Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Saggio di ammonimenti famigliari
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SAGGIO DI AMMONIMENTI FAMIGLIARI PER TUTTI MA PIÙ PARTICOLARMENTE PER IL POPOLO DI CAMPAGNA

XIII. L'andare in America non è buono né per l'anima né per il corpo

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XIII.

L'andare in America non è buono

né per l'anima né per il corpo

  San Bernardo, con cinque suoi fratelli volendo ritirarsi a condur vita penitente, disse al suo minor fratello: "Or vedi, a te rinunciamo le nostre sostanze e noi partiamo". "Come? -- saltò su a dire il fanciulletto -- Sareste voi dunque sì crudeli di riempiere a me la bocca di fango, intanto che voi v'andate acquistando tesori celesti? Non sia mai questo". E sì dicendo aiutò a distribuir il tutto ai poveri, [184]per poter anch'egli come gli altri vivere nelle spelonche dei deserti e come loro morir poi in concetto di santità, ricco di immensi tesori di paradiso. Intanto i discorsi che fanno molti cristiani sono da santo, come quei di quel fanciullo ingenuo, ma non sì bene sono eguali alle parole le opere. Infatti molti parlano come i più perfetti: che a questo mondo è per poco tempo... tanto che si salvi l'anima e poi a costo di pascersi più di erba che di pan duro, e dimostrano di essere, a guisa dei santi, indifferenti ad esser sia ricchi che poveri, infermi o sani, in questo luogo più comodo o in quest'altro più disagiato, purché in grazia al Signore e in braccio a lui si possa uscire da questo mondo che è valle di pianto. Così i più in teoria, colle parole, ma i più nella pratica son valenti nello scambiar discorso e dire che sì, a questo mondo bisogna salvare l'anima e l'andare in America è un pericolo per essa. Ma poi aggiungono, [185]con tal finta pietà, che dappertutto che è mondo ivi son pericoli, e basta guardarsene. Del resto si guadagna e qui si muore di fame e si ha per giunta il giogo del servizio militare, che è un flagello intollerabile.

  Povera la mia gente! Così dunque vi siete cambiati, che in un momento parliate come i santi e subito dopo operiate a guisa dei pagani e peggio? Sì, peggio che i pagani, perché quello stesso famoso legislator gentile in Atene raccomandava tanto a' suoi concittadini di non recarsi a fabbricar loro case presso il mare, "Perocché -- aggiungeva -- colà abitano i ladroni - 88 -e voi diverreste tali a un modo". Il proverbio Dimmi con chi pratichi e ti dirò chi sei è noto a voi pure, come vi son noti i detti del Signore di fuggire i maggiori pericoli per non perire in quelli, e le donne altresì perché fanno apostatare anche i sapienti90, e simili. Or voi che vi accontentate di asserire con me che l'America, in confronto ai paesi di qui soprat<t>utto campagnuoli, è un pericolo [186]assai maggiore, se non riuscite a cancellar le suddette parole dall'Evangelio, sarete obbligati a rimanerne qui. Perocché è vero che molti anni addietro, a cercar nuove intorno ai costumi ed alla religione dai nostri che fossero colà passati, era come domandarle a chi fosse passato all'altra vita, così bene pareva che tutti congiurassero di non iscrivere, o tutto in confuso. Ma si sa finalmente che i poverini, avendo voluto partire affatto di propria idea, si vergognavano a confessare che sì, soprat<t>utto riguardo a religione, fra i nostri qui e quei di loro ha infatti tal differenza come tra il sol del mezzogiorno e le tenebre della mezzanotte. Che? Si consideri infatti pur anche Italia tutta nel suo assieme, ed io non temo punto che il confronto non riesca a mio favore. Perocché se dall'Italia voi spazzate quattro settari spudorati, i quali fanno fracasso per tanti di loro e favoriscono leggi contrarie alla religione, gli altri sono cattolici fervorosi in gran parte e molti cristiani [187]santissimi. Gli altri meno zelanti sono ancor migliori dei tanti liberali nella libera terra americana. Né sì dicendo intendiamo menomamente di abbassare altrui per innalzare noi stessi, ché se il Signore non ci aiuta di continuo noi diventeremmo di più orrendi come tanti schifosissimi demoni. Ma gli è perché dell'America sappiamo quanto basta, e così volesse il cielo che molti omai si disingannassero.

  Quel dire poi, come molti fanno, che in America sianvi pericoli assai per l'anima, sapete che voglia significare in buona pratica? Niente meno che così: cioè che a questo mondo basta aver danari e non pochi. Poi, quel che sarà, sarà... forse non esisterà tampoco l'eternità... O se esiste sarà

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tanto salvarsi che dannarsi. Cristiani miei!, che parlare è questo pertanto? Io non so se sia più da insensato o da demonio, epperò io stesso per voi mi faccio cocente in viso e ne fremo d'orrore. Or i giovani e le fanciulle vostre a gran [188]stento si contenevano qui, dietro la sorveglianza di voi, degli ammonimenti dei sacerdoti, dell'aiuto di tanti Sacramenti non che dell'esempio di tanti buoni. Or che non faranno , in tai paesi nei quali se ha esempio non è che il pessimo, e la corruzione stessa v'è sì spinta e crudele che se per ventura una generosa giovane volesse ancora conservarsi al Signore, dovrebbe esser disposta in ogni istante all'una delle due: di perdere cioè la vita od il giglio verginale che l'adorna. Per le quali cose, sarà egli meglio che gl'infelici abbrucino per sempre nello inferno, piuttosto che sostenere a questo mondo un patimento solo? Ma che dico io, mentre per dannarsi altresì bisogna patire e assai e più ancora che a guadagnarsi il paradiso? L'ha giurato il Signore e lo provano i perversi, i quali portando seco il peccato hanno la mala compagnia del demonio a lato e l'inferno dei rimorsi in cuore. Laddove che chiunque possegga la grazia di Dio è il ben [189]fortunato perché è certo del favore dell'Onnipotente, il quale neppur lascia soffrir a lungo i suoi cari, ché anzi nel mezzo istesso delle lor pene li riempie di consolazione e di forza celeste.

  E lui, il Signore sapientissimo, intanto che comanda di obbedire ai regi di questa terra sebbene discoli91, sarà altresì misericordioso di mantenere in cuore ai giovani vostri l'affetto ai parenti ed il timor del peccato, quand'anche nel tempo del militare servizio fossero costretti di incontrare compagni malvagi ed occasioni pericolose. Del resto è da sperare che i giovani del popolo quincinnanzi non saran più obbligati a sostenere sì a lungo e con tanta fatica come in presente il giogo della milizia. Perocché un ammalato non può a lungo durarla in tale stato d'infermità. Però se il ciel volesse che come Italia così l'universo intero potessero in buon punto e presto ripurgarsi dalla pestilenza dei rivoluzionari, ancor noi saremmo [190]

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tantosto sollevati dal più terribile flagello e in perfetta pace. Ma un giovane il quale per non sottoporsi alla prova della leva militare corra a rifugiarsi all'America, costui perde omai la speranza di rivedere ancora la cara patria ed i parenti diletti. Lo che come gli cagiona continua malinconia, ed egli per cacciarla alfin da sé si abbandona tanto più presto al dolce piacere ed al godere. Che se il Signor nol curi che s'unisca in matrimonio con donna naturalmente libera, allora diver<r>à anche più presto padre sfortunato di figli ancor più sfortunati. I quali alla lor volta possono essere la causa manifesta della dannazione eterna di tante miserabilissime anime. Quest'immensa disgrazia sarà dunque in fin fine la conseguenza di quei giovani che non vollero sostenere il sacrificio, in paragon leggerissimo, del servizio militare. Questa è la conseguenza degli interessati d'un grano d'oro. Conseguenza altresì di que' genitori o comunque superiori od amici i quali, potendo, [191]non impedirono per futili pretesti quel lagrimoso passaggio, che può esser facilmente per tanti passaggio dalla terra di libertà alla prigione eterna degli schiavi nell'inferno. Cattivi cristiani anche quest'ultimi, rimprovera l'Apostolo. Anzi non più cristiani ma peggiori dei pagani, perché non ebbero cura di chi loro apparteneva92. Sì, cattivi ed infelicissimi per giunta, per l'orribile peso che è per loro quello di esser maledetti nell'inferno.

  Laonde piuttostoché consigliare altrui a portarsi al Nuovo Mondo, che è il gran mondo dei pericoli, noi dovremmo anzi richiamar di quei nostri diletti amici o parenti i quali, come il pesce all'amo, son forse sol trattenuti dal non ritornare da vano timore o da interesse ancor più vano. Noi pertanto ci stancheremo prima di vivere che di gridare ad essi con pietosissimo accento: "Deh!, voi che fors'ancora siete molli di pianto per ogni volta che vi risovvenite dell'amata patria e dei parenti [192]diletti, venite, che noi vi incontreremo con estrema allegrezza. Voi che forse giacete combattuti per tanti fieri rimorsi, venite, che qui sta il vostro Dio, la vostra chiesa, l'antico - 91 -pastor delle anime vostre il quale conta i giorni del vostro allontanamento. Voi che inorridite al pensiero di dover morire in estranea terra, ritornate, che almeno sarete sepolti accanto gli avi vostri e riceverete i devoti suffragi dei posteri. Venite dunque e più non tardate. Che se di poi più felice inspirazione vi parlerà al cuore per dirvi che ritorniate donde partiste, anche noi allora vi accompagneremo per non vi abbandonare. Ma ciò sarà sol dopo che insieme avremo pregato il Signore e che avremo ottenuto acciò di tutto il mondo sia fatto un solo ovile, come un popolo di santi, sotto la condotta di un sol pastore supremo"93.

  Oh sì!, si affretti pure a spuntare quel fortunato ! Noi imploriamo a calde lagrime che in ispecie gli abitatori [193]del Nuovo Mondo sollevino gli occhi da terra per innalzargli insino al cielo e che ve li tengano ben fissi, a fin di meglio contemplare la bellezza sovrumana di quella religione santissima, cui ignorano tutt'ora ahi!, quanti di loro infelicissimi.





p. 88
90     Cfr. Sir 3, 27. 19, 2.



p. 89
91     1 Pt 2, 18.



p. 90
92     Cfr. 1 Tm 5, 8.



p. 91
93     Cfr. Gv 10, 16.



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