entrino nella confidenza della superiora generale e delle consorelle del Consiglio superiore.

Devono alla loro volta saper dimostrare le loro attitudini e il loro buono spirito di carità inverso tutte le consorelle della congregazione, perché desse si sono fatte debitrici a tutte.

Non dimostrino ansietà di esporre il proprio consiglio, ma domandate, espongano con semplicità di modi e di parole.

Nelle conferenze solite a tenersi dal Consiglio superiore, non escano senza aver proferito[236] il proprio sentimento in più ovvero in meno o se perfettamente in consonanza a quanto si è discusso; parlino senza spirito di adulazione che sarebbe difetto, senza spirito di tremore o di paura che sarebbe spirito non buono, senza la brama di essere seguite nel loro consiglio, che altrimenti potrebbero peccare di presunzione e di amor proprio.

Nelle discussioni siano brevi e, conclusa una risoluzione, non vi ritornino sopra per non far confusione.

Ben si intende che le discussioni e le conferenze qualsiansi devono cominciare colla preghiera e si devono terminare colla preghiera.

Nelle conferenze nulla si dica che non sia di stretta - 704 -spettanza della conferenza e non si alluda mai a persone od a fatti, rammentando i quali ne possa soffrire detrimento qualsiasi la carità religiosa.

A questi tempi di confusione prodotta dalla sovversione delle idee e dei fatti, è necessaria la virtù del buon consiglio.

Il pontefice di santa memoria Leone XIII aggiunse nelle litanie lauretane la invocazione: Mater boni consilii, ora pro nobis.O Madre del buon consiglio, pregate per noi e siateci guida nel cammino delle opere buone e delle virtù sante.





p. 696
104 Mc 8, 2.



p. 702
105 Cfr. Tb 4, 19.



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