Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Regolamento F. s. C. - 1897
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REGOLAMENTO PER I FIGLI DEL SACRO CUORE (1897)

VIII. DELLE SCUOLE E DEL MAESTRO DEGLI STUDI

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VIII.

DELLE SCUOLE E DEL MAESTRO DEGLI STUDI

 

1. Noi dobbiamo nella nostra casa madre avere una scuola elementare, una scuola per gli artigiani, il ginnasio e un corso di filosofia.

2. La scuola elementare sarà divisa in due corsi e suo - 899 -scopo sarà quello d'insegnare a leggere e a scrivere e a fare un po' di conti ai fanciulli, che ci sono mandati sia per temporaneo ricovero, sia per essere avviati all'apprendimento di un'arte o di un mestiere.

Non si seguiranno i programmi governativi, perché soverchi per poveri fanciulli che devono anzi tempo mettersi a lavorare; ma non si trascurerà di renderli capaci di superare l'esame di proscioglimento.

E questo per due ragioni: perché ciò che si richiede per codesto esame abbraccia quel tanto d'istruzione ch'è necessario e indispensabile ai bisogni materiali e morali della vita civile e domestica; l'esame di proscioglimento è voluto dalla legge per l'esercizio dei diritti politici.

 3. La scuola per gli artigiani non può essere che serale e deve rafforzare, più che continuare, quella elementare per chi l'ha frequentata.

Comincerà dall'abbiccì per chi non sa leggere e scrivere e sarà obbligatoria per ciascun artigiano che non abbia superato l'esame di proscioglimento.

Nella scuola degli artigiani si faranno buone e frequenti letture e si avrà cura di mettere tutti in grado di saper scrivere una lettera, di tenere un registro di annotazioni e di stendere un conto.

4. Le scuole ginnasiali avranno lo scopo d'istruire quei giovanetti intelligenti e pii, che ci sono affidati perché vogliono percorrere la carriera ecclesiastica e non possono entrare subito in seminario, perché non sufficientemente apparecchiati negli studi o perché di scarsi mezzi.[13] Il programma sarà conforme al programma del seminario diocesano; ma il poco numero permetterà sempre di accelerare lo studio e di diminuirne la durata, di maniera che in tre o quattro anni al più si trovino gli studenti capaci di sostenere l'esame di ammissione alla filosofia.

5. Al corso di filosofia si ammettono solamente quei giovani che sono della casa o che, forastieri e di irreprensibile condotta, intendono farsi della casa e continuare i loro studi per essere preti della casa.

Questa scuola deve avere lo scopo di apparecchiare i giovani chierici al seminario maggiore e quindi di perfezionarli nell'italiano e nel latino, di approfondirli nella filosofia e di rendere loro familiari i fatti più importanti - 900 -della storia, della geografia, delle scienze fisiche e naturali e la computisteria.

6. Agli studenti delle scuole elementari, del ginnasio e del corso di filosofia presiede il maestro degli studi, il quale

a) fissa l'orario della scuola, avendo cura che a ogni materia sia assegnato un numero di ore settimanali sufficienti al suo insegnamento;

b) esamina il programma dei singoli docenti e cura che sia svolto convenientemente;

c) sorveglia perché le ore di studio siano fatte a dovere;

d) sceglie d'accordo coi singoli docenti i libri di testo;

e) ha in sua custodia la biblioteca e s'incarica della distribuzione di tutto l'occorrente per scrivere;

f) convoca i docenti quando lo crede opportuno, tiene nota delle classificazioni bimestrali, rilascia i certificati di studio;

g) regola le passeggiate e i divertimenti degli studenti, procurando di star con loro quanto più tempo gli è possibile;

h) sorveglia direttamente l'igiene dei locali e delle persone che da lui dipendono;

i) si sceglie uno o più coadiutori d'accordo col Consiglio superiore;

l) indica al direttore generale quali siano quei giovanetti ricoverati che dalla scuola elementare si possono promuovere al ginnasio, perché ha riconosciuto in loro, per chiari indizi, attitudine e vocazione a percorrere la carriera ecclesiastica.

Per eccezione si ammettono alle nostre scuole quegli adulti di specchiati costumi e di incensurabile condotta, che si sentono chiamati al sacerdozio e non troverebbero altrove modo di seguire la loro vocazione.


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