Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Un saluto al nuovo anno 1889
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UN SALUTO AL NUOVO ANNO 1889

MASSIME RICAVATE DALLE OPERE DI SAN FRANCESCO DI SALES

Per il mese di marzo

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Per il mese di marzo

  1. È un inganno il persuadersi che chi serve Dio senza tenerezza di sentimenti sia meno gradito.

  2. Chi aspira all'eternità facilmente si consola nelle avversità di questa vita, giacché non dura più che corti, leggeri e miserabili momenti.

  3. [11]Procurate di sempre mantenere amore della propria abbiezione, perché questa virtù fa di bisogno a tutt'ora, anche per le persone ben incamminate nella via della perfezione.

  4. Camminiamo sempre nella via dello spirito senza fermarci, che sebbene anderemo lentamente contuttociò ci avanzeremo e faremo gran viaggio.

  5. È una occupazione per lo meno inutile quel fermarsi ad esaminare la vita altrui, eccetto per chi ha da governare ed aver cura d'altri.

  6. Dio non misura la nostra perfezione dalle molte cose che facciamo per lui, ma dal modo di farle.

 

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  7. Quel gran timore che genera scrupoli non è biasimevole in chi comincia a lasciare il peccato, anzi suol essere un indizio di purità di coscienza; ma non è da approvarsi in quelli che da molto tempo dovrebbero aver acquistato l'amore, di cui è proprio scacciar fuori il timore.

  8. Devesi nascondere e guardare con gelosia il meglio delle nostre buone operazioni, affinché non sia veduto da altri che da Dio.

  9. [12]Più la nostra confidenza in Dio sarà vera e perfetta, più spiccherà verso di noi la sua provvidenza.

  10. Odiate i vostri falli con odio tranquillo, senza dispetto e turbazione. E non sarà forse assai di ricavarne un santo abbassamento, conoscendo la vostra miseria!

  11. Credetemi che le mortificazioni dei sensi nel vedere, udire e parlare vagliono assai più che portare la catenella e il cilicio.

  12. Prima di giudicare del vostro prossimo, fate conto che voi siate lui ed esso voi, e vi assicuro che giudicherete rettamente e bene.

  13. Quel cuore che ha ben ferma e radicata la fede non si spaventa delle difficoltà, perché sa benissimo che Dio ama e non abbandona quelli che confidano in lui.

  14. La vostra umiltà sia nobile e generosa. Non faccia cosa alcuna per essere lodata, ma neppure per timore d'esser lodata lasci di fare quel che deve.

  15. Che vale inquietarsi e voler mutare maniera di servire a Dio? Ognuno [13]attenda agli esercizi propri della sua vocazione e convenienti al suo stato e condizione, e tanto basta.

  16. Nella vita spirituale si ha da camminare alla buona, senza tanto cercar sottigliezze.

  17. Chi si lascia dominare da piccoli movimenti di collera, in poco tempo diventerà furioso e insopportabile.

  18. Voi non siete predicatore, ma consolatevi che vi è una maniera di predicare efficacissima: e questa si è il buon esempio che si al prossimo.

  19. Se per voler essere persona divota vi accorgete che il mondo si burla di voi, voi burlatevi di lui rallegrandovi di una

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umiliazione così gloriosa qual è quella che si patisce per motivo di virtù.

  20. L'essere servo di Dio consiste nell'usare carità verso il prossimo, nell'essere risoluto di seguire la volontà di Dio, nel confidare in lui con semplicità ed umiltà e finalmente nel sopportare se stesso nelle proprie imperfezioni.

  21. Il vero paziente non solo non si duole del suo male, ma né pur desidera di essere compatito da altri.

  22. [14]Ove si trova indifferenza per quello che Dio vuole, non può regnare che tristezza e malinconia4.

  23. Solo in paradiso si trova la consolazione e la quiete nel suo essere perfetto; ma finché si vive, sia come si vuole, il bene è sempre mescolato col male.

  24. Il mestiere di riprendere altri è molto facile, ma è difficile quello di ben attendere a sé.

  25. Una sola oncia di umiltà vale e frutta più che mille libbre di onori.

  26. I buoni sentimenti avuti nell'orazione sono stabili e bisogna tenerne conto, ma non talmente compiacersene che intanto si trascuri l'esercizio delle virtù e la mortificazione delle passioni.

  27. Al direttore aprasi l'interno con tutta confidenza, in quella maniera che il figlio al padre e l'infermo scopre al medico i suoi mali.

  28. Vi sentite portato ad esercitare alcuna virtù? Eleggete sempre le migliori e non le più plausibili, le più sode e non le più apparenti.

  29. Mi pare che accorgendosi delle nostre imperfezioni, in luogo di turbarcene[15], dovremmo consolarci di conoscerle per poterle correggere.

  30. Tutto ciò che di grande ci fa vedere il mondo non è altro che illusione, fantasma e bugia.

  31. Non fidatevi dei vostri nemici spirituali, se vi lasciano alcuna volta in pace. Possono essere scacciati ma non uccisi, e potrebbero ancora rinnovarvi una guerra più crudele.

 

 





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4       Originale: regnare tristezza malinconia.



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