Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Sulla tomba dei morti...
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SULLA TOMBA DEI MORTI FERVORINI PER LA NOVENA E PER L'OTTAVA DEI FEDELI DEFUNTI

<NOVENA DEI FEDELI DEFUNTI>

V Un gemito lontano

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V

Un gemito lontano

  1. [37]Quando percorrendo nella foresta udite un gemito rispondere dall'eco di una roccia, voi arrestate il passo, tendete l'orecchio e poi scortolo il pietoso che langue, accorrete per soccorrerlo. Lontan lontano voi udite il gemito di chi piange. Sono le anime sante del purgatorio. Udite: "Misere noi, ché il nostro soggiorno in questo luogo è già di troppo prolungato. Pietà di me! Pietà di me almeno voi che mi siete amici"8. Intanto tendono le mani e aspettano sospirose.

  Anime dilette! Lasciate che noi intendiamo per intiero la foga dei vostri sospiri. Dopo avervi intese più vivamente, ci faremo più fervidi in soccorrervi.

  2. Nella Sacra Scrittura troviamo un fatto che in leggere cava le lagrime. [38]Era una madre tenerissima di due figliuoli cari. Usciva al lavoro nel campo, quando venuti i nemici assalirono i due innocenti e spogliaronli di quanto possedevano. Di poi, per colmo di barbarie, legarono all'altezza di due alberi quei figli meschini e li coprirono di saette finchè li videro spirare. E la madre intanto? La desolata guardava ai figli angosciosa, ne contava i gemiti, ne numerava i sospiri. Quando vide che più non erano, la misera con gli occhi insanguinati pel pianto guardava al cadavere dei meschini. Temendo poi che gli avvoltoi non venissero a pascersene, la povera madre agitava una banderuola e movendo acute strida colla voce teneva lontani gli uccelli rapaci. Durò così finché un'acqua di pioggia ebbe diluite le salme misere.

  Fratelli miei, le anime sante del purgatorio sono venute alla presenza di Dio e furono trovate colpevoli di falli benché leggeri. Ma sulla bilancia [39]della divina giustizia, oh quanto pesa un reato di colpa ancor veniale! La giustizia divina le ha ributtate da sé, le ha inseguite in quel luogo di alto tormento,

 - 1301 -il purgatorio, e ve le mantiene perché vuole che sieno purificate appieno. Intanto le misere sono ! Ahimè, chi le aiuta? Qual madre asciuga quelle loro lagrime, qual fratello allenisce quei sospiri?

  3. Richiamate ancora l'attenzione al povero Giobbe. Era ricco, era sovrano, aveva beneficato i vicini non che i lontani. Ed or eccolo come una sol piaga, e piaga fetida, sopra un letamaio. Quanti mali in una persona sola! Ma più che il bruciore delle piaghe, pesa<no> sull'animo di Giobbe gli insulti della consorte, le freddezze o gli improperii del falsi amici.

  Misere anime! Lo so, lo so. L'abbandono nel quale vi lasciano gli uomini, oh come vi pesa! Triste cosa aver parenti ed esserne scordati! Avere amici ed esserne traditi! Più triste fatto aver beneficato [40]e riceverne sconoscenze ingratissime! Forse le anime dei nostri fratelli, prima che presentarsi al tribunale di Gesù Cristo giudice, hanno disposto perché venissero quotidianamente suffragate. Ma non vi pensano i beneficati. Sono passati pochi dalla morte di uno ed ecco che in quella camera nella quale spirò l'anima, in quella stessa si mangia, si beve più allegramente che prima. Vero, vero. Si ridono della cura con cui altri ammassò un tesoro di sostanze. Ai defunti si pensa quando ne abbia pascolo l'ambizione propria. Un apparato grandioso di funerale, un accompagnamento di moda, un feretro dorato, un sepolcro di marmo, ecco le ricordanze che da molti si osservano in pro dei defunti.

  4. Fratelli miei, io vi auguro meglio per voi, meglio per le anime dei vostri cari. Il popolo fedele ode con semplicità il gemito lontano delle anime di purgatorio ed egli vi soccorre con generosità.[41] Popolo di fede, quanto ti commendo! Tu vuoi avere con le anime sante del purgatorio comune il vivere, comune il conversare, comune l'abitare. Vero, vero, tu sei l'amico fedele di quelle travagliate.

  Il popolo fedele quando è alla mensa ne toglie parte del suo cibo e lo offre all'altare di suffragio per le anime benedette. Le anime sante del purgatorio sono a parte delle primizie dei frutti della terra. Sono a parte dei frutti della fami

 - 1302 -glia di commercio. Il ricordo dei cari defunti firma le paci e la concordia tra fratelli. Com'è possibile che due fratelli perseverino nelle risse, quando da lontano e più pietoso odono il gemito delle anime dei loro fratelli nel purgatorio?

  Poi fra il popolo di pia fede la conversazione è di continuo con i defunti diletti. Dei cari trapassati discorre per tempo la mamma ai bamboli. Degli antenati defunti ne ragiona con rispetto, e per una serie assai continua di generazione, il padre ricordevole. [42]Poi, giungendo le mani a fervorosa orazione, ai fedeli pregano pace i membri uniti della famiglia almeno più volte nel : al mattino, al mezzodì, alla sera. Raro è che uno incominci il parco desinare o lo compia senza un saluto di suffragio ai defunti.

  Più spesso i cristiani quando si trovano in qualche malinconia di mente si rivolgono ai defunti per mescolar le loro pene alle pene di quelli, i propri sospiri ai gemiti di quelle <anime> angosciose. In supplicare a pro delle anime purganti il cuore ne è sollevato, come l'amico angustiato che riceve consolazione in versare il cuore amareggiato nell'animo dell'amico fedele.

  Per questo il popolo di fede brama fissare con i defunti la propria dimora. Al cimitero vogliono che guardino per quanto si può le finestre della casa, al cimitero la porta che vi prospetta. L'occhio dei buoni guarda al cielo e poi si ferma nel cimitero dei suoi cari. E vi accorrono più presto [43]che il possano; al cimitero e nella chiesa a supplicare per i defunti vengono la miglior parte dei giorni festivi. Al cimitero vengono in pubblico ed in privato. Fortunata la mamma quando silenziosa può gemere sulla tomba del figlio! Fortunata la sposa quando aspergendo di acqua lustrale la fossa del consorte diletto sa che gli impetra riposo. Spesso nel cimitero è un pianto generale ed una supplicazione di voci che sclamano: "Pietà ai miseri, pietà! Signore, date il riposo eterno all'anima di questi e la luce di eterna beatitudine risplenda un intorno al nostro volto". Buon popolo, il cielo ti prosperi e ti benedica!

  Anime desolate del purgatorio, abbiamo inteso le vostre supplicazioni, abbiamo uditi i vostri gemiti. Ragionevoli son le vostre domande, pietosi sono i vostri gemiti. Meschinelli noi, i

 - 1303 -quali abbiamo un cuorlimitato per compatire. Meschini, che abbiamo una destra sempre [44]debole in porgere aita a tanti mali. Ma ci accostiamo al Cuore santissimo di Gesù, supplichiamo il Salvatore che venga in soccorso nostro. Anime benedette! Quanto noi siamo, o nella mente o nel cuore o nel corpo, intieramente vogliamo consecrarci allo aiuto vostro. Siate salve, anime desolate. Iddio pietoso accolga le suppliche nostre. Iddio pietoso abbia misericordia dei gemiti vostri.

Riflessi

  1. Un gemito lontano.

  2. Pietà profonda.

  3. Gemono le anime sante perché non sono soccorse.

  4. Chi ha cuore porga in aiuto il suo suffragio.





p. 1300
8 Cfr. Sal 120(11), 5; Gb 19, 21.



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