Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Un saluto al nuovo anno 1889
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UN SALUTO AL NUOVO ANNO 1889

MASSIME RICAVATE DALLE OPERE DI SAN FRANCESCO DI SALES

Per il mese di giugno

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Per il mese di giugno

  1. [24]Nulla può render difficile la legge di Dio che il volerla osservare tanto quanto è conforme al nostro genio e soddisfazione.

  2. Vorrei che le persone divote da me dirette fossero sempre le meglio vestite, ma anche le meno pompose ed affettate.

 

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  3. Non lamentatevi mai che le vostre afflizioni sono o molte o pesanti o lunghe, perché Dio dispone ogni cosa in numero, peso e misura.

  4. La lode è un veleno dolce e non conosciuto. Oh quante volte ha uccisa la virtù e la divozione de' più santi e divoti!

  5. Basta ricevere quei mali che secondo il tempo ci arrivano, senza prevenirli coll'apprensione ed angustiarsene.

  6. Quando si dice che abbiamo a spogliarci di noi stessi, questo è per rivestirci di Gesù Cristo crocifisso.

  7. Non dite: "Quegli è vizioso", tuttoché sappiate che sia caduto una volta in [25]alcun vizio. Un atto solo non basta a formare un abito.

  8. Ho un grande desiderio d'imprimere nel vostro cuore una massima di grandissimo vantaggio. Questa è: Non domandarerifiutare.

  9. Dovunque andate procurate di raccogliere qualche cosa di buono, e siate come piccole api che tornando a casa non vi portano che miele.

  10. Non infastiditevi per i cattivi pensieri. Altro è sentire ed altro è consentire.

  11. L'umiltà fa che riceviamo le pene con rassegnazione, sapendo di meritarle, ed i beni con riconoscenza, sapendo di non meritarli.

  12. Nelle conversazioni trattenetevi e ricreatevi onestamente; avvertite a discorrervi solo quando conviene, lasciando agli altri luogo di parlare.

  13. Non giudicate le buone operazioni dalla bellezza loro propria, ma dal vantaggio che hanno di piacere a Dio.

  14. Chi ha la vera libertà di spirito non perde troppo dell'interna contentezza. entra la tristezza, dove si trova attaccamento alle cose del mondo.

  15. [26]Prendete per regola di mai censurare la divozione e la condotta altrui: questo modo d'offendere la carità è di molto pregiudizio.

  16. La perseveranza è una virtù che ci mantiene con ugualità sottomessi sempre alla divina volontà; e perché un certo tedio interno, che suol provenire dal soffrire lungamente, è un

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nemico pericolosissimo, si ha da combattere e vincere con gran cuore.

  17. Chi è veramente umile non può mai credere che se gli faccia torto in cosa alcuna.

  18. Avvertite bene a non mai perdere la confidenza in Dio. Se vi lascia cadere non è per abbandonarvi, ma solo per umiliarvi e rendervi più attento per l'avvenire.

  19. L'onore, quanto è bello se si riceve in dono, è altrettanto deforme se si ricerca e pretende.

  20. Considerate attentamente quanti gran tormenti ha sofferti nostro Signore, e sappiate che gli ha sofferti per guadagnare il vostro cuore e il vostro amore.

  21. Oh che felicità nella guerra spirituale[27]! Basta il voler sempre combattere per uscirne certamente con vittoria.

  22. Il gran timore della morte non è peccato ma pregiudica molto al cuore, ché con tal passione non può unirsi amorosamente con Dio.

  23. Che sciocchezza, che ambizione mai, pretendere di essere o di sapere ciò che non siamo e ciò che non sappiamo.

  24. Dio ama tanto l'ubbidienza, che prospera ed approva anche i soli consigli che si ricevono dagli altri, e particolarmente dai padri spirituali.

  25. Ogni nostro prossimo ha il suo luogo nel santo petto del nostro Salvatore. E chi avrà cuore di non amare e soffrire le imperfezioni di chi si trova in luogosanto?

  26. Frequentate i pubblici divini uffici e ne riporterete non solo merito, ma anche maggior consolazione che non dalle vostre particolari divozioni, volendo Dio che il pubblico sia di miglior condizione che il privato.

  27. Non cercate troppo nelle vostre azioni il maggiore o minor merito, ma bensì il maggior gusto e gloria di Dio.

  28. [28]Non possiamo accomodarci intieramente col mondo per vivere a suo modo senza allontanarci da Dio, e in conseguenza perdere il tutto.

  29. Finché l'anima non arriva a sprezzare se stessa, sarà sempre soggetta ad alterarsi o vergognarsi di quelle cose che non le van bene.

 

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  30. Certe tenerezze di divozione sono alle volte inganni del nemico, che così addormenta le anime e fa loro credere d'essere già sante.


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