Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Un saluto al nuovo anno 1889
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UN SALUTO AL NUOVO ANNO 1889

MASSIME RICAVATE DALLE OPERE DI SAN FRANCESCO DI SALES

Per il mese di ottobre

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Per il mese di ottobre

  1. Trattate sempre col prossimo con grande cordialità ed affetto, ma fino ad un certo segno e di modo che la virtù non ne riceva pregiudizioDio resti offeso.

  2. Non può un'anima avere vera fiducia in Dio se prima non ha una vera cognizione delle sue miserie e del suo niente.

  3. Se amate Dio, parlerete spesso di lui.

  4. Dio ha donato a tutti gli stati quanto è loro necessario per l'acquisto della santità, e le più perfette virtù sono compatibili con la debolezza del sesso.

  5. Avvertite che i vostri domestici non s'accorgano che siete malinconico o di cattivo umore: potrebbero ciò attribuire alla divozione e prenderla in avversione.

  6. Abbiate pazienza: non si possono [43]in un giorno solo correggere i mali abiti e le imperfezioni. Sareste troppo superbo d'avere così presto domato il naturale.

 

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  7. Quelli che sono ricchi di piaceri mondani sono poveri degli spirituali, anzi non ne sono capaci.

  8. Con tutte le ripugnanze della parte inferiore, non perdiamoci d'animo: seguitiamo la nostra strada, come i viandanti all'abbaiare dei cani.

  9. Parlate meno che potete di voi medesimo, sì in bene che in male, perché l'amor proprio suol acciecare anche quando se ne dica male.

  10. Teniamoci sempre con modestia, anche quando siamo soli, perché siamo sempre alla presenza di Dio e dei suoi angeli santi.

  11. Io più stimo un animo che sa acquietarsi nelle occasioni di turbazione e mantiene la sua pace, che quell'altro che concepisce grandi e magnanime idee.

  12. Lo Spirito Santo non entra in quella casa dove si sentono querele e altercazioni e rumori.

  13. Oh che mala creanza! Lasciare che Dio batta tanto al cuore senza [44]volergli aprire. Sprezzato ed offeso, potrebbe una volta partirsene del tutto.

  14. Noi non siamo al mondo che per vivervi a modo di Dio, e come potremo gloriarci di essere suoi se non vogliamo accomodare la nostra alla di lui volontà?

  15. Tutte le vanità sono biasimevoli, ma molto più la vanità nel discorrere e parlare di sé che quella degli abiti e modo di vestire.

  16. Nelle conversazioni, conoscendo di non avere credito per correggere i mancamenti che vi si commettono e non potendo partirvene, non fermatevi su quel che si tratta, ma alienatene il vostro cuore e pensate ad altro.

  17. Quante volte diciamo: "Io sono difettoso ed imperfetto", ma non so come soffriremmo che altri così parlasse di noi, e anche molto meno.

  18. Non fate né il pazzo né il savio: non il savio per mantenere l'umiltà, non il pazzo per non offendere la semplicità che odia le simulazioni.

  19. Certe ansietà di sapere quanto profitto si è di già fatto nella perfezione non piacciono a Dio e solo servono a contentare l'amor proprio.

 

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  20. [45]La grazia del meditare non si può acquistare cogli sforzi del nostro spirito, ma bensì con una dolce ed affettuosa umiltà.

  21. Nella perfezione cristiana fa più assai la pratica che la scienza. Una semplice villanella può amare tanto Dio quanto l'uomo più dotto del mondo.

  22. Quanto ci piace che si approvi ciò che diciamo, noi altrettanto siamo facili a criticare ciò che dicono gli altri.

  23. La maniera di far bene ogni nostra operazione è il farla alla presenza di Dio. Non avremo certamente cuore di strapazzarla, sapendo che egli ci vede ed osserva.

  24. Il peccato è cosa indegna di un uomo ben nato e di chi fa professione di onore.

  25. Quanto più un'anima mortifica le sue naturali inclinazioni, tanto più si rende capace dei lumi e delle ispirazioni celesti.

  26. Giusta il dettame del Savio e dell'Apostolo, non siano curiose le donne di sapere più di quello che loro è necessario9.

  27. Piantate nel vostro cuore Gesù [46]crocifisso, e tutte le croci e spine di questo mondo ci parranno rose.

  28. Se si pensa alla morte con inquietudine, il timore di lei apporterà più danno che profitto.

  29. Mantenete quanto è possibile l'ugualità di cuore e di spirito nei vari accidenti di questa vita. Questa è gran perfezione e piace molto a Dio.

  30. Nulla più diminuisce il valore e merito delle opere buone quanto il volerle noi scegliere e praticare a nostro modo.

  31. Anche i fanciulli e i deboli saprebbero amare Iddio nel dolce; ma amarlo nell'assenzio, quest'è proprio dell'anime forti e costanti.

 

 





p. 1162
9       Cfr. 1 Tim 5, 13; cfr. Sir 3, 22s.



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