Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Svegliarino...
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SVEGLIARINO CINQUANTA CONFERENZE ALLE PIE UNIONI DI UNA PARROCCHIA

DODICI CONFERENZE PER LA PIA RIUNIONE DI FANCIULLI IN UNA PARROCCHIA

II. Orrenda figura di male

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II.

Orrenda figura di male

  1. [9]Voi giovinetti siete leggeri leggeri come quegli augelletti28 che volano per l'aere. Ma appunto come questi voi siete incauti e sciocchi. Vedono gli stolti due occhioni gialli a splendere nella fronte di un uccellaccio tardo a muoversi, vogliono - 655 -vedere e toccare, e così restano impigliati nelle panie29. Il cacciatore viene e li strozza con molta gioia. Voi siete quei dessi. Accorrete allo invito di ogni compagno, siete solleciti a tutte le conversazioni, pronti a tutti i divertimenti: semplici!, semplici! Non scorgete che il demonio vi adocchia per cogliervi nelle reti e farvi cadere in un laccio di peccato? Oh, il peccato e la pena del peccato, che orrenda figura di morte! Lasciate che intorno si trastullino altri, ma non voi. Voi fuggite. Se sapeste che li aspetta un , i giovinetti tristi e peccatori. Li aspetta un grave male. Un tormento li attende che è puro patire, senza sollievo di sorta. Il Signore nel Deuteronomio ha protestato questo: "Radunerò [10]sopra di loro gravi mali e pianterò in quelli le mie saette"30. Ahi, che dolore! Poteva Dio parlare più chiaro? Appunto voi rimanete a guisa di attoniti al cospetto di questa immensa figura di male.

  2. Figliuoli miei! Lasciate per un momento almeno da parte le baie. Spalancate con l'occhio le porte dello inferno e guardate entro. Ahimè, che urla, che stragi, che disperazione! Laggiù è puro tormento, senza un sollievo di sorta. Non è punto come nei mali di questa terra. In questa vita se uno ammala ha letti, ha assistenze, ha medicina. Se uno soffre malinconie può distrarsi nelle conversazioni. Poi su questa terra uno non può nel medesimo tempo esser tormentato da molteplici mali. Quando la febbre giunge ad alto grado, toglie anche il sentire del patimento. Sempre poi e in ogni caso è o il conforto degli astanti o la speranza di una guarigione sollecita. Ma nello inferno nulla di tutto questo. Laggiù è puro il patire. I mali si succedono con intensità! Si moltiplicano nella quantità, si aggravano nello stesso individuo smisuratamente. Laggiù la prigione è scura, senza un sollievo di sorta. I tormenti [11]poi sono vivissimi in ogni loro essenza di agonia, perché quelli son tormenti che partono dalla mano di Dio allo scopo di punire come si meritano le iniquità degli uomini. Lasciate che si vantino i tristanzuoli nei loro peccati. Lasciate

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che se ne burlino delle minacce che odono. Voi temete. Paventate, dico, perché la figura dei tormenti è figura spaventosa di un male atroce.

  3. Consideratela meglio questa orrenda figura di male. Supponete una persona poderosissima che si disponga a fare contro un giovinetto il peggior tormento possibile. Strapparlo di casa ai genitori, cacciarlo fuor paese a sassate, a sputi, a imprecazioni. Coprirlo poi di sassi e precipitarlo giù per una valle dove sono nidi di serpenti e bestie feroci che attendono. Figuratevi che laggiù s'avventino carnefici a tagliar le carni di quel corpo e denti di leone a farne croccar le ossa, oh misero quel sciagurato! Chi lo scampa da sì gran male? Or questo appunto è il male che aspetta i tristi nello inferno. Iddio aduna sopra gli scellerati tutti i tormenti. Li calca, li [12]comprime perché abbiano gli iniqui a schiacciare con tormento fierissimo. Che dite però voi? Io ve ne prego, se si figliuoli sconsigliati e iniqui che vogliono precipitare in quel tormento, voi adoperatevi per salvarli, ma non siate pazzi a correr loro dietro in tanta rovina.

  4. Iddio pietoso non altro vuole che la vostra salvezza. Per questo ha mandato il suo Figliuolo unigenito Gesù Cristo, per questo ha mandato i suoi apostoli e manda tuttodì i suoi sacerdoti per ammonire. Per salvarvi vi manda l'angelo custode benedetto. E se il Signore scorga che ciò ancor non basti, allora scarica le sue saette di castigo al corpo. Queste saette si riducono specialmente a sette e sono: fame, sete, caldo, freddo, lassezza, infermità e morte. Ed or se a queste saette il cuor del peccatore si arrende, allora Iddio ritira la sua mano punitrice e la rivolge per scagliar31 quelle saette addosso ai demoni tentatori che vi vollero rovinare. Ma se per sciagura i peccatori non si arrendono, Iddio di poi li castiga colla morte eterna. E laggiù nello inferno Dio moltiplica le sue saette e le scarica puntate [13]e le fa penetrare ben addentro nelle carni degli scellerati. Giovani miei, quanto meglio sarebbe che Dio scaricasse le saette sue contro ai demonii e non mai contro a

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voi! Ed or la cosa <di>pende da voi. Se non ascoltate né i cattivi compagni né i demoni tentatori voi siete salvi! Figliuoli!, figliuoli!, dipende da voi allontanar quella figura orrenda di tormento. Siate sempre buoni, guardatevi dalla colpa.

Riflessi

  1. Un'orrenda figura di male.

  2. Spalancate le porte d'inferno, uh che abisso di tormento!

  3. Laggiù si accavallano ogni sorta di tormenti sopra ciascun dannato.

  4. Perché non precipitiate laggiù, Iddio buono vi manda saette di avviso e di castigo temporale, ma guai se non vi emendate.





p. 654
28     Originale: angioletti; cfr. ed. 1924, p. 91.



p. 655
29     Originale: paure; cfr. ed. 1924, p. 91.



30     Dt 32, 23.



p. 656
31     Originale: scagliarli; cfr. ed. 1924, p. 94.



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