Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Sulla tomba dei morti...
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SULLA TOMBA DEI MORTI FERVORINI PER LA NOVENA E PER L'OTTAVA DEI FEDELI DEFUNTI

<NOVENA DEI FEDELI DEFUNTI>

VIII. Amici i morti con i vivi

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[- 1310 -]

VIII.

Amici i morti con i vivi

  1. [61]L'amicizia è un dono carissimo. Chi trova un amico vero, dice il Signore, ha trovato un vero tesoro12.

  Due amici quando si incontrano si abbracciano l'uno l'altro. Dopo essersi così congiunti corpo a corpo, si uniscono cuore a cuore con i discorsi della mente, con gli affetti dell'animo. Siedono poi a mensa lieta. A questa mensa son distribuiti i regali di ambedue. L'uno assapora con gioia i cibi dell'altro, e così in certo modo si nutrono l'uno della vita dell'altro e fanno che a vicenda il sangue amico scorra dalle vene di uno in quelle dell'altro. Cara amicizia, tu sei un bene celeste disceso a conforto degli uomini su questa terra!

  [62]Però fra i viventi difficile è trovare un amico sincero. Chi l'ha trovato, ci ripete il Signore, si è incontrato in un tesoro copioso. Ma se non <è> facile tra i viventi, si trova ben più presto fra i defunti un amico diletto. I defunti ci sono

 - 1311 -amici leali. Vediamolo tantosto. I cari defunti si abbracciano a noi. Ci discorrono in confidenza di anime amanti, ci invitano <a> sedere a quella lor mensa di savia considerazione.

  2. Le anime dei cari defunti si abbracciano con affetto alle persone dei fratelli in questa terra. Alcune volte si abbracciano ancor sensibilmente con le apparizioni visibili. Sempre poi si stringono a noi moralmente con gli affetti d'amor santo.

  Le benedette ci incontrano con tante lettere che da quel mondo loro inviano a questo. Quante espressioni nelle Scritture Sante? Quante pie ricordanze nelle predicazioni dei ministri sacri? E nelle chiese e al santo altare passa forse un giorno senza [63]che le anime dilette si presentino a noi in figura di meste ovvero in figura di consolatrici?

  3. E che non ci dicono intanto? Uditele, che vi sembrerà ascoltare voce di angelo scesa testé dal paradiso. Parlano invero da savie maestre: "La vita di questo mondo è come un vapore che sviluppatosi da terra dopo le acque estive subito si discioglie nell'aere. La vita dell'uomo in terra è come la vita di quel fiorellino, benché vago, che spunta rigoglioso al mattino, china le foglioline al mezzodì e si china alla morte verso sera. La vita dell'uomo in terra è un'ora che Dio buono concede perché si disponga alla eternità. No, no, non avete in questo mondo città di dimora. Siete pellegrini, dovete affrettarvi come pellegrini. Conservatevi sgravati dal peso di peccati, vestite indumenti di virtù, sceglietevi guide celesti, un angelo tutelare, e poi affrettate il passo.

  Quando venga la sera della vita, non [64]è più ora opportuna per camminare. E in quel punto che v'importa<no> o le glorie o le ricchezze o i piaceri della vita? Presto, presto. Che vi importa guadagnare tutto il mondo di ricchezze e che poi aveste a dannarvi? Che v'importa se aveste a guadagnare tutto il mondo di gloria, che poi aveste anche a stare una sol'ora dippiù nella pena di purgatorio?... Credetelo, credetelo. Solamente è utile quaggiù quello che conferisce a salute ed a perfezion dell'anima. Nel mondo della eternità non si porta che il fascio delle opere buone o male compiute".

  Di questo modo le anime sante parlano alla nostra mente. Di questo modo ci convincono della vanità delle umane cose.

 - 1312 -E perché nel cuor nostro non subentri punto il pensiero di tristezza, subito ritornano in atto di consolatrici. Uditele ancor parlare, che appunto vi parrà udire angeli di conforto.

  4. "Suvvia, che temete? -- diconci quelle anime care -- Sperate nel Signore. In [65]alto, in alto i cuori vostri. Un momento ancora e poi sarete salvi. Per un giorno di patimento Iddio ottimo ha già disposto un'eternità di contento. Non vi dolga sostenere alquanto. Avete fin qui sostenuto sino al sangue? Cristo Gesù fu piagato nel corpo13, fu angustiato nella mente e nel cuore fu trapassato da tante spade di agonia. Ed egli era l'innocente. Voi siete i peccatori, eppure che avete finora sostenuto? In alto i cuori vostri. Iddio non lascia veruno senza l'aiuto suo.

  Che vi importa o del cibo o della bevanda, ovvero di ciò che abbiate a vestire? Forseché Dio lascia morir di fame o gli augelli dell'aria o che non veste i gigli del campo? Quanto più avrà cura di voi che gli siete creature dilette e figli carissimi? Cercate il ben della gloria di Dio. Cercate la salute dell'anima vostra. A questo patto quel tanto che vi occorre a sostentamento del corpo vi sarà dato per giunta"14.

  [66]Intanto vi presentano elleno stesse quel loro cuore infiammato di santa carità. Intanto porgono fervoroso lo sguardo a Dio e supplicano: "Fate scorgere che siete l'onnipotente e misericordioso. Consolate questi che sperano in voi e che vogliono amarvi con costanza".

  5. A questo punto si fa una congiunzione intima di affetto. I vivi si congiungono ai morti e par che saporino una stessa mensa di godimento spirituale. I vivi discernono fra le ossa aride di una terra benedetta quelle che servirono un al sostegno della persona del padre o della madre, del fratello e dell'amico diletto. Accompagnano quelle ossa o nel luogo più rispettoso presso alla casa del Signore, ovvero che le invitano <ad> entrare perché siedano nel luogo più distinto della casa.

 - 1313 -  Tempo non è molto che i proprii morti si adagiavano nella chiesa. Quanta pietà! Sono amici carissimi. Si ospitano a gara nella casa [67]comune, casa santa di orazione dei fedeli cristiani. Gesù nel Santissimo Sacramento è il padre che benedice ai vivi ed ai morti. I defunti benedetti potrebbero aver posto più sicuro che alla presenza adorabile del Salvatore? Ed i fratelli vivi in qual luogo ponno trovarsi meglio che in casa del Padre, dove i vivi conversano con i morti e sono di aiuto reciproco?

  Per questo fu un dolore in tutti i cuori quando venne tempo nel quale si impedì che questa congiunzione fosse così intima! Risposero i fratelli: "Non volete che nelle chiese riposino tutti i corpi dei nostri cari defunti? Ma nessuno toglierà che almeno riponiamo con onore sugli altari i corpi dei fratelli santi. Quanto agli altri, se non possono aver luogo nel mezzo della casa santa, almeno vi staranno allo ingiro e vi guarderanno dallo ingresso, e noi li saluteremo a tutte le ore del e converseremo tuttavia con affetto pio".

  [68]Ma in tempo più vicino a noi si trovò che i cari defunti si vollero allontanare di una misura o dalla chiesa o dalle abitazioni. Allora leva<va>si un grido universale: "Lasceremo di conversare con i santi nostri, i fedeli defunti?... Non sia, non sia!".

  E chiamati i più fervidi tra i fratelli, istituirono una congregazione che si chiama dei Religiosi di san Michele. Questi vivono con i morti. Passeggiano nelle tombe dei cari defunti nelle ore del o della notte. Aspergono con acqua lustrale quelle fosse, le bagnano con le lagrime proprie e poi emettono in alto gemiti di pietà. I defunti alla loro volta esprimono loro affetti di duolo e di speranza, e così la congiunzione dei vivi con i morti si fa sempre viva, la conversazione è fruttuosa. Oh quante anime dei vivi si salvano con questo conversare pio! Quante si liberano anime purganti da quel luogo di pena intensa!

  Altrove sono anime generose di verginelle le quali sclamano: "La vita [69]nostra aspira per le anime dei fratelli defunti". Al ristoro di quelle consacrano tutti i momenti della vita, tutti gli affetti del proprio cuore. Pregate, anime fervorose. - 1314 -Voi avete scelta per vostra porzione l'ottima parte del vivere cristiano. Vi chiamate con bellissimo nome Figlie del Suffragio15, perché l'aiuto che prestate alle anime dei defunti è un soccorso che le amanti vi ricambiano in pro dello spirito vostro.

  In questo modo i vivi si pascono a mensa con i defunti. In questo modo i defunti ricevono conforto dalla mensa con i vivi. Santa religione, come sei ammirabile! Sei pia come il Cuore di Gesù che ti ha generata. Sei potente come il braccio dello Altissimo che ti ha formata. Fratelli miei, non lasciamo più mai questa conversazione amata. I vivi con i morti sempre! Questi saranno con noi per ottenerci bene in pro delle povere anime nostre.

Riflessi

  1. [70]Amici i morti con i vivi.

  2. Un abbraccio fraterno dei morti coi vivi.

  3. Morti e vivi conversano e ne hanno lume alla mente.

  4. Ne hanno conforto al cuore.

  5. Vivi e morti siedono a mensa amichevole e vivono gli uni della vita degli altri.

 





p. 1310
12 Sir 6, 14.



p. 1312
13 Nell'originale: cuore.



14 Cfr. Mt 6, 25-33.



p. 1314
15 Forse l'A. si riferisce alle Suore Minime di nostra Signora del Suffragio, che Francesco Faà di Bruno (1825-1888) aveva fondato nel 1881.



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