Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Regolamento F. s. M. P. - 1911 - Stampa
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REGOLAMENTO DELLE FIGLIE DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA (1911) [TESTO A STAMPA]

Capitolo XL LA MAESTRA DELLE NOVIZIE

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Capitolo XL

LA MAESTRA DELLE NOVIZIE

[455] La suora addetta a quest'ufficio dovrebbe essere fornita delle doti più elette, perché su di lei, come a modello, devono formarsi le religiose della congregazione. Dotata naturalmente di fine intuito, essa, studiata con cura l'indole delle alunne, saprà guidarle e con santo accorgimento saprà prevedere e prevenire le necessità loro temporali e spirituali. Ma per essere una buona

- 743 -maestra delle novizie non basta possedere i doni naturali, no certo! Per riuscire a penetrare nei cuori ed innestarvi lo Spirito di Dio, le bisogna l'aiuto superno e questo le sarà dato soltanto qualora essa sappia meritarselo con calde preghiere e con una smisurata umiltà. E torniamo anche qui all'aforismo ripetuto già e che dovremo [456] ripetere cento volte: «Diffidare di sé, confidare pienamente in Dio».

Da quanto si è detto apparisce chiaro che nessuna religiosa ambirà di essere scelta e nominata a guidare le novizie. Ma qualora il Consiglio l'abbia nominata a questo ufficio, essa deve accettarlo in nome della santa obbedienza, supplicando il Signore a volerle dare quanto le manca, vale a dire un aiuto proporzionato al peso. Primo, elementare ufficio della maestra è quello di accogliere con soavità materna le postulanti e le novizie, le quali, venendo per lo più dai monti o dalla campagna, saranno timide e inesperte ed avranno d'uopo di essere dirozzate. Sovente queste postulanti non sapranno leggere e scrivere o almeno pochissimo e bisognerà avviarle e istruirle; nemmeno talvolta saranno istruite in religione, tanto meno poi nelle vie che conducono alla perfezione. Bisognerà allora con santo zelo far loro conoscere senza foga, ma con persuasione e dolcezza, che la vita religiosa alla quale aspirano [457] è ben altra cosa della vita del secolo in cui sono cresciute.

Il più delle volte il Signore, straordinariamente buono con chi nella rettitudine del cuore ascolta la sua voce e la segue, a queste figlie della gleba o del popolo avrà fatto lui stesso da confessore e da direttore di spirito. Perciò non fa meraviglia trovare buone giovanette semplici e pie, purissime nell'intenzione e nella vita, desiderose di unirsi per sempre a Gesù, unico loro maestro, pur dove non vi è chi le coltivi. Felice di avvicinare queste belle anime ammaestrate da Dio stesso, la maestra dovrà governarle con carità e con venerazione, timorosa di guastare l'opera iniziata. La maestra saggia deve anzitutto informare le allieve col buon esempio, perché le figlie tengono sempre fissi gli occhi nella madre per imitarne i costumi e gli andamenti. E certo il buon esempio è la prima e la più eloquente di tutte le scuole. Per essere obbedita, la maestra dev'essere amata e per riuscirvi deve mostrare alle sue novizie che nulla le sta tanto a [458] cuore quanto il loro bene. In una parola, sia loro insieme maestra e madre. Semplice, amorevole, sincera, formi le sue figlie con santa gaiezza alla rettitudine delle azioni e delle intenzioni. Riproduca in se stessa il pieno adempimento della Regola e quelle, specchiandosi in lei, diverranno civili nelle maniere, prudenti nelle parole, caritatevoli nelle opere.

- 744 -La maestra delle novizie dev'essere assai pia e quindi deve pregare ed insegnare ad esse a rivolgersi con fede e con amore al sacro Cuore di Gesù e all'Immacolata. Se saprà eccitare in se stessa e nelle alunne lo spirito di preghiera e di unione con Dio, potrà confidare di ben esercitare il proprio ufficio. Deve pur adoperarsi perché le aspiranti imparino ad esprimere anche per iscritto i propri pensieri e le vorrà in modo speciale impegnate ad imparare la santa Regola ed a studiare il Regolamento, per innestare nelle anime il vero spirito della casa.

Le novizie dovranno essere istruite nel catechismo per poter insegnarlo alle [459] orfanelle e a suo tempo alle ragazze degli oratori festivi. Non vorrà insegnarsi aridamente il catechismo, ma bisognerà alternarlo con gli esempi della storia sacra e renderlo più efficace intercalando qualche esempio di storia ecclesiastica e di vita vissuta. Le operette di don Bosco per la loro praticità e chiarezza saranno molto opportune. A questi studi bisogna poi aggiungere quello del catechismo delle religiose, affinché chi aspira alla professione religiosa conosca i doveri ai quali va incontro e apprezzi i privilegi dei quali sarà per godere.

Perché il noviziato sia conveniente preparazione alla professione, è necessario che passi fino alla fine come tempo di spirituali Esercizi. Così le novizie cercheranno di vivere separate per non essere distratte in veruna guisa e baderanno ad imparare il modo di mettere in pratica la santa Regola con soavità e con frutto. Le cognizioni, che riescono ad acquistare durante questo [460] tempo di prova, dovranno poi accompagnarle ed essere loro di lume durante tutta la vita. Se si fanno queste considerazioni, si troverà che i due anni di noviziato devono essere d'un'importanza grande per riuscire a mutare una figlia del popolo in una religiosa esemplare. Purtroppo nella nostra congregazione bisogna che anche le novizie aiutino nel lavoro le professe, perché il personale vi è ancora scarso. Ma il Signore penserà lui a supplire colla sua grazia alle lacune, purché le anime diffidenti di sé confidino interamente in lui.

La maestra delle novizie non fa parte del Consiglio superiore, tuttavia devesi consultarla sempre riguardo all'andamento del noviziato e sugli indizi di vocazione delle sue alunne. Rifletta bene la maestra a quanto dice, perché le sue parole hanno molto peso; né però si lasci mai dominare dai dubbi. Disprezzi quel dubbio che non ha serio fondamento e neppure tenga calcolo di quello che ne ha poco, per evitare il pericolo[461]di rimandare una giovane chiamata veramente da Dio alla perfezione religiosa. Ricordi sempre che la professione non è fatta per le perfette, ma soltanto per chi

- 745 -aspira alla perfezione. Dopo la professione religiosa, le suore restano ancora per un anno vicino alla maestra delle novizie, la quale, pur non avendole più a sé soggette, avrà tuttavia cura di consigliarle e dirigerle. Così una relazione da madre a figlia legherà poi sempre fra loro la maestra a quelle che passarono il noviziato sotto di lei e ne nascerà un'unione sempre maggiore di affetto e di forze, quindi un impegno crescente e reciproco di acquistare la perfezione. Le neoprofesse si mantengano in prudente corrispondenza colla loro maestra e questa, usando altrettanto colle superiore delle case dove si trovano le sue ex alunne, cooperi a stabilire quell'accordo perfetto di vigilanza e di carità, atto a produrre fiori di virtù e sostegno e sviluppo sempre maggiore nella congregazione.


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