Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Un saluto al nuovo anno 1889
Lettura del testo

UN SALUTO AL NUOVO ANNO 1889

MASSIME RICAVATE DALLE OPERE DI SAN FRANCESCO DI SALES

Per il mese di gennaio

«»

[- 1138 -]

MASSIME RICAVATE DALLE OPERE

DI SAN FRANCESCO DI SALES

Per il mese di gennaio

  1. [1]Ciò che non è per l'eternità, non può essere che vanità.

  2. Un affetto moderato a' maneggi di casa non pregiudica all'anima, se sa trovare il tempo per l'orazione, lezione ed il raccoglimento spirituale.

  3. Procurate di portarvi in casa con dolcezza, così verso i parenti come verso i domestici, perché alle volte quelli che nella strada sono angeli, sono diavoli in casa.

 

 - 1139 -

  4. Quando si richiede il vostro parere datelo francamente, ma con indifferenza [2]sopra l'essere o non essere ricevuto ed approvato.

  5. Non è più amabile il paradiso delle miserie di questo mondo, se qui3 si trova ugualmente il piacere e la volontà di Dio.

  6. Dobbiamo applicare a raddoppiare negli esercizi nostri non già i desideri, ma la perfezione con cui li facciamo.

  7. Chi si lascia dominare dal suo genio, si turba, s'inquieta e si perde d'animo quando non gli riescono le cose, benché sieno di poco momento.

  8. Quando proviamo qualche pena ed afflizione particolare, animiamoci al vedere che i santi hanno patito allegramente cose maggiori.

  9. Quando siamo sprezzati, il rattristarcene è un sentimento di carne ed il consolarcene è un sentimento di spirito.

  10. Qual soddisfazione è mai l'amare, dove non vi è pericolo di eccedere! Grandissima quando si ama Dio, perché non vi può essere tal pericolo.

  11. Non si deve raffinar troppo nella pratica delle virtù, ma camminare francamente alla buona e con libertà di spirito.

  12. [3]Il monte Calvario è il monte degli amanti: quell'amore che non prende la sua origine dalla passione di Cristo è amore frivolo e pericoloso.

  13. Pratichiamo soventi atti di dolcezza e carità verso quelle persone alle quali il nostro naturale ha meno d'inclinazione.

  14. Bene spesso noi ci fermiamo tanto nel desiderio d'essere angeli del paradiso, che trascuriamo essere uomini dabbene di questo mondo.

  15. A nulla si rinuncia più difficilmente che alla propria opinione, e pure non vi è cosa più necessaria di questa per essere umile e perfetto.

  16. Un solo atto fatto in tempo di aridità vale più assai che molti fatti con tenerezza e consolazione.

 

 - 1140 -

  17. La cognizione delle nostre miserie non deve inquietarci, anzi deve raddolcire il nostro spirito, che così viene difeso contro l'amor proprio e la buona opinione di sé.

  18. La perfezione non consiste in non avere amicizie, ma in non averle che buone e sante.

  19. Non vi è naturale così buono che [4]a forza d'atti viziosi non possa acquistarne l'abito, e così cangiarsi in pessimo.

  20. Quelli che mortificano più le loro naturali inclinazioni si procurano maggior abbondanza d'inspirazione sovran<n>aturale.

  21. I giuochi e balli non si possono riprovare se si prendono per ricreazione e non per affezione, se raramente, se per poco tempo, se con l'accompagnamento di modestia, decoro e buona intenzione.

  22. Alcune anime prendono tanta compiacenza di quello che fanno, che commettono una specie d'idolatria formandosi tanti idoli quante sono le loro operazioni.

  23. In ogni vostro bisogno e impresa mettete tutta la vostra fiducia in Dio, e sappiate che la riuscita sarà sempre il meglio per voi.

  24. Fate in modo che la vostra divozione riesca amabile, affinché ognuno ne prenda amore e s'animi a praticarla.

  25. Dobbiamo talmente regolare il timore de' divini giudizi, che non ci [5]perdiamo d'animo per una partepresumiamo di noi stessi per l'altra.

  26. È già un grande male quel solo non fare alcun bene.

  27. Dio desidera più da noi l'essere fedeli nelle piccole occasioni che mette in nostra mano, che di sentirci ardere di desiderio per le cose grandi che non dipendono da noi.

  28. Non vi è la migliore e più desiderabile accortezza quanto la stessa semplicità.

  29. Oh come sono beate le anime che s'impiegano nel servizio di Dio! Per un niente che fanno per lui, dona loro grandi ricompense così in questa come nell'altra vita.

  30. Anche le virtù si possono troppo amare, e col troppo volere talora si perdono.

  31. Non si parli di Dio e di ciò che riguarda il divino servizio per ricreazione e scherzo, ma sempre con umile riverenza e sommessione.

 

 





p. 1139
3       Originale: vi; cfr. ed. 1924, p. 105.



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 Èulogos SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma