Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
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VIENI MECO LA DOTTRINA CRISTIANA ESPOSTA CON ESEMPI IN QUARANTA DISCORSI FAMIGLIARI

Parte quarta I SANTI SACRAMENTI

Sacramento di Confermazione Al combattimento

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Sacramento di Confermazione

Al combattimento

  1. [255]Facciamoci a scorgere l'allegrezza che tutta innonda il popolo di un contado. Genitori che vestono a festa i proprii figli, sacerdoti che dal santuario del Signore ordinano le

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file dei proprii fedeli. Suonano festivi i sacri bronzi, e giù dal monte e lungo le valli processioni di popolo, e giovinetti pii e fanciulle divote si avanzano con gioia insolita. Che è dunque? Sono i figli di un popolo che accorrono per armarsi al combattimento. Scorgiamoli con attenzione e preghiamo di cuore che la grazia di Spirito conforti quelli e corrobori tutti noi.

  2. Il divin Salvatore disse un agli apostoli suoi: "La terra è mia ed io la dono a voi. Andate e predicate il mio Evangelo a tutta la terra". Meravigliarono gli apostoli e risposero: "Come potrebbero i filosofi e i giudici e i sovrani del mondo obbedire alla voce nostra?". Ai quali Gesù disse: "Voi ricevete dall'alto la virtù dello Spirito Santo... Voi opererete miracoli [256]ancor maggiori di quelli che avete veduto farsi da me222. Il mondo cadrà riverente ai piedi vostri". Fu vera promessa. Era il giorno decimo dell'ascensione del divin Salvatore al cielo. Sonava l'ora terza del , quando un vento impetuoso s'ode intorno, e sopra al capo degli apostoli scorgonsi tante lingue di fuoco, segno visibile della discesa dello Spirito Santo. Quegli apostoli non furono più quei timidi di prima. Vennero incontro agli ebrei e li convertirono o li confusero. Le genti le ridussero divote alla croce del Salvatore. Sovrani e sudditi, nobili e plebei, filosofi ed ignoranti seguivano la voce degli apostoli del Signore. Incontrarono persecutori molti, prigionie frequenti, battiture crude, ma l'angelo del Signore liberavali. Gli elementi obbedivano loro. Le tempeste si calmavano al passaggio degli apostoli, le fiere e le serpi si ammansavano. Gli apostoli fra turbe di gente guarivano gli infermi, risuscitavano i morti. Erano intesi in ogni linguaggio di nazione. Leggevano nei cuori, scorgevano nello avvenire. Eccolo [257]lo Spirito Santo nel cuor degli apostoli. Lo Spirito paracleto altresì è la virtù dei cristiani del Signore.

  3. Il pontefice, che è il Vicario del divin Salvatore, aduna intorno a sé, perché gli sieno discepoli, i vescovi e loro dice: "La terra è mia ed io la dono a voi, andate e predicate l'Evangelo - 398 -di Gesù Cristo a tutta la terra". Or eccolo un apostolo del Vicario di Dio, un vescovo, capitano illustre che viene per dirigere il suo esercito e distribuire le armi spirituali a ben combattere. La turba dei giovinetti di un contado si attruppano intorno al vescovo gridando: "Noi vogliamo essere soldati di Gesù Cristo. Armateci, capitano illustre... Noi vogliamo entrare nel combattimento". E il vescovo piega le ginocchia a pregare, e gli altri con lui. Di poi sorgendo, impone sovra tutti le mani in alto e dice: "Riceverete dunque la virtù dall'alto". Di poi con il sacro crisma segna in forma di croce sulla fronte del cresimando e continua: "Io ti segno col segno della croce e ti confermo [258]col crisma della salute. Nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo". Dopo ciò il vescovo si rallegra di aver creato un milite valoroso. Gli porge quasi in atto di lode un legger schiaffo per dire: "Sia tu forte in combatter le battaglie del Signore, la pace sia con te". In ultimo eleva ancora le mani sopra ai cresimati e dice: "La grazia dello Spirito Santo si conservi sopra di voi". Un'aureola celeste brilla in fronte ai cresimati. Uno splendore di sovrana bellezza illumina quella lor mente. Un segnacolo spirituale, carattere di santità, si imprime nell'anima. È l'insegna del soldato di Gesù Cristo, è la divisa d'onore che circonda i soldati del gran Re! Novato, cristiano sconsigliato e superbo, trascurò di armarsi con la grazia della santa Confermazione. Poco stante suonò la tromba di guerra, una persecuzione accanita fu intimata. Egli affrontò il combattimento, ma cadde pel primo miseramente.

  4. Noi abbiamo ricevuto l'insegna del sovrano celeste. Il Signore ci ha donato [259]la virtù per essere soldati strenui del divin Salvatore. Non ne dubitate. La grazia che abbiamo ricevuta produce i suoi effetti a seconda delle circostanze e delle opportunità. Accade intorno a noi come già avvenne a Sansone. È scritto di lui che quando ne ebbe bisogno "irruit in eum spiritus Domini"223, e spaccò con il pugno il muso ai leoni, sbaragliò mille nemici e schiantando le porte della città

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trasportolle al vicino monte. Dicono taluni: "La virtù dello Spirito Santo dove si trova oggidì fra i cristiani?". E vi rispondo: dopo 1800 anni che Gesù Cristo è venuto, che ha parlato, e dopo che gli apostoli ed i martiri santi hanno operato prodigireplicati, volete pretendere tuttavia che Dio per farsi conoscere usi ad ogni tratto miracoli suoi? Eppure la grazia dello Spirito Santo si mostra manifestamente ancora oggidì. Aprite gli occhi e vedete. Ha cristiani i quali hanno il dono delle profezie e quello di conoscere gli spiriti. Ha di quelli che sono forti come un Sansone, sapienti come un Salomone e intrepidi nella guerra [260]come un Gedeone. Manca forse oggidì chi, come Mosè e come Aronne, parla confidentemente con Dio? Ha ancor questi e dirigono quai capitani supremi i militi nella lotta.

  5. E fra <i> soldati che militano quaggiù, quanti intrepidi, quanti generosi! Entriamo qui per adocchiare il combattimento nostro. Eccolo: il campo è tutta la terra che abitiamo. I nemici che abbiamo a debellare sono il dio della superbia, dell'avarizia e della sensualità. E quanto questi nemici sono a noi avversi! Meno terribili sono i demoni d'abisso, perché sono a guisa di cani legati ad una catena. Più terribili sono i nemici del mondo, gli uomini peccatori che servono da ministri a Satana. Terribilissimo è il nemico del nostro senso, perché questo è l'avversario che devesi affatto distruggere, eppure224 che aderisce intimamente al corpo nostro. Ma abbiamo con noi le armi dei santi Sacramenti, abbiamo le armi del digiuno e della preghiera. Al demonio basta dire: "Vattene, brutta bestia" e non più guardarlo. Ai ministri di Satana basta rispondere: "Andate, che siete satanici". [261]Ed all'avversario del proprio corpo conviene dargli, come al giumento un peso, la sferza, un po' di paglia, così al servo un lavoro, una disciplina, un pezzo di pane. E intanto abbiamo la grazia dello Spirito Santo che ci assicura la vittoria. Se il Signore è con noi, chi può essere contro di noi225?

 

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  6. Scorgete gli ebrei nel deserto. Quel popolo liberollo Dio dal Faraon d'Egitto e <gli> fece passare a piede asciutto il Mar Rosso. Non di meno arrivato salvo alla sponda opposta, trovò di dover combattere non poco e con la fame e con la sete, con gli uomini e con gli animali, con l'ingiuria degli elementi di calore e di oscurità. Ma guardate come bene li provvide Iddio. Per satollarli quando ebbero fame mandò per quarant'anni un cibo misterioso, la manna del cielo. Per dissetarli comandò alle rupi che dessero acqua. Per difendere il suo popolo dagli avversari nemici bastava che Mosè, estendendo le braccia, supplicasse di cuore. E contro al morso dei serpenti bastava guardare ad un serpente di bronzo [262]che si innalzava sopra un'asta. Perfino a difenderli dai cocenti raggi del sole distese una nube sui loro capi, e per illuminarli nelle ore di notte fece scorgere una colonna di fuoco luminoso. Questa provvidenza celeste apparve continuamente finché il popolo diletto pose piè fermo sulla terra promessa. Simile al viaggio degli ebrei nel deserto è il cammino che noi intraprendiamo dal deserto di questa vita fino alla terra di promissione vera, il paradiso dei beati. Iddio buono nel santo Battesimo ci liberò da Faraone di Egitto, il demonio infernale, e ci incamminò poi pel deserto della vita. In questo molto abbiamo a stentare, molto abbiamo a combattere, ma il Signore è con noi, e se Dio è con noi, chi può essere contro noi226? Siamo i soldati di Gesù Cristo, abbiamo ricevuto la virtù dall'alto, il segno di croce è segno di vita a quei che lo seguono. Orsù, vengano i combattenti. Li attendiamo intrepidi. Noi li sorprenderemo con valore, li metteremo terra a terra come fango che [263]si calpesta, e passando sopra le loro cervici sclameremo: "Eccolo il passaggio del soldato di Gesù Cristo". In dirlo noi passeremo dal combattimento di questa terra al trionfo di gloria che ci attende al paradiso.- 401 -

Riflessi

  1. Al combattimento.

  2. Nel sacramento di Confermazione i figli di Dio si corroborano in soldati di Gesù Cristo.

  3. Nel santuario di Dio si ordina la schiera dei soldati del Salvatore.

  4. La grazia dello Spirito Santo porge aiuto secondo il bisogno.

  5. Eccolo il combattimento nostro. I nemici son tre, ma l'aiuto a vincerli è poderoso.

  6.  Come gli ebrei nel deserto, il popolo dei cresimati son da Dio provveduti in modo ammirabile.





p. 397
222   Gv 20, 22; cfr. Gv 14, 12.



p. 398
223   Gdc 14, 19.



p. 399
224   Originale: appena; cfr. ed. 1883, p. 261.



225   Rm 8, 31.



p. 400
226   Rm 8, 31.



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