Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Svegliarino...
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SVEGLIARINO CINQUANTA CONFERENZE ALLE PIE UNIONI DI UNA PARROCCHIA

DODICI CONFERENZE AI CONFRATELLI DI UNA PARROCCHIA

VII. Un confronto. Cattolico o liberale?

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VII.

Un confronto. Cattolico o liberale?

  1. [39]Giova assaissimo in tempo di combattimento discernere i soldati valorosi dai vili, i cristiani buoni dai cristiani inutili e sciocchi. A discernere in questo proposito il Signore nell'Ecclesiastico ci norma assai sicura. Dice Iddio: "L'uomo santo rimane nella sua sapienza come il sole, perciocché lo stolto si cambia come la luna"10. Ponderiamo questa massima e da essa impariamo norma per regolarci nella vita.

  2. Guardiamo dunque al sole, ed alla luna di poi. Il sole è sempre eguale, sempre chiaro, benché a noi apparisca più in un che in un altro, in una più che in altra stagione. L'uomo giusto è anche sempre eguale a sé: eguale nel buon umore, eguale nell'amare chichessia, eguale in non querelarsi vanamente delle cose e delle persone. L'uomo giusto è costante nel suo proposito di bene e non muta mai. Anzi cresce vieppiù,[40] come il sole che più vibra i suoi raggi quando è venuto più vicino al mezzogiorno nostro. Invece la luna è or povera ed or pomposa, cammina manca e lascia scorgere variazioni - 637 -e alterazioni continue. E così fa lo stolto. Quando vedete cristiani che vogliono oggi quello che ripudiarono ieri, che mutano di proposito come la moda, che si mettono in un'opera buona e poi che subito se ne pentono, voi ritenete come sospetta gente cosiffatta. Che fiducia si ha a riporre in persone che cambiano siccome la luna? Nessun di voi sia sciocco come la luna. Tutti siamo stabili e fissi come il sole nel suo splendore e nel calor suo.

  3. Chi è fisso nel proposito di bene mostra d'aver virtù. Udite. Fabrizio, generale romano, era venuto alle mani con Pirro, generale dell'Epiro. Questi mandò doni e poi dispiegò minaccie perché Fabrizio tradisse la bandiera sua, ma fu vano. Poco stante viene il medico di Pirro per dire a Fabrizio: "Che volete darmi, ed io avveleno l'avversario vostro?". Tolse la penna Fabrizio e scrisse a Pirro: "Guardatevi dal medico vostro, perché desso è [41]disposto <a> tradirvi". Sclamò allora Pirro: "Generoso e forte Fabrizio! Più facile è far declinare il sole dal suo corso che te dalla via dell'onore e della onestà". Ma ai nostri son pochi i Fabrizi. Molti si che si mostrano pii con i devoti, che si mostrano liberi con i rozzi; sono cattolici nella chiesa, liberali e framassoni fuori chiesa. Sanno stare con tutti e così fanno appunto come la luna, che non avendo in sé splendor proprio deve ricevere luce dal sole. Gli stolti, che sono i peccatori, non hanno virtù di sorta, epperciò si accomodano al parere di ognuno. Stolti cristiani, stoltissimi! Fino a quando vi sosterrà Dio e la società cristiana?

  4. Distinguete ancor meglio meco. L'uomo santo è come il sole che sempre tende a far bene alla terra, benché ci mandi i suoi raggi ora più intensi ed ora meno. I giusti hanno in proposito una cosa sola: fare il bene e dar gloria a Dio. Quanto poi al modo, se cambiano con operare ora ad un modo e quando all'altro e con intensità un maggiore o minore che l'altro, il fanno secondo le circostanze, a fine di giovar meglio al prossimo ed a sé. Intanto i giusti operano sempre. Ora lavorano in [42]esercizio di carità e quando in raccoglimento di orazione. Ad ogni modo si conosce che fanno il bene. Gli stolti lavorano, ma non si sa con quale fine si muovano e che cosa operino di bene. L'effetto del loro lavoro bisogna sempre

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indovinarlo, come avvien appunto degli effetti della luna che si tolgono ad indovinare ma che giammai si accertano. Ponete attenzione a ciò che invero costituisce regola eccellente per discernere i buoni dai rei cristiani.

  5. A discernere gli stolti vale sopramodo quest'altra regola. Se voi bene avvertite, questo è proprio degli stolti: il credersi sapiente. Gli stolti non vogliono avere il torto in qualsiasi discorso, non il torto in qualsiasi fatto. Quanti cristiani stolti!, quanti, quanti! Si direbbe che degli stolti è infinito il numero. Son troppi quelli che si vantano per sapienti. Tutti si vantano di ritenere il proprio parere e di imporlo agli altri. Preferiscono il proprio consiglio a quello dei saggi conosciuti, delle persone autorevoli. Tutti si fanno gagliardi a sostenere: "Bisognerebbe fare in questo modo e non altrimenti... dirigere con tali massime e non [43]con altre". Poveri cristiani, come si fanno conoscere presto di essere stolti consiglieri e traditori vili!

  6. Finalmente osservate quest'altro segno. Ha dei cristiani che si impegnano in qualche opera buona, ma che al primo soffiare di qualche difficoltà indietreggiano e si arrestano. Questi è possibile che sieno buoni? Chi è saggio non ha timore. Non teme gli umani riguardi, non teme le adulazioni, non teme le minaccie. Non ha paura dei parenti e non si lascia sorprendere dagli estranei. Scorgete i confessori invitti, i martiri intrepidi? Questi sono i gagliardi. Ermenegildo era giovine, era in mezzo alla corte dissoluta del monarca, ma non si abbassò mai alle carezze della carne, alla lusinga del senso. Sfidò le lusinghe di premio, le minaccie di castigo. Sostenne la prigionia e amò meglio la mannaia uscita dalle stesse mani paterne piuttosto che declinare un istante dalla via della virtù. Or quanti abbiamo oggidì cristiani cosiffatti? Ma se sono pochi, noi teniamo nondimeno fisso lo sguardo a questi e curiamo di imitarli.

Riflessi

  1. [44]Un confronto. Cattolico o liberale?

  2. Il cattolico è costante, il liberale muta di pensiero.

  3. Muta lo stolto perché non ha virtù.

 

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  4. Il buon cristiano mostra buona intenzione sempre e buoni frutti.

  5. Gli stolti si credono sapienti e così sono incorreggibili.

  6.  Se incominciano un'opera di bene la sospendono a metà.





p. 636
10     Sir 27, 12 (Vulgata).



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