Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Sulla tomba dei morti...
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SULLA TOMBA DEI MORTI FERVORINI PER LA NOVENA E PER L'OTTAVA DEI FEDELI DEFUNTI

OTTAVA DEI FEDELI DEFUNTI

IV. Dal Calvario

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IV.

Dal Calvario

  1. [108]Il Calvario è il monte santo. È coperto da un popolo di ferventi. Tutti salgono per toccarne il vertice. In ascendere gemono di tenerezza e si affrettano con mente chiara, con cuore bramoso. Sono lieti in viso, esemplari nel portamento, cari nella persona. Par che abbiano l'ali angeliche in affrettarsi e in cuore il giubilo dei serafini. Chi son dessi? È il popolo dei santi che raccoglie i meriti del sangue preziosissimo del Salvatore. Adunano tesoro spirituale per sé, prezzo di redenzione per gli altri.

  E noi, o fratelli?... Abbiamo sì gran bisogno per noi, così numerose necessità a provvedere per altri! Oh, se potremo trovare il prezzo di redenzione [109]per le anime dei nostri cari nel purgatorio! Ma sì che ne possiamo rintracciare. Eccolo il tesoro, eccolo copioso. Discende dal Calvario della umana redenzione. Appressiamoci e n'esulti il cuor nostro.

  2. Il Calvario è il monte santo. Esso si è elevato in altezza per mostrarsi a tutte le parti della terra. È <di>venuto fecondo di benedizione. Meraviglia altissima! Dal vertice del Calvario si mostra Gesù, ma non più in atto di salvator paziente. Si mostra Gesù in atto di salvatore glorioso. Il volto del divin Redentore è come un sole di splendore, la sua persona è circondata dalla luce ammirabile del Taborre. Le piaghe delle

 - 1332 -sue mani e de' suoi piedi si aprono in rivi di paradiso, che giù scendendo crescono in fiume e irrigano a tutte parti. Si presentano per dire ad ognuno: "Se alcuno ha sete, che venga qui"30. Dal costato aperto del Salvator glorioso è uscito un frutto prodigioso. È frutto di paradiso. Chi assapora di [110]quello, che è cibo angelico, non vedrà la morte in eterno. Il Calvario è diventato e mensa e cibo nello stesso tempo, ed è il prodigio di questa terra, l'ammirazione degli angeli del paradiso.

  Una voce di celeste soavità parte dal monte santo e sclama con accento soavissimo: "O voi tutti che siete oppressi e stanchi, venite e ristoratevi31. In questo luogo è medicina alle piaghe, è conforto alla stanchezza. Venite tutti e ascendete al monte santo del Signore"32. In sclamare la voce non si stanca e invita sino alla fin dei secoli: "Chi ha sete venga alla fonte... Se conosceste il dono di Dio... Venite e siate salvi... Quelli che si accostano non proveranno la morte in eterno33... È nascosto entro nuvoletta splendida il Pane degli angeli, ma venite, prendete e mangiate... Vivete voi stessi della vita di Dio... Eccolo, eccolo il Signore. Il Corpo del Signor nostro Gesù Cristo vi custodisca per la vita eterna".

  [111]Eccolo il Signor nostro. È entrato nella casa del cuor vostro. È venuto per beneficarvi. Su su, dite che vi faccia santi. Su su, dite che salvi i vostri cari quaggiù. Su su, dite che salvi le anime dei vostri diletti nel purgatorio. Voi siete con l'Onnipotente nel monte santo. Siete con Dio misericordioso, siete con Gesù Cristo salvatore. Gesù è pietosissimo dal Calvario, è altissimo dal cielo, è misericordioso nel luogo del purgatorio, è clemente nel luogo di terra che calchiamo con i piè nostri.

  3. Accostiamoci intanto al Calvario del Salvatore glorioso. Moviamo il piede con rispetto, perché quello è luogo santo. Preghiamo il cielo che ci assista. E pervenuti , emettiamo una lagrima di commozione. Sia essa di dolore perché ab

 - 1333 -biamo offeso l'Altissimo, o sia di allegrezza perché in questo luogo Dio ci usa misericordia, basta che la nostra sia una lagrima di cuor buono. L'angelo del Signore [112]raccoglierà queste lagrime degli occhi nostri o ascolterà il gemito del nostro cuore. Quella lagrima <la> impreziosisce con immergerla nel sangue del divin Salvatore. Quel gemito lo arrichisce con unirlo ai sospiri pietosi del divin Salvatore. Dopo questo egli ci presenta al Padre eterno. Fortuna nostra! Noi siamo abbelliti della virtù di Gesù, noi compariamo ricoperti del manto imporporato col sangue di Gesù; Gesù con noi si presenta all'Eterno e dice: "Padre perdonate, Padre perdonate!". E Dio infonde nei petti nostri la pioggia salutare della sua grazia. Il Signor buono ci pasce con la vita del suo cuore santissimo. Gesù viene con noi e noi ci troviamo con il Signore Iddio nostro. Noi ci facciamo pietosi in domandare e Dio si fa generoso in concedere.

  Gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni stando al vertice del Taborre sclamavano: "Che bella cosa per noi ad essere qui! Facciamo dei tabernacoli [113]e poi dimoriamo per sempre in questo luogo di godimento"34. Noi sul monte del Calvario santo sclamiamo con pari effusione: "Che bella cosa per noi a trovarci alla montagna del Signore! Questa è la casa del Signore, è luogo benedetto: eccoci omai alla anticamera del paradiso". E stando supplichiamo per noi, supplichiamo per i fratelli nel mondo, gemiamo per le anime dei fratelli che sono nel purgatorio e ne otteniamo pace e benedizione.

  4. Fratelli miei, già mi avete inteso. Io non posso non congratularmi con quelli che vengono al Calvario, allo altare di Gesù glorioso nel Santissimo Sacramento. Confessare i propri peccati è una consolazione viva al cuore. Sedere alla mensa con Gesù nel Santissimo Sacramento è un gaudio spirituale. O voi tutti che siete afflitti, venite e Dio ve ne consolerà.

  [114]Ma non posso non abbastanza deplorare la freddezza di quelli che di rado si accostano al monte santo. Sono assetati e sdegnano <di> bere alla fonte limpida dei santi Sacra

 - 1334 -menti. Sono infermi e sdegnano le cure dello Altissimo. Sono deboli e hanno rossore di venire alla mensa con i giusti della terra. Sono in pericolo e non hanno cuore per elevar lo sguardo al cielo. Che dite, o fratelli? Che diciamo ciascuno di noi medesimi?

  Siamo al monte santo, dimoriamo con attenzione come Mosè al roveto nel monte Oreb. Dimoriamo con sacro terrore come Mosè al monte Sinai. Ma meglio è che in noi la vincano l'amore e la pietà. Dimoriamo al monte santo come Giovanni per esser benedetto da Dio. Dimoriamo come quel popolo di giusti che vediamo accorrere a guisa di cervi assetati. Sia lodato Iddio! Siamo al monte santo del Calvario glorioso del divin Salvatore. Esulti il cuor nostro. N'abbia<no> ogni ben di prosperità i cuori dei viventi,[115] e le anime dei defunti n'abbiano refrigerio e pace sempiterna.

Riflessi

  1. Dal Calvario.

  2. Il Calvario è monte santo.

  3. Accostiamoci con timore e con dilezione.

  4. Chi vi s'accosta con affetto n'ha utile per sé e ottiene suffragio pei defunti.





p. 1332
30 Ap 22, 17.



31 Mt 11, 28.



32 Is 2, 3.



33 Cfr. Gv 7, 37; cfr. Gv 4, 10; cfr. Gv 8, 51.



p. 1333
34 Cfr. Mt 17, 4.



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