Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
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VIENI MECO LA DOTTRINA CRISTIANA ESPOSTA CON ESEMPI IN QUARANTA DISCORSI FAMIGLIARI

Parte terza LA CARITÀ COMANDAMENTI DELLA LEGGE DI DIO

Ottavo comandamento Satanasso fu bugiardo ed omicida fino a principio

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Ottavo comandamento

Satanasso fu bugiardo ed omicida

fino a principio206

  1. [237]È una furia la quale percorre nel mondo e semina dappertutto il sangue e la morte. La furia esce dallo abisso infernale. È tutta cinta di tenebre per nascondersi, o si copre con ammanto di virtuosa per non apparire maligna. Talora emette manifestamente un vulcano di fuoco, tal altra sparge intorno un veleno di rabbia pessima, un veleno di invidia roditrice. La furia infernale si chiama anche con il nome di Satana. È quello spirito maligno che fino a principio fu traditore bugiardo ed omicida esecrando. Apparve in figura di guida generosa e disse ad Eva: "Se tu mangi di questo frutto, tu addiverrai sapiente al pari dello Altissimo". Menzogna scellerata! Ma Eva per credere a Satana si ribellò al suo Creatore. Per questo reato di iniquità pessima, la morte entrò nel mondo207. [238]Ah quanti ancora fa morire oggidì la furia maligna della lingua della menzogna! Vediamo subito e preghiamo Dio che da tanta iniquità ci scampi sempre.

  2. Il demonio, che fu il bugiardo e l'omicida fino a principio208, continua ancor oggidì la sua opera di distruzione. Consideriamo il modo con cui procede Satana. Aspettò, il maligno, che Eva nelle ore del pomeriggio uscisse in ozio attraverso al giardino. Eccola la prima insidia. La donna fu causa della caduta dell'uomo. La donna è ancor quella che oggidì fa prevaricare l'uomo. La lingua della donna è spesso un sepolcro spalancato. Molto più quando la donna lasciasi dominare dalle sue passioni di gelosia o di invidia o di ira. Dice il Signore: "Meglio è abitare con i serpenti del deserto che con donna rissosa"209. Le iniquità che fa commettere la

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lingua maledica di donna cattiva riempiono210 la famiglia e il vicinato di discordia e di disordine. Per mezzo della donna il contagio si comunica all'uomo. Questi alla sua volta si vale dello ingegno maggiore, [239]del proposito anche più franco, e così cagiona alla famiglia, alla città, alla nazione, al mondo cristiano un colmo di tanti mali che appena si possono credere dai buoni. Ripassate le memorie dei patimenti della Chiesa di Gesù Cristo. È sovente che le guerre, le persecuzioni, le morti sono avvenute sempre dietro impulso delle lingue calunniatrici e malediche.

  3. Facciamoci ad osservare l'arte più maligna che in questo proposito adoperò Satana. Tentò di superbia Eva, e per essa Adamo, dicendo: "Se mangerete di questo frutto vi farete simili allo Altissimo"211. Il demonio continua la stessa tentazione infra noi. Scorgete con quegli occhi che recate in fronte. Satanasso, a mezzo de' suoi ministri, gli uomini pessimi, ha detto: "Son tutti eguali gli uomini, com'è possibile che l'uno possa e debba comandare all'altro? L'uomo ha la sua ragione e questa gli basta per tutto". E qui incomincia un vocabolario di insolenze contro al pontefice sommo, il Vicario di Gesù Cristo. Seguono volumi di calunnie spudorate contro ai militi forti, gli Ordini [240]religiosi che da gagliardi mettono innanzi il proprio petto in difesa della verità. I sacri ministri poi ed i fedeli seguaci del Salvatore li scagliano nel fango dell'abbandono, dell'improperio, dello insulto manifesto. "Calunniate, calunniate, che qualche cosa rimane attaccato sempre". È il programma di quell'alto ministro di Lucifero che fu Voltaire. Intanto si adulterò la storia, intanto si abusarono delle scienze, delle arti, della lingua, dell'industria per gettare il discredito intorno alla religione. Che ne avvenne? Il popolo cominciò a guardare con indifferenza, molti crederono, e intanto la Chiesa del divin Salvatore è come una derisa, che a guisa di Gesù Cristo sta sofferente al cospetto degli iniqui calunniatori. E poi dite che il male delle stampe

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cattive non è assai! E poi confermate che poco possono in danno della fede i discorsi dei prevaricatori tristi! Non vedete come la morte è entrata a far strage di tante anime? E chi assicura che la morte non abbia a degenerare in pestilenza e che non ammorbi i più di noi? Guardatevi pertanto dalle male lingue.

  4. [241]E quando si scorgano212 le furie maligne? Facilmente si scorgono nell'ozio dei fannulloni. Satanasso aspettò che Eva venisse all'ozio del pomeriggio. Gli antichi ricordano con discredito il nome dei sofisti. Questi erano uomini che a nulla erano capaci più che a mormorare. Sedevano nelle piazze e da mane a sera si occupavano a discorrere, intorno ai fatti ed alle persone d'altrui, il peggior male che mai avessero potuto. Sofisti che attendono per criticar tutto e dir male di tutti, oh quanti si trovano ancora oggidì. Sono i fannulloni nelle piazze. Sono molti che siedono inutilmente al banco di molte scuole e di molti negozi. Sono molti infra loro che godono immeritamente un posto d'onore nel paese e che adoperano il proprio ingegno per tribolare gli innocenti. Dice lo Spirito Santo che l'ozio insegnò molta malizia213. E voi guardatevi dalle conversazioni vane, guardatevi da quelli che, non avendo occupazione, hanno cura soverchia di trattare intorno agli affari altrui.

  5. Intanto qual danno non arrecano questi detrattori satanici? Appunto arrecano [242]quel danno che a principio apportò Satanasso. La discordia nelle famiglie, la perdita degli impieghi, il lucro cessante e il danno emergente dei pubblici traffici. Ne vengono in danno tante lagrime degli innocenti oppressi, e tante desolazioni e tante stragi di malattie e di guerre e di morti quante pur troppo scorgiamo sulla misera società. Or che cosa è scritto? Non ha dubbio che in questo proposito continua la sentenza che è tradotta in massima comune dai santi Padri: "O restituzione o dannazione". Ma si trova chi avendo ingiuriato si provi a riparare? Oh quanto

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pochi vi pensano! Quanti che nemmeno si persuadono ammoniti. Sicché muoiono gli infelici. Muoiono con quel peso enorme di iniquità che tutto li ricopre.

  6. I discorsi pessimi son come quel sasso che staccatosi dal monte apre una frana che si precipita nelle acque di un lago già sereno, e che lo sobbissa e l'intorbida. È come quella scintilla di fuoco che appiccatasi alla paglia incendia tutta la casa. Chi avrebbe creduto che un Achitofello vile avesse potuto persuadere Assalonne [243]a ribellarsi al padre, l'ottimo re Davide, e venirgli incontro con armata forte? Pure l'ottenne. Gli scribi e i farisei erano sì pochi al confronto delle masse sterminate di popolo. Pure ottennero che il Salvatore fosse condotto sul Calvario in croce. Così ne vennero agli apostoli le prigionie e la morte, così ai martiri santi quel colmo dei loro patimenti acerbi. Una calunnia che gli olandesi nel Giappone sparsero a carico dei mercanti di Portogallo bastò perché insorgesse una fiera persecuzione contro a tutti i cristiani di quei confini.

  7. Fra gli antichi greci era questo tribunale nell'isola di Tenedo. A quel luogo conducevasi l'accusato e lo si convinceva del delitto di calunnia. Al fianco del giudice stava poi un carnefice in atto di vibrare un colpo di spada, perché il detrattore riputavasi che tosto si dovesse levar da vita come un appestato. Gli antichi radevano il capo ai calunniatori e costringevanli poi a condurre per le vie della città un cane rognoso. Oggidì il torrente della maldicenza ha rotto ogni [244]argine, ha invaso ogni ordine di cittadini. Non si trova più riparo di sorta... Chi scorge con occhio assennato geme in fondo al suo cuore e poi grida: "Dove adiamo? Dove andiamo noi?".

  8. Fratelli miei, un rimedio solo è in questo universale pericolo. Il rimedio ci è additato nei volumi di Scrittura Santa. Ivi è detto: "Perdonate e vi sarà perdonato"214. E più innanzi si insinua con sicurezza: "Non giudicate, che non sarete giudicati. Non condannate veruno, che nemmen Dio vi condannerà215". - 391 - E intanto inorridiamo per qualsiasi difetto di lingua. La sorella di Mosè, per certa sua leggerezza in censurare la persona di Mosè, non fu già castigata con una lebbra di sette ? E quei mormoratori che nel deserto presero a censurare o gli ordini o la persona dei condottieri Mosè ed Aronne, non furono in parte sepolti vivi? E non videro altri le fiamme discendere dal cielo e avvolgere tutto intorno e struggere i colpevoli? E chi siamo noi da erigersi a giudici dei fatti e delle persone? Oh, non è Dio lo scrutatore dei cuori".216, il giudice delle sue creature? [245]Uccidiamo il Satanasso della bugia. Dice il Signore: "Non porterai il testimonio falso contro del tuo prossimo"217. Scriviamo nel nostro cuore quel motto che per sé aveva Agostino. Scriviamolo ancor sulle pareti di nostra abitazione, come praticò lo stesso dottor pio: "L'uomo che ricordar brama degli spenti la fama, sappia che questa mensa cibo a lui non dispensa". Meriteremo allora che il Signore ci volga discorso di alta consolazione e che ci saluti dicendo: "Beato l'uomo che mai non cadde per fallo di lingua".

Riflessi

  1. Satanasso fu bugiardo ed omicida fino a principio.

  2. L'arte del demonio è di rovinar l'uomo a mezzo della donna.

  3. E con l'inganno di superbia.

  4. Si vale del tempo di ozio.

  5. La rovina poi che ne viene è di morte.

  6.  Incomincia spesso da piccola scintilla e poi si espande in incendio di fiamme.

  7.   Chi vi pon riparo?

  8. Guardiamocene noi. Non giudichiamo veruno e non saremo da Dio giudicati.

 

 





p. 387
206   Cfr. Gv 8, 44; ripetuto nel paragrafo 1.



207   Cfr. Rm 5, 12.



208   Cfr. Gv 8, 44.



209   Cfr. Pr 21, 19.



p. 388
210   Originale: riempie; cfr. ed. 1928, p. 266.



211   Cfr. Gen 3, 4.



p. 389
212   Nell'edizione 1883, p. 240: «trovano».



213   Sir 33, 28.



p. 390
214   Lc 7, 37.



215   Lc 6, 37.



p. 391
216   Sal 7, 10.



217   Es 20, 16.



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