Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Regolamento F. s. M. P. - 1911 - Stampa
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REGOLAMENTO DELLE FIGLIE DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA (1911) [TESTO A STAMPA]

Capitolo XLI DELLA SAGRESTANA

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Capitolo XLI

DELLA SAGRESTANA

[462] L'ufficio di sagrestana è sublime, visto cogli occhi della fede, perché obbliga ad aver cura della casa stessa di Dio. Quando il vescovo promove agli Ordini minori gli aspiranti al sacerdozio, a loro anzitutto facoltà di aprire e chiudere la casa del Signore, che è il nostro paradiso in terra. Nel secondo Ordine, ordina loro di cacciare i demoni. Nel terzo li abilita a servire all'altare e a leggere i libri santi. Solo passando agli Ordini superiori i leviti sono abilitati al servizio divino, a predicare e battezzare e da ultimo a consacrare il Pane di vita. Da tutto questo rileverete quanto sia grande per voi l'onore e la gioia di occuparvi[463] di tutto quanto riguarda la chiesa ed il culto.

S. Paolo insegna alle donne di coprirsi il capo, quando entrano nel tempio, ed anzi nei primi secoli le donne vi erano appartate in certe logge, che appunto si dicevano matronei. Il tempio è santo e bisogna starvi santamente come richiede la santità del luogo. Intorno al tabernacolo stanno legioni di angeli in adorazione, quindi angeliche devono essere anche le persone che hanno l'ufficio di ornare il trono dell'Altissimo sulla terra. La pila d'acqua santa, messa all'ingresso, ci insegna di purificarci col segno della croce, per cacciare i demoni e cancellare i peccati veniali dei quali possiamo essere colpevoli. Purifichiamoci! La donna non è mai sagrestana, lo vedete bene. Tuttavia negli istituti femminili e nei conventi, per uno speciale riguardo alle anime consacrate a Dio, la Chiesa permette ad una suora di provata pietà di fungere da sagrestana.

- 746 -Sua cura principale è quella di preparare le ostie ed il vino pel santo Sacrificio.[464] Poscia viene quella di ordinare la lingeria occorrente pel culto; servire in caso di necessità la santa Messa, restando però fuori dalla balaustra; tener pulita la chiesa; tener accesa la lampada davanti al Santissimo Sacramento e zelare il decoro e l'ordine della casa dove risiede Gesù stesso sacramentato. La sagrestana, pronta al proprio ufficio, deve star attenta a chiamare i sacerdoti per le spirituali necessità dei fedeli e deve prestarsi volonterosa in quanto riguarda il servizio di Dio e delle anime.

Nei secoli di fervore si soleva tenere un campo ed una vigna per raccogliervi la materia, che doveva poi transustanziarsi nel Corpo e nel Sangue di Gesù Cristo, e i religiosi e le religiose reputavano grande onore preparare colle proprie mani il vino e le ostie per l'altare. Ancor oggi voi solete preparare le ostie e in alcuni luoghi, per tenere la pasta più compatta, si usa infondervi alcune gocce di olio, affinché non vi sia dispersione di frammenti allo spezzarsi della particola consacrata. [465] La sagrestana deve preparare in vetro pulitissimo il vino occorrente per le Messe da celebrarsi nella mattinata, però non di più, per evitare abusi. Avrà cura di disporre tutto il bisognevole sull'altare prima che vi salga il sacerdote, ma si rammenti di restare fuori dalla balaustra ove tocchi a lei servire la santa Messa. Tenga puliti e possibilmente ornati gli altari, sempre però in proporzione della povertà della casa cui appartiene. Stia attenta a mantenere l'olio nella lampada, in guisa però di non ispargerne sulle tovaglie e tanto meno sulle balaustre, le quali ne resterebbero macchiate per sempre. Altra cura della sagrestana dev'essere di tener monda e abbondante l'acqua santa nelle pile, aggiungendovi quando bisogni un po' di acqua semplice. Taluni consigliano come più igienico tenere una spugna nelle piccole pile per non riversarne l'acqua santa. Si segua l'uso del luogo.

Nel custodire la biancheria ed i paramenti,[466]occorre una speciale diligenza per non sciupar nulla. La campana regoli con precisione le mosse della sagrestana, affinché non si alteri la puntualità dell'orario nelle funzioni, la cui trascuranza potrebbe cagionare grave perdita di tempo. Si occupi personalmente affinché sieno distribuite come si deve le sedie ai fedeli e questi sieno secondati quando bisognano del sacerdote per la Confessione e per la santa Comunione. Si guardi però bene dall'immischiarsi nelle sacre cerimonie e nelle funzioni di spettanza del ministro di Dio. Conviene altresì che, se non c'è stampato, ella si faccia un prontuario ben distinto e chiaro delle pratiche abituali della comunità, coll'orario

- 747 -almeno approssimativo. Questo assai le gioverà pel disimpegno de' suoi doveri.

Gli indicati uffici materiali competono alla sagrestana quale corollario di quelli spirituali. Lo stare quasi di continuo occupata in chiesa e della chiesa la deve [467] impegnare ad essere guardia fedele del Cuore del suo Sposo divino, il quale la guarda e l'ascolta dal suo tabernacolo. Per corrispondere all'amore di Gesù, la sagrestana chiederà il permesso di passare il maggior tempo possibile in adorazione presso di lui e di questo e del proprio ufficio lo ringrazierà senza posa, riconoscendo una predilezione tutta speciale di Dio nel volerla a sé vicina. Attenta nel trattare con riverenza i vasi sacri e tutto quanto serve al culto, compiacerà con bei modi quei fedeli che si raccomandano alle sue preghiere o la incaricano di accendere lampade a questo o a quell'altare. Accetterà con animo grato le oblazioni anche piccole, che le venissero fatte per le orfanelle ovvero per i poveri in genere della casa. Se la suora sagrestana saprà mantenere la retta intenzione in tutto e sempre ed in pari tempo avrà l'amabilità riservata del tratto, quale conviensi ad una sposa dell'Agnello senza macchia, molte anime ne saranno richiamate alla fede e alle pratiche cristiane e molti aiuti ne verranno all'Opera della divina Provvidenza.


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