Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Regolamento interno F. s. M. P. - 1899
Lettura del testo

REGOLAMENTO INTERNO DELLA CASA DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA IN COMO (1899)

Parte seconda. DELLE DIREZIONI MEDIATE O SECONDARIE

Articolo VIII. DELLA SUORA REFETTORIERA

«»

[- 289 -]

Articolo VIII.

DELLA SUORA REFETTORIERA

 

Questa deve accudire

1) alla pulitezza dei locali,

2) alla pulitezza delle stoviglie e delle lingerie,

3) al servizio di distribuzione ed allo sparecchio delle mense;

4) norme in proposito.- 290 -

1. Quanto alla pulitezza dei locali, badi

a) al principio che molto si deve allo spirito di mortificazione, perché in ciò e a mensa soprattutto è l'abbicci della perfezione cristiana;

b) ma anche deve badare al principio di carità e di cristiana convenienza;

c) le lingerie di tovaglie e mantili si usano dalle suore, dalle novizie e dalle pensionanti;

d) [60]le suore e le meno use ai trattamenti civili usano mangiare dalle mense solite di legno, ma frequentemente pulite e lavate;

e) un refettorio proprio per ogni classe di persone è da allestire per quanto si può;

f) dovendo illuminare i locali, lo si faccia con molto spirito di povertà, curando di accendere il gas solo nelle ore più necessarie;

g) i locali si imbiancano ad ogni biennio, ma adoperando il personale di casa.

2. Quanto alle lingerie ed alle stoviglie,

a) le lingerie di tovaglie e tovaglioli sieno di materia economica e decente insieme;

b) si abbia cura di non insudiciarle in qualsiasi modo;

c) non si lascino ammucchiate e tanto meno in luogo umido, prima di mandarle alla lavanderia;

d) per la lingeria delle mense si abbia compartimento e cura speciale;

e) le stoviglie sieno di materia economica e duratura;

f) specialmente per servizio delle "buone figlie" e delle persone meno atte ai riguardi di convenienza;

g) le stoviglie si comperano allo ingrosso e si usano di preferenza quelle di scarto;

h) è da curare che i ricoverati venendo portino pure seco quel tanto di corredo di cui ponno disporre;

i) corredo siffatto si può avere per elemosina dalle case o dagli alberghi dei grandi;

l) sarà pur bene che gli utensili che si lavorano al torno sieno fabbricati dai Figli del sacro Cuore.- 291 -

3. Quanto al servizio di distribuzione ed allo[61] apparecchio delle mense, si noti:

a) le commensali devono trovarsi nel medesimo orario.

b) Si noti l'opportunità e la necessità che in questo pure sieno esemplari e, per ammonizione alle più tardive, in ciò si faccia toccare la fortuna meno agiata degli ultimi arrivati.

c) Di regola generale non si distribuiscono cibi alle commensali, se non agli orari stabiliti, perché ciò torna di miglior economia e di ordine nella comunità.

d) I lamenti delle cuciniere per quelle che infrangono tal ordine sono giustificati di regola generale.

e) Le refettoriere distribuiscono il cibo con ilarità di modi, con abbondanza di cuore, con fede nella divina Provvidenza.

f) Ma nel medesimo tempo osservino che il modo e il tempo del cibarsi costituisce un pericolo nello accontentamento del senso.

g) Daranno esempio a tutte le commensali che si contentano del cibo preparato.

h) Non sarà mai lecito porgere alle une cibi diversi dalle alle altre senza un vero bisogno che sia anche riconosciuto dalla suora assistente della casa.

i) Le refettoriere possono e devono ispirare in tutte le commensali il buono spirito di mortificazione, di fede, di carità, come si brama nello indirizzo della casa.

l) Le suore refettoriere con carità attenta e spigliata attendono che le consorelle e le commensali in genere si cibino quanto è necessario, ma poi, levata la mensa, tosto raccolgono i frammenti di cibo, se ve n'ha, e lo ripongono.

m) [62]Regola per altro è che ogni commensale nulla avanzi e che si ripulisca ogni avanzo di cibo e la mensa di ogni briciola di pane.

n) Un pezzetto di pane, che rotto sopravanzi o che per ragionevole mortificazione si voglia avanzare, si può nascondere nel proprio mantile e usare nel pasto susseguente come primo boccone a stuzzicare l'appetito.

o) Nel refettorio, fuori pasto, per quanto si può nessuna entra.- 292 -

p) Entrano sollecite ed escono sollecite senza perder tempo.

Il refettorio non è mai luogo di ciarle.

4. Le norme da osservare in ciò sono:

a) il refettorio è luogo nel quale troppo è facile accondiscendere al senso in danno dello spirito;

b) nel refettorio si conservi a lungo la lettura e diligentemente e con fede si compiano per turno brani di buone letture amene ed edificanti;

c) il refettorio porti il quadro della sacra Cena e si procuri da ognuna di guardare a quella e conformarsi ai sensi della stessa;

d) il refettorio è come il luogo della prova o sia del giudizio, per cui da vicino si misurano i gradi di virtù o di difetto delle persone religiose; bisogna temere in accostarsi a quel luogo di giudizio.

e) E però il refettorio deve poter ispirare un olezzo di povertà e di santità, come si prova uscire tuttora dal refettorio delle religiose primarie di santa Chiesa in S. Damiano di Assisi10 e in luoghi simili; così è vero che l'impronta della[63] santità par che si stampi nelle stesse mura della casa.

f) Si benedicano dalla chiesa i locali di una casa al Natale ed alla Pasqua di ogni anno; le religiose conservino il frutto di quella benedizione e preghino il Signore ad aumentarla tuttodì.





p. 292
10 L'A. si riferisce al refettorio del celebre convento di S. Damiano, dove visse S. Chiara d'Assisi. La denominazione primarie di santa Chiesa, data dall'A. alle religiose di S. Damiano, è di incerta spiegazione. Crediamo che egli intendesse dire che da quella prima comunità nacque l'ordine delle Clarisse.



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 EuloTech SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma