Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Regolamento interno F. s. M. P. - 1899
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REGOLAMENTO INTERNO DELLA CASA DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA IN COMO (1899)

Parte seconda. DELLE DIREZIONI MEDIATE O SECONDARIE

Articolo XVI. DELLE SERVENTI

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Articolo XVI.

DELLE SERVENTI

 

Nella Casa della divina Provvidenza è un compartimento per le serventi, delle quali

1) altre vengono unicamente per aver un indirizzo,

2) altre per avere una guida ed un sostegno per i bisogni della vita,

3) altre vengono per entrare poi come suore ovvero come addette alla casa.

1. Quanto alla prima classe,

a) si richiede da coloro indizi certi di buona condotta, di compatibilità di carattere, di stabilità di propositi.

b) Tali attestati si assumono dalle notizie che forniscono i parroci ovvero famiglie alle quali hanno servito.

c) Rimangono per qualche tempo in prova ed in esercizio nella casa, versando intanto possibilmente mezza lira al giorno.

d) Si tiene notizia esatta delle famiglie che domandano persone di servizio e con esse si corrisponde con onestà e carità.

e) Non è mai da fidare una povera figlia servente in una casa nella quale sonvi pericoli morali ovvero maltrattamento qualsiasi od ingiustizia nello stipendio.

f) [86]Le serventi di questa classe visitano la casa o danno notizie di sé ovvero scrivono almeno una volta al mese al principio del servizio e poi anche ogni due o tre mesi.

g) In tal caso la casa se ne prende ufficio caritativo di sorveglianza, ma non potrebbe rispondere né all'individua né alla famiglia, qualora la servente mancasse di dare di sé verun indizio.

2. Nella seconda classe di serventi che cercano nella casa un sostegno,

a) la casa avrà per esse speciali riguardi di sorveglianza e di direzione.

b) Se chiesta, potrà mettere a profitto i loro piccoli guadagni.- 313 -

c) Infermando, le riceverà fino a guarigione compiuta, versando una tenue tangente.

d) Devono sempre presentare argomenti certi di fedeltà, moralità, di pratica religiosa onde la casa ne sia pienamente garantita.

e) Queste si considerano quasi figlie della casa ed hanno speciali diritti alla benevolenza della stessa.

3. La terza classe è di quelle poche che, per impedimenti di famiglia, per ragione d'economia o per altro ragionevole motivo si presentano al servizio per un tempo indeterminato.

Sopra di questa classe di persone è da notare:

a) la casa si mostra estranea nella risoluzione di queste figlie.

Ne lascia intieramente la responsabilità a loro ed ai consiglieri delle stesse.

b) Durante il servizio domestico si devono notevolmente informare nello spirito di vocazione religiosa.

c) [87]Devono emergere nello spirito di pietà e di abnegazione.

d) Né si devono a lungo lasciare esposte ai pericoli d'un servizio domestico.

 

e) Si deve ritenere come una prova di vocazione lo stare nel mondo e non attaccarsi alle cose del mondo.

In pratica s'è osservato essere un esercizio così fatto una vera prova di noviziato alla vita religiosa.

f) L'opera della Casa della divina Provvidenza s'è incominciata in Como con il principio e un poco anche col pretesto dell'educazione delle serventi in aiuto alle famiglie civili della città, le quali promettevano il proprio aiuto. Ma l'opera ebbe scarso frutto e si dovette quasi interamente abbandonare20. L'avanzo di quest'opera è in mano alla divina Provvidenza ed allo zelo della suore di santa Maria.





p. 313
20 L'A. si riferisce agli inizi della Casa della divina Provvidenza, nel 1886, allorquando l'incipiente istituzione fa aperta all'assistenza delle domestiche bisognose. Per regolare tale attività, l'A. aveva steso il Regolamento per l'Istituto di serve povere in Como, pubblicato in questo volume alle pp. 5-13.



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