Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Un saluto al nuovo anno 1889
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UN SALUTO AL NUOVO ANNO 1889

MASSIME RICAVATE DALLE OPERE DI SAN FRANCESCO DI SALES

Per il mese di agosto

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Per il mese di agosto

  1. [33]Le dolcezze di spirito sono buone, è ottimo chi ce le dona, ma non per questo siamo buoni noi che le riceviamo.

  2. Non filosofate mai sopra le vostre afflizioni: ricevetele con dolcezza e pazienza. Bastivi sapere che vengono dalla mano di Dio.

  3. Non lasciamo di resistere e correggere con vigore i vizi di quelli che dipendono da noi, ma sempre con pace e dolcezza.

  4. Se abbassate gli occhi per modestia, umiliatevi anche in ispirito: quando mostrate di volere in checchessia l'ultimo luogo, desideratelo di cuore.

  5. Nelle maggiori tentazioni, purché possiamo dire e di cuore: "Viva Gesù", non ci diamo fastidio di cosa alcuna.

 

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  6. La vera carità vuole che ci conserviamo gli uni e gli altri in unione di spirito, e a ciò fare non trovo mezzo migliore che la mansuetudine e condiscendenza all'altrui volontà, dove non vi è cosa contro Dio.

  7. In mezzo alle vostre ricchezze [34]potete conservare lo spirito della povertà. A che riporre in esse quel cuore che non deve aspirare che alle cose eterne?

  8. Non trascurate l'occasione presente di fare il bene. Talora lasciandosi un bene per cercare un migliore, si lascia uno e non si trova l'altro.

  9. L'amor proprio è un gran faccendone: vuol entrare da per tutto, tutto abbraccia e nulla stringe.

  10. Alcuni hanno una certa umiltà maligna e falsa. Ricusano d'impiegare i loro talenti in servizio di Dio e del prossimo, colla scusa che sono troppo deboli e facili ad insuperbirsi.

  11. La maggior parte de' mancamenti che si commettono negli esercizi di divozione provengono dal perdere facilmente la presenza di Dio.

  12. Venendosi a scoprire i nostri difetti e le virtù che non abbiamo, di grazia non inquietiamoci; anzi benediciamo Dio che ci a conoscere cosa ci manca e cosa abbiamo di troppo.

  13. In questa vita la pazienza deve essere il nostro pane quotidiano, e particolarmente con noi stessi, che più di ogni altro ci siamo a carico.

  14. [35]Perché vogliamo noi capitolare con Dio? Egli è il nostro maestro, il nostro padre, il nostro re ed il nostro tutto. Pensiamo a servirlo ed egli penserà a favorirci.

  15. Chi vuol esimere il suo cuore dall'essere penetrato dai mali della terra l'accompagni colla Vergine, nostra signora e Madre, e lo riponga in cielo, e ne sarà libero.

  16. La lode e la gloria non si hanno a cercare. La carità però vuole e l'umiltà permette che si abbia cura del buon nome, che molto giova per assistere il prossimo e far del bene.

  17. Nulla tanto serve per illuminare l'intelletto ed accendere la volontà quanto l'orazione, massime la mentale fatta di cuore.

 

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  18. Se dovete opporvi ai sentimenti d'un altro, fatelo pure ma con dolcezza e destrezza, per non violentare lo spirito altrui.

  19. Il cercare le conversazioni e il fuggirle sono due estremi difettosi, ma uno più dell'altro.

  20. Facendo noi la volontà degli altri dobbiamo far conto di fare la volontà [36]di Dio che ci vien manifestata in quella del nostro prossimo.

  21. Che giova esser puntiglioso e risentito nel conservare la buona fama, se la buona fama non mai meglio si conserva che colla dissimulazione?

  22. Desideriamo pure, anime cristiane, o l'amore o la morte, perché la vita senza l'amore è peggiore assai della istessa morte.

  23. Certe piccole tentazioni riescono utilissime, perché ci fanno rientrare in noi stessi, ricordarci della nostra bassezza e ricorrere a Dio con più fervore.

  24. Facciamo come le api che succhiano miele da ogni fiore, procurando d'imitare ciò che osserviamo di buono nel nostro prossimo.

  25. Il mondo è giudice iniquo, che vuol sempre scusare i suoi seguaci ma tratta alla peggio i seguaci di Dio. Oh, mondo miserabile!

  26. Dio non è mai così ben servito di quando è servito com'egli vuole.

  27. Nulla più si contraria alla carità quanto il fare poco conto del prossimo.

  28. [37]La vita più breve è la migliore, purché ci guidi all'eternità.

  29. Ogni nostra operazione sia fatta con diligenza, ma non con inquietudine e precipitazione. Altrimenti non vi sarà cosa ben fatta.

  30. Bisogna vincersi, costi quanto vuole, perché, costi quanto vuole, bisogna salvarsi.

  31. La doppiezza e la riserva usate nelle Confessioni e nelle comunicazioni col padre spirituale cagionano grandi tiepidezze e svogliatezze di spirito.

 

 


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