Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Vieni meco...
Lettura del testo

VIENI MECO LA DOTTRINA CRISTIANA ESPOSTA CON ESEMPI IN QUARANTA DISCORSI FAMIGLIARI

Parte prima <LA FEDE>

Ottavo articolo del Simbolo Lo Spirito Santo a mo' di acqua di fiume nella persona di Pietro apostolo ed a modo di zeffiro di vento nella persona di Pio ix pontefice massimo

«»

[- 301 -]

Ottavo articolo del Simbolo

Lo Spirito Santo a mo' di acqua di fiume

nella persona di Pietro apostolo ed a modo

di zeffiro di vento nella persona di Pio ix

pontefice massimo

  1. [72]Venite e vedete meraviglie celesti. Un'acqua che scende dal cielo e che allaga benefica per tutta la terra. Lo Spirito Santo Iddio, come il Padre e come il Figliuolo, è in san

 - 302 -

Giovanni, c<apitolo> 7, paragonato così: "Chi crede in me, siccome dice la Scrittura, sentirassi scorrere dal ventre suo fiumi di acqua viva. Questo lo disse alludendo allo Spirito che riceverebbero quelli che avrebbero creduto in lui"77. E nello stesso san Giovanni, c<apitolo> 3, è scritto: "Lo Spirito dove vuole spira, e tu ascolti la voce di lui ma non sai donde venga o dove vada; così è ognuno il quale è nato dallo Spirito"78. Ecco l'acqua dal cielo che benefica. Confrontiamo l'effetto di quest'acqua spirituale nella persona di Pietro apostolo. Vediamo l'effetto di questo vento celeste [73]nella persona di Pio ix, pontefice massimo, e confortiamoci ad ammirare i doni ineffabili dello Spirito Santo Iddio. Confortiamoci ad adorare profondamente la terza Persona della Trinità augustissima.

  2. Lo Spirito Santo si paragona, al luogo citato, ad un'acqua che discende dal cielo, che si raccoglie in fiume, che percorre a tutte le parti della terra. Un cristiano che ha ricevuta in copia la carità dello Spirito Santo e che, come fuoco, la si sente infiammare nel cuore, può egli contenersi? Deve necessariamente espandersi. E chi sentesi avere una copia di acqua celeste, vasta come un lago, deve necessariamente emettere e fiumi e rigagnoli a tutte parti. Osservate Pietro. Era il della Pentecoste, o dieci giorni dacché Gesù era asceso al cielo. Improvvisamente s'ascolta un vento e poi un terremoto soave e poi tante lingue in forma di fuoco segnate dallo Spirito Santo che già era apparso, e poi un ardore sommo sentonsi gli apostoli e Pietro in particolare. Erano ricolmi della grazia dello Spirito Santo. [74]Subito Pietro sentissi forzato a spargerne copia a guisa di fiume a quei di Gerusalemme. Uscì dunque a predicare e per la prima volta convertì tremila persone, e in altra predica dopo mezzodì altre cinque mila. Indi progredì come acqua di onda maestosa a versarsi a tutti gli angoli della terra. Da Gerusalemme e da Palestina venne all'Asia Minore, e dall'Asia all'Europa e pose sua sede in Italia, a fine di espandere poi da Roma di continuo la copia

 - 303 -

delle acque di Spirito Santo che in sé aveva. La copia di quell'acque celesti di Spirito furono abbondanti, scorsero con impeto e non mancarono più mai. Quale consolazione! Si opponevano bensì alla predicazione apostolica i giudei con rabbia e con invidia viva, i gentili con pazzo furore. I tribunali delle genti, i ministri falsi delle divinità, i filosofi ed i politici macchinavano in contrario. Satanasso infuriava e per oppugnar l'opera apostolica armava in terra i suoi ufficiali, gli uomini più tristi, ma non valse. [75]E voi quando siete chiamati ad un'opera di bene, subito vi stancate alle prime contraddizioni? Segno che non vi siete meritata copia di carità santa. Osservate qui come l'apostolo spargeva a fiumi e poi a rigagnoli l'acqua di fiume a tutta la terra! Egli predicava in pubblico quando poteva, e allora otteneva che la grazia scorresse a fiume. Ma quando non poteva a molti, ragionava di Gesù Cristo per istrada a quelli che incontrava. Entrava in una famiglia per proporre il santo Evangelio del divin Salvatore, e allora versava acqua di grazia celeste a rigagnoli. Così divideva a tutti, secondo l'opportunità, i doni del Signore. Oh come bene anche noi potremmo per istrada e nelle case, ai parenti ed ai vicini, ai nostri ed ai forestieri dire ad ogni occorrenza una parola di buon esempio per far bene alle loro anime! Forse noi valiamo sì poco anche in atto di parlare perché discorriamo con cuore freddo. Le parole di Pietro erano un fuoco. I suoi discorsi una battaglia. Il suo ragionare [76]un torrente che rompeva tutti i sofismi. Leggiamo nella Scrittura che i filosofi e dottori dell'ebraismo nemmeno potevano resistere alla eloquenza di Stefano, pensate se mille filosofi umani avrebbero potuto resistere all'eloquenza di Pietro, principe apostolico. Ma egli era ben disposto a ricevere le grazie dello Spirito Santo. Desiderò vivamente di occuparsi in pro delle anime. Pregò di cuore nel cenacolo e vi aggiunse alla preghiera il digiuno. Per questo le acque di Spirito Santo scesero in lui nella copia che avete inteso. Né sol ciò, ma lo Spirito Santo conferì a Pietro il dono dei miracoli, il dono delle profezie, il dono delle lingue, il dono di vedere nei cuori umani; Pietro parlava in un linguaggio ed era inteso da ascoltatori di ogni lingua differente, Pietro guariva gli ammalati e

 - 304 -

risuscitava i morti. L'ombra di Pietro, in passare, essa sola bastava per guarire qualsiasi infermo si fosse trovato . Poi comandava agli elementi, acquetava le tempeste, faceva tacere le bufere, imponeva ai serpenti, era visitato dagli angeli e otteneva che lo liberassero [77]dal carcere e dai pericoli. Questo e meraviglie consimili sono un saggio dei prodigi che operava Pietro con l'aiuto dello Spirito Santo.

  Consolatevi, o fratelli. Lo stesso Spirito che animò Pietro opera oggidì nei fedeli della Chiesa. Credetelo: quando è necessario per la gloria di Dio e per la salute delle anime, lo Spirito continua i suoi miracoli. Forseché sono cessati i miracoli oggidì? Basta aprire gli occhi e vedere. Proseguiamo il nostro confronto. Gli occhi nostri in lagrime hanno veduto scomparire una maestà veneranda, la quale con la sua destra pareva sostenere il mondo che non crollasse. Chi fu quella figura? Fu la persona venerabile del pontefice sommo Pio ix.

  3. In san Giovanni lo Spirito Santo è paragonato ad un zeffiro di vento che fa udir sua voce ma non si sa dove venga o dove vada. Udite. Erano i giorni nei quali Napoleone osava porre le mani addosso al santo pontefice Pio vii e condurlo prigioniero nello esiglio di Francia. Allora un fanciulletto di Sinigaglia correva mesto per [78]dire alla contessa madre: "Oh! Preghiamo per il pontefice!" E passeggiando poi in mesto pensiero cadde in una corrente. "Chi mi salva?", gridò il fanciullo. E salvollo il suo angelo benedetto. A 15 anni udì qual zefiro di venticello la voce di consacrarsi ai servigi del pontefice e venne, ma il Vicario del Signore profetò gran cose su di lui, e mirandolo intese la voce che gli suggeriva di farsi sacerdote e obbedì, ma a 22 anni lo colse un male apopletico. Sentì l'ispirazione di far ricorso alla Vergine e venne a Loreto. In questo santuario la Madre del Salvatore gli fece intendere: "Tu sei salvo". Fu dunque sacerdote. Diceva allora: "Potessi io abbracciarmi alle anime dei figli, che son tanto care a Gesù salvatore!". Fu esaudito anche in ciò e ottenne di essere, in un istituto pio, padre ed amico ad ottocento fanciulli. Ma ecco un vento che si fa udire novellamente. Il pontefice Gregorio Xvi vuole che il sacerdote nostro si rechi ad una missione nelle republiche d'America meridionale. Anni di poi la stessa

 - 305 -

voce lo richiama ed egli si affretta ai figli suoi in [79]Roma. Come è bello lasciarsi guidare dallo Spirito del Signore! Siamo noi pronti ad obbedire alle celesti ispirazioni? Imitiamo lo Spirito di Dio con eseguire così prontamente? Proseguiamo. Chi avrebbe detto che quel fanciullo, ai 15 anni ed ai 22 riputato incurabile, addivenisse poi grande nella Chiesa? Eppure lo fu. Presto fu creato vescovo e di poi cardinale, finché la Cristianità fu immersa in lutto profondo. Piangeva la morte del sommo pontefice Gregorio xvi. Quand'ecco una colomba, figura dello Spirito Santo, viene <a> posarsi sul capo del cardinale Giovanni Maria Mastai Ferretti. Il sacro conclave lo acclama pontefice ed egli assume il nome di Pio ix. Sorrise la Cristianità e sclamò: "Viva Pio ix! Viva Pio ix!". I buoni non cessarono di applaudire per trentatré anni, finché visse a governar la Chiesa del divin Salvatore. I popoli accorsero a lui dall'Europa, dall'Africa, dall'Asia e dall'America. Si trovò chi, pervenuto con vivissima brama, si pose a fissar lo sguardo in quel volto angelico e poi sentì di non partirsene più mai. Taluno [80]si dice morisse di contento sommo. Principi e popoli andavano a gara per versare in sue mani i propri tesori. Tanto buono fu Pio ix. I fanciulli correvano a<i> suoi piedi e l'invocavano, le madri gli porgevano i bambini a benedire e i popoli con osanna applaudivano al suo passaggio come ad un personaggio salvatore. Sì buono fu Pio ix. Risparmiava dal vitto, risparmiava dal vestito e diceva a tutti: "Procurate che nessun poverello gema, procuriamo di soccorrere a tutti". Venivano i vescovi e guardando in volto a quel personaggio biancovestito sclamavano: "Tu es Petrus"79, e piegavano riverenti il ginocchio, come al cospetto di un angelo. Allora il pontefice elevavasi in trono di alta maestà ed alla Vergine prodigava onore non mai veduto: il dogma della immacolata Concezione. Ai giusti che erano morti concedeva aureole di splendore, gli onori degli altari. E rivolgendo formidabile lo sguardo agli inimici, imitava la potenza dell'angelo contro a Sennacherib e conquidevali. Gridava: "Non possumus- 306 -, non possumus. Non possiamo aderire alle proposte [81]di ingannatori. Anatema, anatema ai nemici della fede!". In far questo, oh quanto dolevagli il cuor di padre! Stando a vista dell'anfiteatro diceva: "Questo che un era un circolo che riceveva il sangue dei martiri, adesso è diventato la coppa che riceve le nostre lagrime". Intanto rivi di lagrime giù scendevangli dalle gote. Ma lo Spirito del Signore rianimavalo. Allora rivolgevasi ai vescovi congregati e diceva: "Un sol Dio ed un sol pontefice. Il Vicario del divin Salvatore in terra è infallibile nell'additare la via del paradiso. Dirigete lo sguardo a me. Chi guarda il Vicario del Signore vede in volto a Gesù Cristo che salva". Per ultimo disse: "La terra è mia ed io la dono a voi. Mia è l'Europa, mia l'Africa. L'Asia e l'America e l'Oceania è mia. Andate e predicate il Vangelo di Gesù Cristo a tutta la terra". Dopo ciò lo Spirito del Signore disse allo spirito del massimo Pio che riposasse pur dalle sue fatiche, ed egli si adagiò in grembo alla madre, la terra. Ma non lascia di [82]operare. Lo spirito di Pio, aiutato dallo Spirito di Dio, operò prodigi nel corpo vivente di lui pontefice. Lo Spirito Santo del Signore opera prodigi ancora sopra la salma del pontefice defunto, e così è vero che lo Spirito del Signore è somigliante ad un zeffiro di vento che voi ben ascoltate ma che non sapetedove venga né a qual parte di diriga. Così è di tutti quelli che sono nati dallo Spirito80.

  Quale consolazione! Un'acqua che si diffonde in fiumi a tutta la terra, ecco lo Spirito Santo nella persona di Pietro apostolo. Un vento che spira misterioso e che opera con segreto mirabile, ecco l'effetto dello Spirito nella persona del pontefice sommo Pio ix. E notate. Lo Spirito Santo fu ed è il medesimo in ogni tempo. E poi dite che non è consolazione altissima esser seguaci del pontefice che è guidato dallo Spirito del Signore. Anzi è scritto che ognuno il quale si lascia guidare dallo Spirito di Dio81 compie, secondo il bisogno, le meraviglie dello Spirito del Signore.

 

 - 307 -

Riflessi

  1. [83]Si dimostrano gli effetti dello Spirito Santo nella persona di Pietro a modo di fiume che percorre la terra. Nella persona di Pio ix a modo di un zeffiro di vento.

  2. Caratteri di un fiume che percorre nella persona di Pietro apostolo.

  3. Caratteri di un venticello che spira nella persona di Pio ix, pontefice sommo.





p. 302
77     Gv 7, 38s.



78     Gv 3, 8.



p. 305
79     Mt 16, 18.



p. 306
80     Cfr. Gv 3, 8.



81     Rm 8, 14.



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 EuloTech SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma