Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Statuto F. s. M. P. - 1899
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STATUTO ORGANICO DELLA CONGREGAZIONE DELLE FIGLIE DI SANTA MARIA DELLA DIVINA PROVVIDENZA IN COMO (1899)

Divisione IV DEL NOVIZIATO

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Divisione IV

DEL NOVIZIATO

 

Il noviziato è una prova nello esercizio di preghiera, di mortificazione, di lavoro, per conoscere se una figlia sia veramente chiamata alla vita religiosa.

Chi aspira alla congregazione, deve dar chiaramente a conoscere che vuole con proposito rinunciare alla concupiscenza della carne e alla concupiscenza degli occhi e alla superbia della vita10, ritirarsi dal mondo che tutto è sotto il maligno11, per lasciarsi regolare dai voti di obbedienza,[11] di povertà, di castità.

Si ritiene buona la vocazione di quelle figlie, le quali sanno comprendere il grande tesoro che è la vocazione religiosa e che la trattano prudentemente con preghiera, con segretezza e con raccoglimento davanti a Dio.

 S. Bernardo descrive i beni della vita religiosa col dire che il religioso vive più puro, cade più raramente e cadendo si leva su più veloce, che cammina più cauto, che più di frequente è aiutato dalla grazia, riposa più sicuro, muore più confidente, si purga più prestamente e più copiosamente è rimunerato. Si ritiene parimente più chiara la vocazione di quelle figlie che sono più contrastate nella propria vocazione. Allora porger loro la mano e cavarle dal pericolo di naufragio nel mondo è opera esimia di carità.

Le postulanti alla congregazione devono portare i certificati di cui al decreto del 25 gennaio 1848 della Sacra Congregazione sopra lo stato dei Regolari, che comincia Romani pontifices ecc.12 Devono godere buona salute, avere compiuto gli anni sedici per essere ammesse ai voti e si accettano a pluralità - 218 -dei voti del Consiglio superiore.[12] La congregazione si obbliga all'assistenza delle suore solamente quando hanno fatto la professione. Dote portano coscienziosamente quanto è possibile, ma non meno di lire mille.

Il noviziato si divide in due periodi e continua per anni due. Il primo periodo è dell'aspirantato, che dura da sei a dodici mesi. In questo periodo si ascrivono alla Guardia d'onore del sacro Cuore13 e ne compiono esattamente gli uffici. Si esercitano in modo speciale agli uffici di preghiera e di studio.

Il secondo periodo si chiama più propriamente del noviziato e si estende fino ai due anni dallo ingresso nella casa. In questo secondo periodo, oltre che alla Guardia d'onore, si ascrivano all'Adorazione perpetua del Santissimo Sacramento. Continuano poi gli esercizi di preghiera e di studio; si applicano con qualche intensità ai diversi uffici della congregazione.

Il noviziato è presso la casa madre, in luogo distinto e separato. Solamente il Consiglio superiore può concedere un ramo di noviziato nelle case filiali. Le novizie sono assistite da una suora[13] professa scelta dal Capitolo generale14.

 

 

 

 





p. 217
10 Cfr. Gv 2, 16.



11 Cfr. Gv 5, 19.



12 Il decreto Romani pontifices prescriveva che coloro che venivano ammessi a vestire l'abito in un istituto religioso richiedessero lettere testimoniali dai vescovi delle diocesi d'origine.



p. 218
13 Cfr. nota 1 a p. 185.



14 Il manoscritto continua con le norme riguardanti il governo dell'istituto, le pratiche di pietà e il rito della professione religiosa. Tale parte è stata poi ripresa, con poche modifiche, nelle Costituzioni dell'istituto delle Figlie di santa Maria della Provvidenza in Como, del 1899, in questo volume da p. 229 a p. 241.



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