Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
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VIENI MECO LA DOTTRINA CRISTIANA ESPOSTA CON ESEMPI IN QUARANTA DISCORSI FAMIGLIARI

Parte prima <LA FEDE>

Duodecimo art<icolo> del Simbolo

I. La vita eterna

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Duodecimo art<icolo> del Simbolo

I.

La vita eterna

  1. [110]Gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni quando giunsero sul Taborre al cospetto di Gesù trasfigurato dissero in estasi di giubilo: "Che gran bella cosa per noi ad essere qui"97. Siamo venuti noi stessi a vista del paradiso. Guardiamo entro: oh come è bello trovarsi a vista del paradiso! Chi non sol vide ma vi entrò, benché per breve istante e in ispirito, sclamava poi come un attonito: "Io non so se con il corpo o senza il corpo, ma fui portato in cielo e vidi il mistero dell'Altissimo98, vidi ed ammirai". No, no: in terraocchio videorecchio intese quello che è in cielo. O cielo, o bel paradiso, che sei tu dunque?... Lo so, lo so, per quanto mi insegna Chiesa santa, il paradiso è la vita eterna. Io vo' considerare di questa vita le proprietà beate. Da parte i preamboli. Incominciamo subito.

  2. [111]Il paradiso è vita ma non qualsiasi. La vita di quaggiù al confronto della vita di paradiso è come il lutto al confronto della gioia. Nol ricordate già che i cristiani danno il nome di vita a verun altra che a quella nella quale un cristiano entra dopo il transito da questa terra? In paradiso solamente è la vera vita. Però è scritto che in cielo non è più né lutto o tristezza o duolo di sorta99. Questi patimenti son propri della vita in terra ed or son passati. L'Agnello che siede in trono dice: "Ecce nova facio omnia"100. Qui son cose nuove, liete e gioconde. Che dite or voi? Reputate gran ventura quando un personaggio goda salute e prosperità, ma reputate pur più lieta lassù un'anima la quale è in paradiso, perché invero è felicissima. Scorgetene sol la casa che abita. È la casa del paradiso,

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che vuol dire casa ampia, atta101 a contenere tutti gli angeli che son sì numerosi, tutti i santi che quotidianamente e da sei mila anni ascendono da quaggiù. È casa ben ordinata perché ognun gode in proporzione del merito che ci si è acquistato. [112]È casa ricca perché ivi è la casa del paradiso, è casa ornata perché è il palazzo del sovrano del cielo e della terra. E tu, anima mia, a trovarti in questa casa, a spaziare per quelle estensioni interminabili, a godere in quella reggia beata! In riguardare al sole che spuntando indora quaggiù il vertice dei monti, o in veder la luna che inargenta la terra o le stelle che rifulgono a mo' di gemme nel firmamento, noi ne godiamo tuttodì. Ma questa che osserviamo noi è la volta del paradiso celeste che ci aspetta. Quanti compagni in quella beata sede! Angeli che sono puri spiriti, santi che son passati da qui e che or cingono un'aureola di gloria e che tengono sulla destra o la palma del martire o il giglio del vergine. Che gioia ad incontrarsi nella persona degli apostoli, i padri nostri nella fede. Che contento in veder l'aspetto venerando dei patriarchi e dei profeti, dei regi santi, di tutti <i> giusti dello Antico Testamento. Che giubilo scorgere la gloria che inonda i nostri confratelli, i martiri confessori, i vergini. Tripudieremo in trovarci uniti a quei fratelli [113]che hanno abitato con noi nella stessa casa, in questa stessa Chiesa, che hanno sudato in coltivare i medesimi campi! Ci abbracceremo a quel padre che dopo averci fatto entrare in famiglia ci provvide102 con tanta cura, a quella madre che ci amò con tanto cuore. Poi ci abbracceremo riverenti a Maria benedetta. Io non so dirvi quanto godremo in trovarci con la immacolata Vergine, ma godremo altamente in scorgere che ella è la madre di Gesù e la corredentrice nostra. E sarà dessa che, come la più vicina a Gesù, ci presenterà al trono del Padre che ci ha creato, del Figlio che ci ha redenti, dello Spirito Santo che ci santifica. E , dinanzi a quel trono di maestà, che faremo noi? Il mio senso sviene, il mio intelletto si ottenebra. Mosè disse un al Signore: "Che

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io vegga il vostro volto". E Dio al suo servo rispose: "Nessuno può vedermi e poi vivere ancora"103. Ma quando nondimeno Mosè fu degnato di vedere non so qual luce della divinità sacrosanta, Mosè per quaranta giorni, e per fino a che durò la visione, non [114]bisognò di cibo o di bevanda veruna. E quando venne incontro al popolo, il volto di Mosè risplendeva come un sole. Gli ebrei sentivansi nel viso abbarbagliar gli occhi come al fulgore dei raggi di sole, cari sì ma troppo cocenti. Or ditemelo voi: che sarà veder Dio?... Che sarà stargli incontro faccia a faccia? Santa Caterina da Siena, quando fu rapita in estasi a vedere il cielo e poi che cessata l'estasi trovò di essere ancora in terra, non poteva trovar consolazione che con dire: "Paradiso! Paradiso! Quando ti vedrò per sempre?".

  La vita del paradiso è vita di pieno giubilo spirituale. Consideratela ancor meglio. La mente del giusto spazia nella immensità dei cieli. Il cuore dei giusti arde come una fiammella santa. La memoria dei giusti ricorda con affetto indescrivibile i patimenti sofferti e poi sclama in giubilo giocondissimo: "Beate le afflizioni che mi hanno procacciato godimentoalto". Poi il corpo nostro anch'esso sarà un splendido, sarà cinto di immortalità, sarà agilissimo a percorrere da luogo a luogo,[115] sottile a penetrare ovunque, sarà insomma glorioso come il corpo santissimo del Redentore risorto da morte. E quella gloria e quella gioia saranno eterne. Felicissimo pensiero! Ripeteranno i beati: "Siamo qui e vi staremo per sempre". Bontà ineffabile del mio Dio! Per pochi patimenti sofferti e di breve durata, ora si ha in compenso il paradiso eterno. Per sessant'anni di vita faticosa e rassegnata, sessanta secoli di beatitudine e poi sessanta mila altri secoli e sessanta milioni di secoli, e poi il gaudio sempre eterno e sempre vivo. Sì, sì, il gaudio sarà sempre nuovo e sempre crescente. Gli alleluia e le benedizioni e le lodi di pace, di ringraziamento e di amore risuoneranno perennemente. E Dio fino in sempiterno farà intendere la sua voce: "Ego ipse consolabor vos. Io,

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io sarò la vostra consolazione"104. Dio non muore mai. Nemmeno muore la creatura che egli ha fatto nascere a sua somiglianza. E i giusti godranno della vista di Dio. Fratelli miei, vi piace questa vita?... Sì, perché è beata. La volete? Sì, perché è necessaria. [116]Ebbene vivete quaggiù della vita del Signor nostro Gesù Cristo. Dolori alla mente, dolori al cuore, dolori alla memoria, dolori al corpo e poi dolori sopra dolori; perché Gesù crocifisso viva in noi, abbiamo bisogno di vivere addolorati per bruciare il fuoco delle passioni. Dimoriamo sempre accanto a Gesù crocifisso. E ci benedica il cielo perché possiamo dire come Paolo: "Vivo io, ma non sono io che vivo, è Gesù Cristo che vive in me"105. Abnegazione vuolsi, o fratelli, abnegazione, abnegazione. Chi avrà vinto se stesso otterrà che Dio lo faccia vivere106 nel regno suo.

Riflessi

  1. La vita eterna.

  2. Caratteri della vita beata che godono i giusti in paradiso con Dio.





p. 321
97     Mt 17, 4.



98     Cfr. 2 Cor 12, 3s.



99     Cfr. Ap 21, 4.



100   Ap 21, 5.



p. 322
101   Originale: alta; cfr. ed. 1928, p. 130.



102   Originale: provvede.



p. 323
103   Es 33, 20.



p. 324
104   Is 51, 12.



105   Gal 2, 20.



106   Originale: vedere; cfr. ed. 1928, p. 134.



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