Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Vieni meco - 1913
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VIENI MECO PER LE SUORE MISSIONARIE AMERICANE IN USO NELLA CONGREGAZIONE DELLE FIGLIE DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA IN COMO (1913)

XXVIII. SUORE POVERE E CONGREGAZIONE RICCA

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XXVIII.

SUORE POVERE

E CONGREGAZIONE RICCA

 

Non vedete contraddizione? Le monache aprano un po' il loro cuore e ne analizzino gli affetti ed i desideri loro. Protestano di essere povere, ma, se loro capita una larga beneficenza, ne fanno festa e dicono: «Questo è per rinforzare i polmoni della povera congregazione», e ne depositano le somme . Le povere monache hanno una certa propensione alla povertà; ma, se hanno qualche sommetta di debito, non vorrebbero sentirne la seccatura dei poveri creditori e far buona figura sempre.

[52]Ma, figlie benedette, credete che questo costituisca la - 786 -santità della beatitudine dei poveri di spirito? Professarsi povere sol quando nulla vi manca e al suon di campanello avete gli agi del vivere e del dormire, questo non vi fa perfette nella virtù.

 Che farete dunque? Vivete di fede e quanto avete datelo ai poveri, così dice Gesù Cristo, e voi sarete perfette26. Mi ricordo che il venerabile don Bosco insinuava: «Bisogna andare avanti come le vaporiere, facendo puf puf».

E voi non avete <fatto> cento esperimenti pratici che, quando dal niente affittate una o poche stanze, allora crescono e moltiplicano? Ma quando nelle fondazioni ci entrano le misure umane e l'aiuto del braccio dell'uomo, allora pare che la mano della divina Provvidenza si raccorci e dica: «Non sono io sola, la Provvidenza santa, che opera; insieme v'ha la mano umana che sparge un po' di polvere d'oro[53] e questo mi sale all'occhio e mi molesta». Voi obietterete: «Non è anche in questo contraddizione? Rifiutare gli strumenti della Provvidenza?». E vi rispondo che buono è valersi con retto fine delle persone e dei capitali loro. Ma è molto meglio trarre fondazioni dal poco o nulla, confidando sovrattutto in Dio. Nel caso pratico, obbedite alle vie della Provvidenza e a queste affidatevi, ma badate che è pericoloso operare altrimenti. Potreste a poco a poco cadere sotto il peso delle minacce del Signore, che dice: «Maledetto l'uomo il quale confida nell'uomo»27. L'abbiamo ripetuto a iosa: se volete che la congregazione intisichisca, fate che divenga ricca. Le agiatezze e le ricchezze maggiori o minori, che si appetiscono come la polvere dalla serpe, forniscono veleno che ammorba. Lungi da voi il pericolo di morire. Proponete così: monache povere[54] e congregazione povera; questo ci scanserà dal fisco o sia dai governi gelosi. Monache povere di congregazione più povera, voi canterete i salmi: «Beati immaculati in via... beati pauperes spiritu... perché è scritto che per costoro è disposto il regno dei cieli»28.





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26 Cfr. Mt 19, 21.



27 Ger 17, 5.



28 Sal 118, 1; Mt 5, 3.



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