Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Un saluto alla Immacolata di Lourdes...
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UN SALUTO ALLA IMMACOLATA DI LOURDES IN OGNI GIORNO DEL MESE MARIANO

Decimoquinto giorno Un tratto di storia nell'apparizione di Lourdes

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[- 1091 -]

Decimoquinto giorno

Un tratto di storia nell'apparizione

di Lourdes

  [97]Si danno, come nella vita di un uomo così nel periodo di un popolo, certi tratti di storia nei quali più chiaramente che altra volta emerge da una parte la potenza e la misericordia di Dio e dall'altra parte la cecità e la ingratitudine degli uomini. Poniamone a prova un tratto nell'apparizione di Lourdes.

  Era il giorno solenne di Pasqua di questo stesso anno 1858, quando al moversi di Bernardina una moltitudine di gente, come al solito numerosa, trasse con la giovinetta alla grotta. Or Bernardina non appena giunse le mani e snodò il suo rosario, subito sclamò: "Ecco l'apparizione!". E in dirlo [98]entrò in un'estasi soavissima di ammirazione.

  La grotta era disposta a modo di cappella. Erano ivi statuette allogate e oggetti di divozione e ceri accesi, e fedeli circostanti che tenevano fiso fiso lo sguardo nella estatica Bernardina. Intanto avvenne che cotal ricco signore appressasse un torchio fino a bruciarne il cavo della mano alla giovinetta.

 - 1092 -la quale punto non se ne avvide. Ma cessata appena l'estasi gridò: "Signore, non vedete che mi bruciate la mano?...". Anche per questo si ebbe in più una prova della verità delle cose. Le turbe applaudivano a Dio ed alla Vergine madre del Salvatore.

  Nondimeno non andò guari e il commissario <Giacometti>, noleggiato a grande stento da una donna un ronzino ed un carro antico, si cinse della sua fascia tricolore e venne sopra <il> luogo della grotta.

  I pellegrini vi pregavano fervorosi. Il commissario diè mostre di malcontento, fece sue scuse con gli astanti, domandò poi [99]con più istanze e ottenne da cotale un'accetta, con cui rompendo la barriera in legno si fece un varco ed entrò nella grotta.

  Posesi <a> spogliare quelle pareti adorne e deporne sul carro gli ornamenti. In ciò fare, una statuetta cadendo si infranse e la moltitudine dei pellegrini fremendo parve irrompere. Ma si contenne. Certo giovinotto si mostrò disposto ad aiutar quello spogliamento, ma gli fu gridato: "Il ciel ti guardi, ché ti tireresti sul capo le divine maledizioni". Quegli si ritrasse e il Giacometti, compiuto l'atto di superiore comando, si partì.

  Allo indomani di quest'ora stessa in cui l'uomo prestò l'accetta egli si ebbe ambedue i piedi schiacciati sotto un tavolone e la donna che diede il carro precipitò da un fienile e si ebbe infranta una costa.

  In questi incidenti chi non iscorge chiaramente la mano di Dio? Ma il danno peggiore è per colui che avendo orecchie per intendere pur non ode.

esempio

  [100]Le prove che si sostengono quaggiù sono i giudizii del Signore santissimi. La grotta di Lourdes che or fa un momento si spoglia con arbitrio, in breve sarà ricoperta della maestà di due templi sontuosissimi per dar ricetto a' pellegrini dei popoli della terra. Così questo luogo che si attenta di

 - 1093 -chiudere alle preghiere d'un popolo, presto sarà aperto ai fervori delle nazioni.

  Valgano ad esempio i tratti seguenti. I vandeesi che con il rosario alla mano per sì lungo tempo ribatterono l'irrompere universale dei rivoluzionari di Francia, dessi con pietà calma e forte fanno risuonare le volte del tempio dei loro canti vigorosi e si incoraggiano con dire: "La Vergine è venuta qui 18 volte e noi compariamo in questo per l'undicesima, ma vi ritorneremo ancor più compatti. Santa Maria, soccorri a noi miseri!".

  E i pellegrini di Reims replicano [101]alla loro volta: "Noi non siamo che 700, ma ritorneremo in doppio numero nel venturo anno. Saremo noi forti a guisa di torri. Il picco del nostro Montanè potrà traballare e l'Agout cadere, ma col divino aiuto la nostra fede non cadrà giammai". In dirlo escono in cantici di lode, in gemiti di supplicazione. Ivi ai piè della Vergine deplorano le proprie colpe e le confessano. Ivi in compagnia della Vergine si accostano alla mensa divina e ne partono come leoni terribili ai propri avversari.

orazione

  Vergine immacolata, voi l'avete schiacciato col virgineo vostro piede il capo al serpente infernale, ed io collo aiuto vostro voglio schiacciare il capo ai tanti avversari miei, le ree inclinazioni del senso, ai tanti avversari comuni, i mostri dell'errore e del vizio, perocché il Signore bene spesso parla, ma noi non intendiamo. Che brutto contrasto! O Vergine, o [102]Madre, fateci intendere quanto è da noi, fateci amare quanto da noi si deve!

ossequio

  Considererò, per detestarla, l'orrenda ingratitudine di quelli che avendo da Dio molti doni di natura se ne abusano a peccato.

 - 1094 -giaculatoria

  Maria, aiuto dei cristiani, pregate per noi!

 


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