Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Svegliarino...
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SVEGLIARINO CINQUANTA CONFERENZE ALLE PIE UNIONI DI UNA PARROCCHIA

DODICI CONFERENZE AI CONFRATELLI DI UNA PARROCCHIA

IX. Una feccia cattiva

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IX.

Una feccia cattiva

  1. [48]La feccia che depone il vino nel fondo del suo vaso è materia che va rimossa, perché lasciata entro corrompe il vino. Feccia nei cristiani di oggidì è quell'attacco soverchio alle comodità ed agli agi della vita. Molti si trovano che compatiscono ai mali presenti della religione e della società. Ha molti che deplorano, ma pochi che si ridestino all'azione. Hanno quelle loro comodità che non vogliono lasciare, hanno quelle loro abitudini di riposo, di conversazione, di divertimento che punto non vogliono sacrificare. Per questo si omette di fare un bene assai copioso. E come può essere strumento di salvezza in mano a Dio un cuore che è ancora tutto involto nei terreni godimenti? Leggiamo in Geremia cosa che ci deve salutarmente commuovere. Dice ivi il Signore: "Moabbe fu fertile dalla giovinezza sua e riposò nelle sue feccie, né fu traslocato da vaso in vaso e non passò in movimento. Perciò rimase [49]in quella il suo gusto e non cambiò l'odor suo"12.

  2. Una sciagura grave è vivere con attacco ai propri comodi, al proprio paese, agli amici che dissipano lo spirito. Dice Geremia che Moabbe, città prosperosa in luogo di terra ferace vicina alla antica Pentapoli, visse siffattamente attaccata ai propri agi, e perciò di lei avvenne come di un vino che nutrendo la feccia in fondo al vaso lascia che a poco a poco si corrompa fino a doverlo poi gettare alla malora. E voi correte dietro a quei cristiani che si godono in pace i loro beni, che attendono a farsi delle comodità e dimorare in quelle? Non è di questo modo che si educano i cristiani alla lotta! Con il sacrificio si entra nel combattimento, con il sacrificio si pugna e si vince. Cristiani soltanto che si accontentano di andare alla Messa quando loro è più comodo e che del resto non vogliono - 642 -scomodarsi punto, questi sono in grave pericolo, come un vino che riposa sulle sue feccie.

  3. Considerate il danno che riceve un vino guasto dalla sua feccia. Ha contratto un [50]odore cattivo ed un sapore altresì ingrato che poi non lascia più. E quei cristiani che riposano sulle proprie comodità contraggono un abito di rea inclinazione che nemmeno lasciano finché vivono. Cominciano <a> lamentarsi se devono levarsi mezz'ora per tempo. Si lagnano se devono scomodarsi per dare un'elemosina appena discreta. Si lagnano se altri voglia cavarli13 da quelle agiatezze per aiutarli a maggior lavoro di opere buone. Sono come tisici14 invecchiati nelle proprie soddisfazioni. Sono come cronici i quali più non lasciano i malori che li opprimono. Sventura per tante anime, che potendo giovare al bene della religione rimangono inoperose e per poco fetide così. Di qui il dolore in tutta la società de' più ferventi. Questi son costretti <a> lagnarsene con dire: "Nemmeno dai buoni si può cavare vantaggio di un bene considerevole, perché sono troppo attaccati ai propri agi".

  4. Non hanno fatto così né gli apostoli né gli uomini apostolici i quali son venuti predicando l'Evangelo di Gesù Cristo. Percorrevano leggeri leggeri la terra, contenti solo di una vestimenta per ricoprirsi, contenti di un pane per alimentarsi. [51]Che non fate voi medesimi quando vi incamminate per guadagni a paesi lontani? Non curate di prendere con voi intiere guardarobe, non avete sollecitudine soverchia né per il mangiare né per il dormire. Allora pensate a lavorare per mettere in serbo un soldo di vantaggio. Chi non si sottopone a dure prove di sacrificio lasci la speranza di arricchire. E questo medesimo almeno si deve praticare da ogni dabben cristiano e fervido per l'onor della santa religione. Dobbiamo contentarsi di poche vivande per mangiare, di pochi arredi per abitare e per vivere. Pronti a lasciare parenti e amici quando lo richieda la salvezza dell'anima, noi dobbiamo affrettarci in

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movimento continuo. Così impediremo che nel nostro cuore non si costituisca in deposito di feccia un attacco che cresce in affetto smodato, e perciò pericoloso, dei terreni godimenti.

Riflessi

  1. Una feccia cattiva.

  2. L'affetto alle comodità è feccia che ammorba il cuore.

  3. [52]È feccia che difficilmente si giunge a levare.

  4. Conviene starsene disposti a qualsiasi distacco da luogo e da persona, come già hanno praticato gli apostoli e come praticano tutto giorno gli uomini apostolici.





p. 641
12     Ger 48, 11.



p. 642
13     Originale: cavarsi; cfr. ed. 1924, p. 61.



14     Originale: tipichi; cfr. ed. 1924, p. 61.



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