Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Svegliarino...
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SVEGLIARINO CINQUANTA CONFERENZE ALLE PIE UNIONI DI UNA PARROCCHIA

DODICI CONFERENZE ALLE FIGLIE DI MARIA

X. Entro un castello munito

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X.

Entro un castello munito

  1. [47]In tempo di guerra si gode sicurezza quando si è entro un castello munito. Per questo ancora oggidì tanti sospirano per entro al castello di una solitudine, per starsene al riparo degli assalti mondani. Per questo tanti vi corrono con passo veloce e attraverso a difficoltà di molte sorta. Pervenuti godono pace, perché allo ingresso e dentro alle pareti è scritto: "Pace, pace". Il profeta Abacucco scriveva quello che intese per se medesimo: "Io starò sopra alla custodia mia e fisserò il piede sopra la fortezza, e attenderò per veder che cosa si dica a me e che cosa io risponda a chi mi rimprovera"89. Saggio consiglio fu quello di Abacucco profeta. Attendete che vo' mostrarvi più estesamente quanto è opportuno quel divisamento e quanto sicuro.

  2. Siamo in questa terra, o sia in luogo di pericolo sommo. Entro a noi è la carne che pretende, di fuori il mondo che rugge, sopra il capo i demoni che tendono a sedurci.[48] Intanto siamo in terra, ossia in luogo di sospensione. Sopra abbiamo il paradiso, sotto ai piedi l'inferno e noi non ancora sappiamo quello che ci sarà per toccare. Che dite in questo proposito? I cristiani Paolo e Antonio, salutarmente spaventati, lasciarono il mondo, e si ritrassero al deserto. Una moltitudine di gente seguirono. Oggidì i vertici più scoscesi di montagne ovvero le selve più oscure di foresta sono abitati da moltitudine di gente che gridano: "Alla solitudine, alla solitudine!", e vi attendono allo scopo di scampare dai pericoli del mondo. Accorriamovi tutti noi. O se ne siamo di troppo impediti, facciamo una custodia esterna con guardare che i nostri sensi del vedere, dell'udire, del sentire, non ricevano le impressioni tristi del mondo corrotto. Facciamoci sovrat<t>utto una custodia interna, con procurare che la mente pensi a Dio,

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che il cuore ami sovrat<t>utto il paradiso. Le persone fortunate che possono entrare nel castello di un ritiro sacro sono sicure, perché consacrano a Dio la mente con obbedire in tutto e sempre. Consacrano [49]a Dio il corpo con astenersi da qualsiasi diletto sensuale. Consacrano a Dio il mondo nel quale vivono perché dal mezzo di esso levano sol quanto è necessario a vivere e non vi attaccano il cuore. Questi sono sicuri, perché omai hanno vinte le rinomate battaglie del senso, della superbia, dello interesse umano. Ed or quanto a voi, se non potete distaccarvi con l'effetto, distaccatevi con l'affetto da questa terra di pericolo. Vivete come meglio è possibile con discorrere famigliarmente.

  3. Sovrat<t>utto è necessario che non ammettiate in casa vostra nemici che vi possano offendere, ovvero che li andiate cercando fuori. Questi nemici sono le mondane conversazioni. Non potete a bastanza credere come queste facciano danno all'anima. Producono un lucro cessante e un danno emergente. Il lucro cessante avviene perché dove è varietà di conversazione Iddio si ritira con l'influsso delle sue sante inspirazioni. Avviene il danno emergente perché l'anima [50]perde il suo tempo, perde lo spirito, atterra la virtù. Vuolsi fatica e spesa a riscaldare il forno del pane. Lasciarlo raffreddare è opera di un momento. Basta lasciare spalancata la porticina. Se voi aprite le orecchie a tutti i discorsi, se date luogo per discorrere di tutte le vanità, non farete mai profitto nel vivere virtuoso. Né solo non avvantaggerete nella perfezione, ma correrete rischio di perdervi disperatamente nello inferno. La vostra coscienza dev'essere a guisa di fortezza. Se entro chiamate un nemico, voi siete perdute.

  4. Da questa fortezza poi dovete guardare a quel passo che è l'unico importante, cioè il morir bene. Brunone lesse questo fatto scritturale che noi consideriamo. Lo meditò con attenzione e trovò che per intenderlo non altro volevasi che l'esercizio di tutta la vita. Lasciò dunque il mondo e venne con alcuni compagni alla solitudine di Grenoble. Si racomandò alla Vergine benedetta e con quei fratelli attese a fondare la Regola dei religiosi certosini. [51]Questi presero tanto fervore in seguire la Regola propria che oggidì più di ogni altro

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ordine religioso vantano di antichità. Sono migliaia di numero, eppure la solitudine non risponde che l'eco della preghiera comune. Si amano come fratelli e con discorso famigliare si intrattengono per breve ora nel periodo di una settimana. Tacciono per saper meditare con maggiore frutto e disporsi al gran passo. Ogni religioso colle sue mani si apre la tomba che lo deve ricevere morto, e tutte le ore guardano entro per mirare con più viva attenzione.

  5. In guardare odono la voce di Dio che li rimprovera. Si confondono perché troppo bene conoscono di aver fallato. Gridano per ciò misericordia al Signore che non li condanni. In questo modo il pensiero del giudizio per loro è come per un pellegrino che viaggia in oriente il nembo di un temporale che si innalza minaccioso. Quando una nuvoletta rossiccia appare in alto, e che il cielo di un tratto si oscura e che d'improvviso si scatenano i fulmini, allora e negli uomini e negli animali stessi è una sollecitudine senza pari a fine di mettersi al riparo. [52]Il giudizio, o particolare o generale, deve convincere e confondere e commuovere noi medesimi. Pensiamoci. Per aver luogo a riflettere con maggior senno formiamo nel nostro cuore quel castello sì ben munito di provvigione interna e di corazza esterna, come si è detto fin qui. Pensate e risolvete, perché a fine di salvarsi allo infuori di questo non è mezzo più sicuro.

Riflessi

  1. Entro un castello munito.

  2. Ci difendiamo dagli assalti del mondo.

  3. entro non dobbiamo ammettere conversazioni vane che troppo disturbano gli affetti del cuore.

  4. Nella solitudine si dispone il cristiano per morire santamente.

  5. E per disporsi al giudizio del Signore.

 

 





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89     Ab 2,1.



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