Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il Terz'ordine di S. Francesco…
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IL TERZ'ORDINE DI SAN FRANCESCO E L'ENCICLICA DEL PONTEFICE LEONE XIII

XXVIII. La Porziuncola o Santa Maria degli Angeli

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XXVIII.

La Porziuncola o Santa Maria degli Angeli

  [179]La Porziuncola, o Santa Maria degli Angeli, è la chiesuola che i religiosi di san Benedetto donarono a san Francesco. È la prima chiesa dell'Ordine. Francesco, essendo moribondo, la raccomandò vivamente ai suoi frati. In questa chiesa Francesco ottenne una grazia insigne in prò dei poveri peccatori. Il nostro autore così lo espone213: "Poiché i lumi particolari che il sant'uomo riceveva nell'orazione gli scoprivano lo stato infelice dei peccatori, deplorava la loro cecità, e penetrato di un affetto di compassione, pregava sovente per essoloro. Una notte mentre con gran fervore di spirito stava chiedendo a Dio la lor conversione, fu avvisato da un angelo che se ne andasse in chiesa, dove trovati avrebbe Gesù Cristo e la sua santissima Madre, [180]accompagnati da una moltitudine di spiriti <celesti> 214. Rapito dalla gioia, subito vi andò e si prostese per rendere i suoi omaggi alla maestà del Figliuolo di Dio, il quale così gli disse: Francesco, il zelo che tu e i tuoi frati avete per la salute delle anime fa che ti sia permesso di chiedere qualche cosa a beneficio loro e a gloria del mio

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nome. Francesco, in mezzo alle meraviglie che lo rapivano, fece questa orazione: Padre nostro santissimo, vi supplico, benché io sia un miserabile peccatore, di aver la bontà di concedere agli uomini che tutti quelli i quali visiteranno questa chiesa ricevan un'indulgenza plenaria di tutti i loro peccati dappoiché se ne saranno confessati dinanzi a un sacerdote, e prego la beatissima Vergine vostra Madre, avvocata dell'uman genere, che colla sua intercessione me la faccia ottenere. La beatissima Vergine intercedette e Gesù Cristo pronunciò queste parole: Francesco, la grazia che tu mi chiedi è grande, ma sappi che ne riceverai ancora delle maggiori; ti concedo pertanto l'indulgenza che mi domandi, nulladimeno voglio che vadi a trovare il mio Vicario, al quale ho data la podestà di legare e di [181]sciogliere, e che gli facci215 la petizione delle medesime indulgenze. I compagni del santo, che erano nelle lor celle, intesero ogni cosa, videro una gran luce che riempiva la chiesa e le schiere degli angeli, ma un rispettoso timore non permise loro d'avvicinarvisi".

  Il giorno seguente Francesco si recò dal pontefice a Perugia e ottenne la conferma a viva voce e già partivasene, quando il papa chiamollo dicendo: "Dove andate, uomo semplice? Qual testimonianza avete voi di ciò che ora vi abbiam conceduto?". "Santo Padre -- rispose Francesco -- mi basta la vostra parola; se questa indulgenza216 è opera di Dio, egli stesso la renderà manifesta. Gesù Cristo, la sua santissima Madre e gli angeli ne siano notaio, carta e testimonii, non cerco altro <atto> autentico". Avevagli detto il pontefice: "Noi vi concediamo l'indulgenza che ci chiedete, per tutti gli anni in perpetuo, ma solamente per un giorno naturale, cioè da una sera, compresa la notte, fino alla sera del giorno seguente".

  Intanto erano trascorsi due anni e non si era ancor determinato questo giorno. Francesco aspettava che Gesù

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Cristo, autor della grazia, la dispensasse,[182] né la sua aspettativa restò delusa. Ecco in qual maniera avvenne la cosa: "Al principio dell'anno 1223 stando Francesco una notte in orazione nella sua cella di Santa Maria degli Angeli, il tentatore, come per benevolenza, gli suggerì di non vegliar tanto e di non far tanta orazione, ma di far piuttosto altre penitenze, perché nell'età in cui si trovava il sonno gli era assolutamente necessario e il vegliare avrebbegli cagionata la morte.

Avvedutosi della malizia del demonio, se ne va nel bosco, si getta nudo in un cespuglio di spine e tutto a sangue si mette, dicendo a se stesso: È ben meglio a me soffrir questi dolori con Gesù Cristo, che seguir i consigli d'un nemico che mi lusinga. Allora fu circondato da una gran luce, per mezzo di cui vide quantità di rose bianche e d'altre rosse, benché fosse il mese di gennaio in un inverno assai rigido. Quest'era un effetto dell'onnipotenza di Dio, il quale217 cangiati aveva i cespugli pungenti in altrettanti roseti, che si conservaron di poi sempre verdi e senza spine. Gli apparve nel medesimo tempo una gran truppa di angeli che gli dissero: Francesco, presto, andate in chiesa, [183]perché vi è Gesù Cristo colla sua santissima Madre... Francesco venne e pregò: Padre nostro santissimo, Signor del cielo e della terra, Salvatore dell'uman genere, degnatevi per la vostra gran misericordia di determinare il giorno dell'indulgenza che avete avuto la bontà di concedere per questo santo luogo".

  Il Signore gli rispose che voleva che fosse dalla sera del giorno in cui l'apostolo san Pietro si trovò libero dalle catene infino alla sera del seguente, ed ebbe ordine di recarsi ancora dal sommo pontefice perché ne autenticasse il celeste favore. Il Vicario di Gesù Cristo in seguito a maturo esame confermò l'indulgenza. Di poi ordinò ai vescovi d'Assisi, di Perugia, di Todi, di Spoleto, di Foligno, di Nocera, e di Gubbio218 d'adunarsi il primo giorno del mese di agosto di quell'anno medesimo in Santa Maria degli Angeli, per pubblicarla.

 

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  Venuto il giorno prefisso, si elevò fuori la chiesa di santa Maria degli Angeli una vasta tribuna, alla quale salivano i vescovi e Francesco. Intorno intorno era assiepata una folla innumerevole di popolo. Francesco fu invitato d'entrare ed egli proferì un discorsofervido che pareva recitato [184]da un angelo in umana carne. Infine conchiuse: "Io voglio farvi andar tutti in paradiso. Vi annunzio un'indulgenza plenaria che ho ottenuta dalla bontà del celeste Padre e dalla propria bocca del sommo pontefice. Voi tutti che qua siete venuti quest'oggi con un cuor contrito, ben confessati e ben assoluti dal sacerdote, voi avrete la remissione di tutti i vostri peccati; così ancor tutti quelli che verranno ogni anno colle medesime disposizioni. Veramente io desiderava che questa durasse otto giorni, ma non ho potuto ottenerlo".

  In questo modo fu pubblicata la celebre indulgenza, e per provvedere alle brame instanti dei popoli cristiani il gran privilegio fu esteso poco a poco a tutte le chiese dell'Ordine, ed oggidì a molte chiese altresì funzionate dal clero secolare. In questo modo Iddio, grande nella sua misericordia, manifesta la pietà sua in verso de' suoi fedeli cristiani.





p. 207
213 Di nuovo L'A. si riferisce a C. Chalippe, Vita di s. Francesco (pp. 265-266); cfr. nota 203.



214 Per l'integrazione cfr. C. Chalippe, Vita di s. Francesco, p. 265.



p. 208
215 Originale: farai; cfr. C. Chalippe, Vita di s. Francesco, p. 266.



216 Originale: parola; la quale indulgenza; anche per la successiva integrazione cfr. C. Chalippe, Vita di s. Francesco, p. 267.



p. 209
217 Originale: i quali; cfr. C. Chalippe, Vita di s. Francesco, p. 296.



218 Originale: Fubbio; cfr. C. Chalippe, Vita di s. Francesco, p. 298.



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