Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Andiamo al Padre…
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ANDIAMO AL PADRE INVITI FAMIGLIARI A BEN RECITARE L'ORAZIONE DEL PATER NOSTER (1880)

VI. Sia santificato il nome vostro

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VI.

Sia santificato il nome vostro

  1. [53]Quando tu vieni a dire a Dio: "Sia santificato il nome vostro", ricordati che sei nella famiglia quaggiù del tuo celeste Padre. Nella famiglia terrestre è una vigna a dissodare e in questa tutti devono lavorare. Possono però adoperarsi i figliuoli sia col sudor della fatica a guisa dei patriarchi, degli apostoli, dei confessori del Signore. Possono altresì piacere a Dio quelli che, donando continuamente al Signore il proprio cuore, stanno lodando l'Altissimo in terra come fanno gli angeli in cielo. Così fanno tutti i cristiani che sovrat<t>utto spendono le ore del giorno e molte della notte medesima in lode di applauso a Dio. Così fanno nella solitudine quegli uomini angelici che, [54]per pensare più daddovero a Dio, sonosi ritirati nella fortezza di una religione contemplativa, oppure che stando nel secolo rivolgono tuttavia la mente a guardare a Dio continuamente, il cuore ad amarlo con l'affetto di cherubino. Tu come ti affatichi? Ti adoperi in sudori di

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zelo ovvero in lode di contemplazione?... Tocca al Signore destinarti l'ufficio particolare che tu hai da eseguire, a te poi tocca adempire esattamente quello che nel ministero affidato Iddio ti raccomanda. Osserva intanto i tuoi fratelli illustri, gli apostoli od i missionari invitti, i confessori ed i pontefici magnanimi, i martiri che hanno messo innanzi il loro petto per riparare le ingiurie che si volevano irrogare allo Altissimo. Volgi l'occhio attento ai vergini che si struggono d'amore a Dio, volgi l'occhio ai contemplativi che come l'olio che arde dinnanzi al Santissimo Sacramento, così essi consumano la vita in affetti di brama ardentissima. Dopo che tu abbia posto [55]mente, risolvi tu stesso a lavorare strenuamente per Iddio. Il figlio che desidera piacere al padre incomincia per tempo al mattino a lavorare, prosegue anche nelle ore più calde della giornata; intanto se, come i tafani e le zanzare moleste, vengono fratelli poco devoti a distoglierli, i dabben figliuoli se ne guardano e continuano fino a sera il lavoro per il vantaggio del proprio genitore. Piaccia al cielo che tu dal mattino della vita incominci bene a fare quello che Dio ti impone. Piaccia a Dio che tu prosegua fino al mezzogiorno e da questo fino alla sera del viver tuo, perché un cristiano per essere diletto deve affaticarsi finché sta quaggiù.

  2. Avverti però qui che in questo mondo si danno più terre. Vi è la terra purificata e questa rende il cento per cento ed è la terra benedetta del paradiso terrestre. Vi è accanto la terra di Canaan la quale è ferace bensì, ma perché produca dev'essere ripulita e lavorata con assiduità. Quella terra è lo stesso cuor [56]tuo. Se il tuo animo è puro nella sua intenzione, se è nitido come l'oro purgato, allora affaticandoti tu lavori in una terra eccellente, epperciò ti occupi con profitto alla gloria di Dio e con pro grande dell'anima tua. Gli apostoli del divin Salvatore in cima a' loro pensieri ebbero la mira unica di piacere a Dio, epperciò poterono tanto quaggiù. Gli uomini apostolici, come furono appo te Ignazio e il Saverio, Teresa e Maddalena de' Pazzi, e insieme i Carli Borromei, i Franceschi di Sales, i Vincenzi de' Paoli, questi operarono tante meraviglie di zelo come tu sai, perché ebbero per regola questa massima ottima: "Se noi sapessimo

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che nel nostro cuore è una fibra sola che non è tutta per Iddio, subito subito ed a qualunque costo la strapperemmo". Osserva nella natura medesima che cosa opera un fuoco purificato, un elettro semplice. Con quel fuoco si giunge a trasportare le famiglie intiere sopra i treni ferroviari e colla famiglia le robe della [57]casa da città a città, da regno a regno. Con l'aiuto di un fluido di elettricità, tu colla prestezza del lampo comunichi i tuoi pensieri a chi sta lontanissimo. Con la stessa facilità che il tuono scoppiando risuona da lungi, tu attraverso un filo di metallo purificato fai percorrere il suono delle tue parole. Tanto opera una fiamma purificata, tanto eseguisce un elettro semplificato. Ma se tu a quel fuoco mescoli sostanze di acqua, sostanze di terra o di checchessia19 che non gli sia omogeneo, ecco che il tuo calore male eseguisce il suo ufficio. E se a quella elettricità unisci altro principio che non gli convenga, ecco che le tue ammirabili conversazioni si devono tralasciare ovvero interrompere. Ah, se nel tuo cuore lasci entrar la noia della superbia, la terra lurida del tuo interesse, allora tu non sei più sì caro al Signore, perché tu più che l'onor del Padre cerchi il pro tuo. Figurati un giovinetto tant'alto, il quale già pensi a staccarsi dal genitore ed a [58]lavorare per sé, oh come lo sconsigliato torna grave al cuor paterno! Pensa ora a te, e per allontanar lungi il pericolo di spiacere a Dio rifletti di continuo che sei grande peccatore al divino cospetto. Sei figlio di madre peccatrice20; ancor dopo che Dio ti ebbe perdonato tu hai recato allo Altissimo ingiurie vilissime. Ah, tu che dovresti già ardere da sì gran tempo nello inferno, possibile che riguardando a te pensi a levarti in alto per imitar la superbia di Lucifero? Ricorda che se nel tuo cuore doni stanza alle passioni, che sono forastiere vilissime, non potrai con buon animo dire a Dio: "Sia santificato il nome vostro".

  3. Ti dissi già sopra che i figli teneri della salute e dell'onore del proprio padre mettono innanzi il loro petto come

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scudo forte e come antemurale impenetrabile. Or tu che ti vanti di esser figlio amante, che hai fatto fin qui?... Gli aggressori vili sono entrati nella casa di Dio Padre ed hanno, sotto i tuoi occhi, [59]compiute molte sorte di sacrilegi scandalosi. I bestemmiatori continuano tuttodì a strascinare Gesù come un cencio nelle strade e tu te ne stai tranquillo?... Il Saverio diceva: "Meglio provar i tormenti del fuoco che sentir l'orrore di una bestemmia". Girolamo Emiliani poneva la sua bocca contro terra e mangiava fango per far egli la penitenza che sarebbe toccata ai profanatori iniqui. Poi quanti che come Pilati vili condannano anche oggidì Gesù! Quanti che come Caifasso e come Erode gli gridano incontro o se ne ridono. E i giudici21 che hanno gridato: "Gesù alla croce!" sono forse diminuiti a questi tuoi ? Clodoveo, re di Francia, nella ricorrenza del Venerdì santo udendo nella chiesa la narrazione dei tormenti di Gesù, poneva la destra all'elsa della spada e gridava forte in mezzo a tutti: "Ah, se fossi stato io co' miei franchi". Quanto a te confronta così. Se a te ovvero al genitore che ti ha dato la vita fosse fatta la metà dei torti e delle persecuzioni [60]inique che si fanno in ogni a Dio tuo Padre, è possibile che il sangue non ti salisse alla fronte?... Ma se anche non ardi di santo zelo a vista delle ingiurie che si irrogano contro l'Altissimo, segno è che non ancora hai imparato a dire di cuore: "Sia santificato il nome vostro".

  4. I padri di numerosa famiglia hanno, fra gli altri, certi figli più diletti, i quali per contentare in tutto i desiderii del genitore sono ammirabili. I padri spirituali o patriarchi delle illustre società religiose hanno anch'essi fra i molti loro figli alcuni più distinti per virtù, i quali per essere più pronti ad ogni comando si gettano come corpo morto ai piedi del proprio superiore e padre. I sovrani medesimi hanno fra i loro molti soldati un numero eletto dei generosi, i quali costituiscono la così detta legion fulminante, ovvero battaglioni della morte, perché per la gloria e per la salvezza del monarca son

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tanto disposti a vivere come rassegnati a morire. [61]Ebbene tu per potere dire: "Sia santificato il nome tuo" con affetto di figliuolo amante, devi imitare i sullodati. Il capitano supremo che quaggiù guida l'esercito dei prodi è il pontefice, che imita la fortezza del leone. Seguono i vescovi invitti che nella lotta mostrano un petto di bronzo. Accompagnano sacerdoti di zelo e di dottrina, maestri e dottori che conoscono il da farsi per giungere al cielo e lo additano ad altrui. Insieme è una turba di prodi che vivono nel mondo ma non partecipano delle massime e dei godimenti del mondo. Questi sono tutti cristiani saggi, i quali e colla parola e coll'esempio sanno persino seguire l'esempio di Giovanni, con dire agli stessi potenti superbi ed agli scandalosi iniqui: "Non è permesso far ciò, non è permesso far ciò"22. Eccoti schierato dinnanzi l'esercito dei forti che combattono sotto gli occhi tuoi per l'onore di Dio Padre. Tu che aspetti? Ricorda che l'ora [62]del combattimento è già suonata, lo squillo della tromba bellica risuona fragorosa. Or quanto a te, se vuoi essere figlio diletto e soldato valoroso, sollecita per raggiungere i fratelli del campo. Se non ti affretti, la corona di premio che fin ora è disposta per te sarà data ad altri.

Riflessi

  1. Tu che quaggiù sei nel campo del tuo celeste Padre, come lavori?

  2. Se vuoi piacere molto, affaticati all'unico scopo di piacere a Dio.

  3. A questa condizione il Signore si varrà di te per opere di molta gloria.

  4. Sicché il meglio che tu possa fare è abbandonarti nelle braccia di Dio Padre per eseguire sino alla morte ogni voler suo.

 

 





p. 130
19     Originale: chicchessia; cfr. ed. 1927, p. 54.



20     Cfr. Sal 51(50), 7.



p. 131
21     Lezione probabile: giudei; cfr. nota 50.



p. 132
22     Cfr. Mt 14, 4.



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