Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Sulla tomba dei morti...
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SULLA TOMBA DEI MORTI FERVORINI PER LA NOVENA E PER L'OTTAVA DEI FEDELI DEFUNTI

OTTAVA DEI FEDELI DEFUNTI

VI. Gioie nel purgatorio

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VI.

Gioie nel purgatorio

  1. [123]Quando il divin Salvatore saliva l'erta del Calvario, appariva vera im<m>agine di dolore, ma sul suo volto scorgevasi tuttavia un raggio di gioia. Saper che soffriva per salvar gli uomini e per la gloria del Padre, questo gli era al cuore conforto in tanti suoi tormenti.

  Ricordate ora che a somiglianza del Maestro anche gli scolari, i giusti di questa terra, in mezzo a tante loro pene hanno ancor molti gaudii. Saper che soffrono per Dio e per il paradiso, oh che soddisfazione all'animo! Gli amici del Signore non sono mai in istato di amarezza pura. Il Signore concede a chi soffre per lui un conforto di rassegnazione, un pane di alimento al cuore. Ebbene, questo [124]che avviene fra i giusti in terra, avviene parimenti fra le anime dei fratelli nostri nel purgatorio. In mezzo a tanti loro tormenti hanno le misere ancora un sollievo. Scorgiamolo. Questo conforto vien da Dio ed è certamente conforto generoso.

  2. Il primo conforto che si godono quelle anime desolate è esser uscite omai da questo mondo. Chi nol sa che la terra che abitiamo è luogo di pericolo continuo? Figuratevi un pellegrino che di notte ha percorso un cammino su l'orlo di un orrendo precipizio. Oh come si allieta in scorgere di essere uscito! Le anime di purgatorio sono uscite dal pericolo del mondo ed ora sono al sicuro.

  3. Non commetteranno mai più un peccato grave, nemmeno commetteranno un peccato veniale qualsiasi. Son fuori pericolo di cader in un male qualunque di colpa.

  Teresa in udire il suono dell'orologio consolavasi con dire: "Vi ringrazio,[125] o Signore, che è passata un'ora di pericolo nel quale io vi poteva offendere". Luigi Gonzaga per il dolore di aver commesse due colpe, benché veniali, inorridiva in tutti i della sua vita. Ah, un peccato qualsiasi, che male orrendo al cospetto dello Altissimo! Che sciagura per l'anima, che

 - 1339 -sfregio alla maestà del Signore! Ma le anime del purgatorio sono sicure.

  4. Non peccano più e sono certe che l'inferno è chiuso per sempre sotto ai loro piedi. Ai cristiani quaggiù non duole morire, ma rincresce per la incertezza che li coglie in pensare: "Sarò io salvo o dannato? Sarò con Cristo beato in cielo o dannato con Satana nello inferno?". Intanto si attristano i poveri mortali. Che se un di loro riceva l'avviso di un angelo che sarà salvo omai, allora è un tripudio che non può contenere, e sfoga con sclamare: "Sono salvo, sono salvo! Benedetto il Signore che vuole liberarmi!".

  5. [126]Sono salve dallo inferno le anime sante del purgatorio. Sono poi certe che il paradiso sarà il loro soggiorno. Che importa che intanto sieno in pena? Allo affanno sottentrerà presto il gaudio. Passerà un periodo di tempo e poi il paradiso si aprirà. Un momento ancora e poi, oh gioia!, Dio si manifesterà al loro sguardo. Un momento ancora e poi i santi e gli angeli del cielo moveranno allo incontro con tripudio di allegrezza celestiale.

  6. Intanto le meschinelle si consolano altresì in guardare a noi. Lo sanno le penanti che in questo mondo hanno lasciato cuori di cristiani, cuori di fratelli o di genitori o di amici. Hanno lasciato cuori di beneficati riconoscenti, ed esse sono liete di ricevere di tempo in tempo il buon conforto dei suffragi di quelli. Hanno fiducia di riceverne vieppiù e che il Signore finalmente le riceva nel riposo beato del paradiso.

  Vogliamo noi, o fratelli, accrescere [127]il godimento di quelle anime desolate? Accresciamo il fervore dei nostri suffragi. E fra questi scegliamo di prestar loro quei conforti che sono dalla Chiesa arricchiti di speciale indulgenza. Ascoltare sante Messe pei defunti, ricevere i santi Sacramenti pei defunti, recitare il sacro rosario muniti di corona benedetta, volgersi pietosi a Dio alla prima ora di notte con il gemito del De profundis o con la recita di un Pater, Ave, Requiem ed altre divozioni cosiffatte, sono un tesoro attissimo a sollevare da pene indicibili le anime sante del purgatorio. Che gioia ne proveranno però quelle desolate!

  Quando un fratello od un dei nostri cari spasima in tor

 - 1340 -mento d'agonia, noi sentiamo il cuore lacerarsi in seno. Oh, se potessimo sollevar quelle pene! Ma siamo fortunati che a favore delle anime sante del purgatorio possiamo porgere conforti molteplici. Noi abbiamo nella destra il valore di riscatto per quelle misere. Qual conforto per [128]noi, quanta gioia per quelle anime purganti dei fratelli nostri!

Riflessi

  1. Gioia nel purgatorio.

  2. Le anime purganti godono in essere uscite dal pericolo di questo mondo.

  3. Le fortunate non commetteranno mai più peccato qualsiasi.

  4. Sono salve dallo inferno.

  5. Presto vedranno Dio.

  6.  Mandarle più sollecite all'alto è in poter nostro.


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