Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Opere santa Teresa
Lettura del testo

Le opere di Santa Teresa. Studio - Riassunto (1883-1884)

3. Attrattive divine

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3.
Attrattive divine
[I-13]Ponderiamo 20 con affetto le attrattive con cui il Signore conduce a sé un’anima, valiamoci a meglio intendere in ciò le ­attrattive di una madre terrena. Questa, che è 21 genitrice magni­fica, siede con alle ginocchia il figlioletto suo, un bamboccetto di bel aspetto, di modi soavi, caro come un angelo celeste. La mamma scherza con il fanciullo e questi con lei con una tenerez­za giocondissima. Quando la mamma levasi da sedere, e il fan­ciullo le tien dietro. Ma la madre affretta il passo e 22 si pone die­tro l’uscio a spiare e si affretta di porta in porta per un 23 andirivieni di camere. Il giovinetto saltella e chiama, [I-14] e chiama e grida: « Mamma! Mamma! », quasi per dire: « Se voi ve ­n’al­lontanate, che faccio io? Mostratevi, od io me ne moro qui ». E la mamma ode e tace. E intanto 24 il giovinetto si guarda addietro e dintorno e non vede che il vuoto delle sale che maggiormen­te l’agghiacciono e il rallegrano. Ode voci intorno: son dei servi accorsi a’ suoi gemiti e gli rivolgono parole di conforto, ma eglino non sono né la persona né la voce della mamma dilet­ta. Poverino, fanciulletto tant’alto eppur soffre ed ama cotanto.
Così è dell’anima che è chiamata all’amore intimo con Dio. La fortunata se ne sta trastullando confidenzialmente con Dio e ne prova gioie di sovranaturali dolcezze 25. Allora è in quella di dire al modo degli apostoli: « Che buona cosa per [I-15] me ad essere qui » 26, quand’ecco Dio le scompare dallo sguardo ed ella dietro, ma nol raggiunge. Domanda e non trova. Ritorna dov’ell’era ed è solitudine. Ode voci di gente - 12 -che 27 viene per confortare, ma son dessi sempre consiglieri saggi? Vengono innanzi a dire: « Dio non è a cercarsi nelle consolazioni ». Sia, ma e quando le consolazioni sovrabbondano, chi oserebbe sempre scacciarle?... « L’anima voli a Dio e non dimori in alcun oggetto sensibile. Si distolgano perfin gli occhi dall’umanità sacrosanta del Redentore ché l’anima gioconderà più vivamente in estasi con Dio »... Ma noi siamo uomini e non siamo angeli ed è dall’imagine, il mondo, che passiamo alla realtà, al paradiso. Abbiamo un cuore, e come questo non si effonderebbe in tenerezze d’amore al Cuore di Gesù Cristo?...
Intanto l’anima soffre amore e dolore intenso... [I-16] Si apre al ministro di Dio e non è creduta, oh qual tormento... Insiste­re, le pare di chiamare intorno a sé il demone della superbia, oh qual angustia maggiore! Pure il cuore è irrequieto e non si parte un istante dal pensar a Dio. Il corpo stesso ne risente di rapimenti, di estasi, di tormenti ineffabili di amore e di dolore; è un tronco che or par dissecchi in tempo vernale e che or 28 si riabbia in primavera in lagrime di tenerezza, e che or rifiorisca in estate e fruttifichi, come l’anima che 29 per Iddio e in mano a Dio vien meno, si vivifica, emette fiori di speranza, frutti di carità.
Albero benedetto d’un paradiso terrestre, come t’ammiriamo tutti! Ma appunto l’esser rimirato da sol cocente e l’esser battuto o da venti o da geli fa gemere l’albero e sempre gli accresce [I-17] vita, come l’anima 30 della Filotea amante che 31 l’approvazione delle lodi umane par che l’avvizziscano, il soffiar delle tentazioni che la contorcano, il gelo delle aridità che la rifiniscano, ma nel fatto non viene né brina o sole o pioggia che tutto non cooperi alla conservazione di questo bell’universo 32, al fortificarsi della bella pianta ed anima.
Teresa era questa stessa l’anima amante, la pianta fragrante. Finché Dio le fece intendere: « Già non voglio io più che tu - 13 -conversi cogli uomini, ma cogli angeli », ossia con le persone sante. E temendo Teresa non forse la illudessero tuttavia spiriti maligni, ed egli il Signore le soggiunse: « Non aver paura, o ­figliuola, ci penso io; lascia ogni timore, che non t’abbandonerò ». Teresa allora prendeva una croce nella destra e sclamava: « Or sì venite pur tutti, [I-18] serva come sono del Signore, voglio vedere che mi potrete fare ».
Un vide un angelo in forma umana che tenendo un dardo d’oro con una scintilla di fuoco sulla punta, glielo immerse nel cuore. Teresa trafitta da amore e da dolor immenso cadeva in estasi, facevasi sfavillante 33 in viso e bella come un angelo. ­Talo­ra era dall’estasi levata da terra 34 e sentivasi tratta « non ­altrimenti che un gigante solleva una paglia ». Così il Signore è ammirabile nei suoi santi! Anima fedele, quando il ­Signore ­comecchessia, colle aridità o colla contraddizione delle anime che pur sono buone, viene per prender esperimento di te, il ciel ti guardi, o anima fedele, che tu cessi dal sospirare a Dio o cercarlo come una Maddalena Gesù, il diletto dell’anima sua.
Mirabili sono le attrattive del cuore [I-19] di Gesù salvatore. Egli l’Altissimo e noi infime creature, egli dall’eccelso solio di sua gloria e noi da questa bassa terra, meschinelli noi se non guardiamo tuttodì all’alto e non ci lasciamo tirare da Dio. Oh le divine attrattive, come sono ammirabili!




p. 11
20
Originale: /Esaminiamo/.


21
Originale: Questa /siede/ che è /una/.


22
Originale: e /corre/.


23
Originale: una.


24
Originale: intanto /ai gemiti del/ il giovinetto /accorrono i servi e il chiamano/.


25
Originale: dolcezze. /Dovrebbe/ allora /dire/.


26
Cfr. Mt 17, 4.


p. 12
27
Originale: che /chiama/.


28
Originale: or /rifiorisce/.


29
Originale: che /è chi/.


30
Originale: l’anima /del giusto/.


31
Originale: che /or è battuta dal sole delle/.


32
Originale: bell’universo, /alla fortificazione/.


p. 13
33
Originale: sfavillante /e bella/.


34
Originale: terra /non ed era/.


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