Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Opere santa Teresa
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Le opere di Santa Teresa. Studio - Riassunto (1883-1884)

41. Fioretti spirituali

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41.
Fioretti spirituali
[III-61] Da un giardino spirituale, la vita della gloriosa patrona di Spagna santa Teresa, raccogliamo alcuni fioretti di devozione e di conforto.
« Credetelo diceva santa Teresa sono anime che brucia­no di vivo desiderio 421 e che soffrirebbero un vero martirio se si ritardasse più oltre lo incominciamento di un’opera buona. Stando le cose così convien sollecitare. Anime bramose cotanto sono così avanti nella perfezione che si propongono non contradir mai all’obbedienza, non cercar sollievo nelle fatiche e non dire giammai parola di scusa per qualunque rimprovero ricevano. L’anima fedele ha volontà fermissima di non offender Dio e per ciò non tema. [III-62] Ella ha brama di comunicarsi spesso, e però vi s’accosti pure... Non sofistichi troppo su d’ogni piccolo difettuccio, perché tutti abbiamo un piccolo monte di miserie. Ella sopporta in pace la croce delle distrazioni nell’ufficio proprio ».
- 111 -« La novizia che 422 si a tristezza, che è tormentata da pe­ne di spirito e da scrupoli, non è da ammetterefacilmente alla professione. Più è da temere di una monaca scontenta che da una legione di demonii. Dio ci liberi parimenti da direttori che confessano le religiose da più anni! Nemmeno si possono approvare le frequenti conferenze di spirito. Buona cosa è che le religiose si 423 amino con puro affetto... Il nostro cuo­re ha bisogno d’esser corrisposto e non è ombra [III-63] di male in ciò, perché lo stesso Amante divino vuol essere da noi riamato ».
« Quando un’anima è provata con le aridità e che stando in esse ella s’abbandona totalmente in Dio, allora non è ­dubbio che non profitti assai nella virtù. Passando per queste prove, donna Catterina di Tolosa, concittadina di sant’Ignazio e del Saverio, giunse a fondare il monastero di Burgos; ebbe otto figli che furono una corona sfolgorantissima a quei santi genitori. Rimasta vedova, regolò la casa propria al modo di un convento. Fu fatta segno a dicerie velenosissime e molti ne soffrivano per lei un vero martirio. I figli suoi ­divennero religiosi ferventi ai quali rispondeva la madre: No, non tocca a me dare a voi la benedizione, ma voi a me, perché io vi diedi tristi esempi. Che sarà quando otto figli, santi in paradiso omai, diranno: Siamo salvi per voi, di­letta madre? »...
[III-64] « Ciò che onora non è molto il numero delle religiose, ma il vivere angelico di queste. Ora una monaca, quan­do ha salute e il necessario per vivere, questo le deve ba­sta­re appieno... Avere attacco alle creature qualisiensi, questo è impedimento assoluto a perfezione. Non perdersi in ­frascherie da bambine, ma crocifiggersi per Cristo sotto l’obbedienza, questo è da soldato intrepido. Non è da stupire se qualche volta una fa un po’ la mattarella. Sono allegrie di gioventù che poi, cedendo, danno luogo a crescere più mortificate in avvenire. Allo incontro non è a fidarsi delle donne - 112 -che, ancorché religiose e sante, hanno certe loro voglie pazze di qualche cosa ».
Quanta saviezza nei consigli di una donna santa! Oh mandi 424 tuttodì la buona Provvidenza 425 menti [III-65] di saggio pensare, atte per dirigere su retta via una società che si smarrisce nei sentieri tortuosi dell’errore e che si dibatte 426 nei bassifondi del vizio.




p. 110
421
Originale: desiderio /di/.


p. 111
422
Originale: che /è/.


423
Originale: si /corrispondano/.


p. 112
424
Originale: mandi /sovente/; la parola tuttodì è ripetuta e la prima occorrenza cancellata.


425
Originale: Provvidenza /uomini/.


426
Originale: si /cadono/ dibattono.


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