Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Un saluto al nuovo anno 1889
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UN SALUTO AL NUOVO ANNO 1889

MASSIME RICAVATE DALLE OPERE DI SAN FRANCESCO DI SALES

Per il mese di febbraio

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Per il mese di febbraio

  1. [6]Nel vestire accostatevi sempre più che potrete alla semplicità e modestia. Questo è il più grande ornamento della bellezza e il più sicuro riparo della deformità.

  2. Portare Iddio nella lingua con belle parole, portarlo nel cuore con buoni affetti, non è il tutto: bensì portarlo, come Simeone, tra le braccia colle opere.

  3. Quando sarà che di cuore sopporteremo il nostro prossimo? Questa è l'ultima e più eccellente lezione della dottrina de' santi. Beato chi l'ha appresa!

  4. La vostra divozione sia sempre viva, in modo che facciate il bene non per usanza, ma per elezione e con tutta l'applicazione del vostro spirito.

  5. Il vero paziente soffre con uguale fortezza d'animo così le croci ignominiose come quelle che sono in maggior concetto appresso gli uomini.

  6. Oh, il gran bene che è mai non vivere, non travagliare e non rallegrarsi che in Dio!

  7. [7]Non affezionatevi tanto ad un affare che abbia a inquietarvi il timore della riuscita. Lasciatela nelle mani di Dio.

  8. Gridi il mondo quanto vuole, critichi, mormori: operandosi bene tutto si ascolti, si soffra, non se ne prenda spavento, ma si seguiti con fedeltà e fermezza.

  9. Che vogliamo noi se non quel che vuole Iddio? Lasciamogli guidar questa sua nave che è l'anima nostra, egli ne ha presa la cura e la farà giungere a buon porto.

  10. La cura negli affari è più perfetta quando più s'approssima alla cura che ha Iddio di noi. Iddio opera con grandissima attività e pensa e provvede a tutti, ma senza commozione e senza perdere la soavità e quiete.

  11. Quando vi viene imputato qualche mancamento di cui non avete colpa, giustificatevi con tutta dolcezza; se ciò non basta, non cercate di più e contentatevi di ricorrere all'umiltà ed al silenzio.

  12. Riguardiamo il nostro prossimo con occhio di semplicità e carità, senza troppo investigare le sue azioni.

 

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  13. [8]Procurate di avere tal libertà di spirito che in caso d'essere disturbato da qualche vostra divozione, l'interrompiate con volto allegro: chi non ha questa libertà suol mostrarne tristezza ed anco lamentarsene.

  14. L'amor proprio non finirà che col finire della vita. È indispensabile sentirne gli assalti. Basta solo andarli e correggendo e reprimendo.

  15. Non isgomentatevi per le tentazioni. È buon segno che l'inimico combatta un'anima: questo vuol dire che non è sua.

  16. Benché non sia permesso il dir sempre ogni verità, non è però mai lecito d'impugnarla.

  17. Chi patisce puramente per amor di Dio, non solo non si lamenta o ha compassione di se stesso, ma né pure si cura di essere compatito da altri.

  18. Non vi è uomo che sia giunto all'immortalità e non passato prima per la strada delle afflizioni. Eccovi una grande consolazione per quando si provano.

  19. Anche le piccole azioni sono grandi ed eccellenti quando si fanno con [9]pura intenzione e fervente volontà di piacere a Dio.

  20. Nel tempo delle malattie pià travaglioso non dobbiamo pretendere dall'anima nostra che atti di sommessione, di accettazione, di santa unione della nostra volontà col divino beneplacito.

  21. Due cose vi conserveranno nella vita divota: grande risoluzione di adempire tutte le obbligazioni del vostro stato e grande coraggio per non turbarvi e perdervi d'animo nei mancamenti che vi potrete commettere.

  22. Nei bassi e piccoli esercizi di divozione, non solo è praticata la virtù frequentemente ma anche con maggior umiltà, e però con maggiore utilità e santità.

  23. Oh qual rimorso, alla morte, di avere colla nostra negligenza resi inutili tanti documenti ed avvisi mandatici da Dio per la nostra perfezione!

  24. Volete voi che le perdite delle cose di questo mondo non vi affliggano? Non desiderate molto ciò che non avete, né amate troppo ciò che possedete.

  25. La vanagloria di cui si pascono gli uomini suol essere

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di cose che o [10]non sono in loro, o essendovi non si possono dire loro proprie, o potendosi dire loro proprie non vi è di che gloriarsene.

  26. Impariamo una volta ad amarci qui in terra come ci ameremo in cielo.

  27. L'onore e la riputazione che soprat<t>utto ci devono star a cuore sono il cercare la gloria di Dio e l'essere a tutti di buon esempio ed educazione.

  28. Ritirate talvolta il vostro cuore ove, separato dagli uomini, possiate alla libera trattar con Dio degli affari dell'anima vostra.

  29. Siate quant'è possibile di umore sempre uniforme, per dar a conoscere la stabile risoluzione che avete presa di amare Iddio.


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